mercoledì 26 ottobre 2011

Vuoto cosmico.

Bisogna sempre giocare onestamente 
quando si hanno le carte vincenti.
                                                 Oscar Wilde

Le persone, a volte, mi lasciano perplesso...
E' inutile ricordarvi che lavoro faccio...
Già, si, lavoro proprio a contatto con le persone, a volte è una cosa sciagurata...
Mi ritengo una persona di larghe, anzi, larghissime, stra bordanti, sconfinate vedute...
Però a volte non basta...
Proprio no.
Ma ci sono sempre le "famose" bollette, quindi vado avanti.
Adesso vi tocca un piccolo sfogo, con lieto fine...
Oggi ho "litigato" con un cliente, litigato l'ho messo tra le virgolette, perché non sono un caciarone, nel senso che, anche quando il cliente "cerca la rissa" io rimango freddo e diplomatico, solitamente basta, in quelle rare volte che al mio interlocutore svampa la testa, il mio comportamento diventa oltremodo cinico e sarcastico, arrivo ad essere veramente offensivo, ma sono particolarmente abile, tanto che l'interessato non si avvede dei miei perculeggiamenti...
Lo so, lo so, non è bello quello che ho appena scritto, ma chiunque fa un lavoro che lo porta a contatto con la gente, sicuramente mi capisce, per gli altri, vi auguro di non provare mai...
Comunque, la discussione, come al solito, si concentrava sul prezzo di alcuni articoli...
Chissà com'è ma c'è sempre qualcuno che vende prodotti migliori a prezzi stracciati...
Nella fattispecie, si parlava di rotoloni industriali, per alcuni responsabili degli acquisti, una vera bestia nera...
Sembra che, malgrado tutti li usino, nessuno li voglia comprare, e quando sei lì a proporli, come già detto, il cliente ha sempre offerte astrofisiche su enormi e infiniti rotoloni che costano meno delle caramelle...
Ovviamente sono balle, e com'è logico, lo fanno solo per spuntare un prezzo migliore o uno sconto più alto, è un po un gioco, il "mercanteggiare" è, tra le forme di comunicazione, una delle più vecchie al mondo...
Ma a volte si esagera, il furbone di turno, voleva farmi credere di aver trovato un prodotto enormemente migliore dei miei, e soprattutto, mi "accusava" di averlo sempre fregato perché ciò che aveva comprato adesso, costava la metà del mio...
Io però sono peggio di San Tommaso, quindi chiedo di vedere il prodotto e la fattura, così potevo fare un "confronto", per fortuna lui acconsente, ecco i freddi dati: Il mio prodotto, 1000 strappi per 40 centimetri uguali a 400 metri di carta, prezzo euro 13,90... Il concorrente, 800 strappi per 20 centimetri uguali a 160 metri di carta, prezzo euro 8,75...
Qualche considerazione: innanzi tutto, 8,75 non è la metà di 13,90  ma vabbè, però la differenza porta il prezzo al metro della carta, di 0.054 per la bobinetta corta, contro i 0.034 per la mia "carissima" bobina..
Qual'è quindi quella più economica? Bravi avete capito... Voi... Lo scienziatone mio cliente no...
Anzi s'è pure offeso e mi ha cacciato in malo modo...
Beh, mi ha inversato il pomeriggio, per fortuna non sono tutti così, e soprattutto, ho dei "clienti" con cui non solo chiacchiero, ma hanno anche il "potere" di rimettermi l'umore in sesto, cosi sono andato a trovarne uno, anzi, una...
Che poi sono diventate tre...
Abbiamo chiacchierato un po, sorseggiando un caffè, quando sono andato via, stavo bene, molto bene, e mi ritengo un uomo proprio fortunato, un po per il lavoro che faccio, perché mi piace davvero tanto, eppoi perché mi permette di conoscere persone veramente stupende.
Un grazie particolare alla paziente Arianna, alla saggia Patty e alla meravigliosamente spontanea Nicole.
Saluti.

martedì 25 ottobre 2011

Ricordi di una giovinezza lontana...

Tutte le cose, anche le 
meno interessanti, 
o le più brutte, hanno 
un lato piacevole. 
Bisogna solo volerlo vedere.
                                     Hermann Hesse


Vi sembrerò strano, ma non sono uno che si lamenta, nel senso, di motivi per lamentarmi, ne avrei anche io, ma ho scoperto che non serve a niente lamentarsi...
Tanto le rogne sono le mie, e per quanto, l'unico che può grattarsele sono io...
E quindi...
Tutti i giorni esco a lavorare, con qualunque situazione, sia meteo che umorale...
A volte non è facile...
La pioggia, il vento, il freddo non aiutano e le splendide giornate avute fin settimana scorsa, sono già un pallido ricordo, certo, il mio lavoro, per molti mesi all'anno si può considerare una specie di festa, perché sei all'aperto ti puoi godere il sole e i profumi della bella stagione, questi che sono pregi, quando diluvia o nevica, evidentemente diventano limiti...
Oltretutto, quando piove, non uso l'ombrello, mi rovina il look...
A dirla tutta, la pioggia non mi dispiace...
Tutto cominciò molti anni fa...

1985...

Era una notte buia e tempestosa...

Ma il mattino successivo, il sole splende, una domenica mattina di quasi estate, il cielo blu cobalto punteggiato di spumose e candide nuvolette, fa da cornice al brillante verde delle montagne...
Una situazione irresistibile per me, le mie frementi gambette e la mia inarrestabile bicicletta...
Infatti, salto giù dal letto e dopo una fulminea colazione e preparato quello che si chiama "pranzo al sacco", volo in garage e in pochi minuti la mia mente vola al ritmo delle pedalate che mi portano via da casa e mi tuffano nel sogno...
Non so dove voglio andare, le strade sono tante, decido di non decidere, il caso sceglierà per me, intanto mi porto sulla litoranea che costeggia il lago, direzione Svizzera...
Magari vado all'orrido di sant'Anna, così mangio con i piedi a mollo, ottima idea, pedalo sciolto non ho fretta, è inutile ammazzarsi di fatica, chi mi corre dietro? Nessuno! 
Ma qualcuno, o meglio qualcosa, effettivamente mi stava seguendo, due nuvolette grigiastre, non mi interessa, continuo a pedalare, è una così bella giornata...
Arrivo a Cannobio, cavoli che nuvoloni, vabbè, all'orrido non ci vado, scendo sul lago a mangiare, tanto secondo me fino a stasera non piove...
Le ultime parole famose...
Buono il panino... Due gocce... Dai è una nuvola di passaggio... No... Cavoli piove, però arriva dalla Svizzera, io vado nella stessa direzione, con un po di fortuna me la lascio dietro...
Con un po di fortun....
Il diluvio universale...

Oggi...

Ricordando quel giorno, la cosa che più mi fa ridere è che mi misi a pedalare convinto che sarei arrivato a casa asciutto, ma mezzo chilometro dopo, ero fradicio come mai mi era successo, e di chilometri ne avevo ancora venti da fare per rientrare, però ricordo anche, che non mi importava, tanto una volta infradiciato, peggio non poteva andare, ricordo quanto mi sono divertito, ridevo come un matto, prendevo tutte le pozze che potevo e quando le auto di passaggio mi "lavavano" ridevo ancora di più...
Quando arrivai a casa, la felpa che indossavo era diventata un cappotto da quanto si era allungata, mia mamma mi aspettava con un'enorme asciugamano, la ramanzina (leggera) che mi fece, non riuscì a togliermi il sorriso...
Da allora, la pioggia l'ho sempre vista come qualcosa di divertente, a volte fastidiosa o fuori luogo, ma comunque divertente...
Vi sembrerò strano, e quello che dico adesso non è certo farina del mio sacco, però sono convinto che ogni stagione ha i suoi pregi, la differenza tra il buono o il cattivo tempo, siamo noi, noi e il nostro modo di intendere la vita...
Saluti.

lunedì 24 ottobre 2011

Quando la passione uccide.

E' indifferente gareggiare 
con la morte, piuttosto che 
contro la morte, ma in 
ogni caso quest'ultima parte 
sempre avvantaggiata.
                                     Lorenzo Reschiglian


Niente facili moralismi.
Ieri è morto Marco Simoncelli.
Io guardando l'incidente, ho pianto.
Sono un motociclista da sempre, l'ho già scritto, il mio è un amore incondizionato verso le due ruote, so cosa vuol dire cadere in moto, i segni che lascia una caduta, li porti con te finché campi e io di segni ne ho più di qualcuno...
Non certo per "l'istinto del campione"... Io cadevo perché quando hai 17 anni, sai di essere immortale, quello che non sai, sono i rudimenti della fisica applicata ai giroscopi... Insomma cadi perché vai sempre oltre i limiti "fisici" del mezzo...
Ovviamente non c'è paragone, forse solo la passione mi accomunava al grande "Sic"...
Da quando è successo, su Facebook mi sono arrivati centinaia di messaggi al riguardo, tante persone, tanti punti di vista diversi, molto dolore e qualche punta di cinismo, molti messaggi erano "simbionti" cioè uguali, pensieri che rimbalzavano da un "profilo" all'altro seguendo l'inevitabile onda emozionale che un fatto del genere suscita...
Lasciando perdere gli stupidi, quelli che fanno commenti idioti o inutilmente cinici, quello che rimane è il senso di vuoto, come se ad andarsene fosse un amico o un parente...
E' l'effetto che fanno i Vip, però i Vip di quel genere, persone di una caratura diversa dagli altri, un diamante dal taglio fine e delicato, che nel caso del "Sic" faceva a pugni con la sua personalità, spontanea e amichevole ma grezza e spigolosa, tipica della sua terra d'origine, la sincerità sopra tutto, anche se fa male o è fastidiosa...
Sono sicuro che, dell'incidente, se ne parlerà ancora per molto, più per l'assurda dinamica che per l'effetto finale...
Anche se...
Anche se, c'è già qualcuno che dice: ... era troppo aggressivo... ... era un pilota che non rispettava le regole... bla bla bla...
Forse tutti questi "espertoni" di corse, non sanno che per vincerle, le corse, non si stà seduti in poltrona con una birra in mano...
Badate bene, con questo non voglio dire che al manubrio di una moto da gp, si possa fare qualunque cosa, ma da sempre, i campioni sono quelli che osano di più, quelli che cercano continuamente di spostare i "limiti" un po più in la, sapendo benissimo quello che comporta tale ricerca, o la gloria o il disastro...
Ma sto diventando retorico anche io, se non smetto, tra un po comincerò a dire: ... sono piloti, sanno benissimo quello a cui vanno incontro...
All'inizio del post, ho fatto cenno alle centinaia di messaggi che mi sono arrivati tramite Fb, io per una sorta di "comunanza", ho messo "mi piace" praticamente a tutti, fosse solo per una forma di rispetto nei confronti dello scomparso, ma c'è ne uno che mi ha colpito di più, lo ha scritto l'amica Karen, e dice così: "che sia morto "Simoncelli il personaggio pubblico" non mi interessa... Mi importa che sia morto un ragazzo di soli 24 anni che aveva tutta la vita davanti a prescindere da chi fosse e cosa facesse...
Brava Karen, hai colto nel segno il senso del perché lascia un vuoto incolmabile...
Saluti.

domenica 23 ottobre 2011

Niente Dottori...

Il piacere dei banchetti non 
si deve misurare dalle 
squisitezze delle portate, 
ma dalla compagnia degli 
amici e dai loro discorsi.
                                   Marco Tullio Cicerone


Influenza, raffreddore, tosse e mal di gola...
Ultimamente sono un rottame...
Sarà l'età...
Stamattina poi, mi sono alzato praticamente senza voce e il tempo era brutto, stavo per disdire la castagnata, ma quando al pupo ho chiesto se voleva andare a casa della Melissa, lui mi ha detto: Bimbiiiiiiiiiiii!!!!!
Che tradotto significa: Guai a te se non mi porti la a giocare e mangiare castagne!
Come potevo non accontentarlo?
Quindi dopo aver fatto la pappa, l'ho messo a nanna per il pisolino e mentre gli rimboccavo le coperte, ho sussurrato: Svegliati intorno alle tre, così andiamo via presto...
Si è addormentato quasi subito, quindi sono sceso a preparare per la partenza, torno su con l'intento di schiacciare un pisolo anche io, infatti mi metto d'avanti alla televisione, l'effetto è immediato... Ronf Ronf...
Papàààààààààà!!!!!
Cado dal letto...
Mio figlio...
Mi rialzo...
La prima cosa che vedo è la radiosveglia, sono le 15,05...
Penso: Cavoli, il pupo... Che precisione... Urlasse meno...
Ci vestiamo a tempo di record, saltiamo tutti e tre in macchina e viaaaa Più veloci della luce, che nel nostro caso, fa 95 chilometri all'ora...
Destinazione Grignasco, abbiamo una castagnata da recuperare e cascasse il mondo, oggi mangeremo castagne...
Il viaggio è piacevolmente breve, così, in quattro e quattr'otto, siamo di nuovo in compagnia dei più caldi amici che abbiamo...
Si vede che le stagioni passano, quindici giorni fa, eravamo in giro smanicati bevendo birra gelata, oggi indossiamo le giacche a vento, ma il freddo non ci spaventa, l'amicizia, si sa, scalda, poi aiuta anche lo stare tutti stretti stretti davanti al barbecue acceso sorseggiando vin broulè... Cosa si può voler di più dalla vita?
Delle buone castagne!
Che difatti arrivano e freddo o non freddo, cominciamo a mangiarle, sono buone, meglio di quelle che avevo fatto io... 
Già, non le ho fatte io, mi hanno tolto le "stelline"...
E hanno fatto benissimo! Perché sono davvero buone buone e con li vinello vanno giù che è un piacere...
La scena è bellissima, Cristian alla padella io e Willy facciamo da supporter's mentre le due Cristine riempiono bicchieri e fanno roteare patatine mentre poco più in la, Odette fa la chioccia, tenendo sotto le sue capaci "ali" tutti i pargoli presenti.
Fatte le castagne, siamo passati tutti in casa, dove finalmente ho potuto riscattare l'onta d'avermi proibito l'uso del pentolone castagnatorio, infatti ricevo "l'ordine" di preparare una pasta col sugo...
Mi impegno al massimo, taglio la cipolla, la braso nell'olio e l'aromatizzo con un po di vino rosso e qualche goccia di succo di limone, aggiungo i pezzettoni di pomodoro e le olive verdi, aggiusto di sale e faccio cuocere, è il mio regno, non posso sbagliare e non sbaglierò, scolo la pasta e... Mi cade la pentola nel lavandino... Nooooo!!!!! Per fortuna il lavandino era appena stato pulito, recupero la pasta unisco il sugo mescolo ben bene, servo nei piatti e via!! 
Aspetto gli irrinunciabili complimenti...
Silenzio...
Sono talmente rapiti dalla mia creazione che sono rimasti senza parole... 
Credevo...
Mangio anche io e...
E' scottaaaaaaa!!!
Nooooo!
La vergogna è troppa, non posso vivere oltre...
Per fortuna mi fermano prima che facessi Harakiri a colpi di forchettone...
Forte l'amicizia... Saranno le persone, sarà l'ambientazione o forse l'accoppiata castagne vin broulè, ma sto bene, molto bene, quasi quasi non sento più il mal di gola...
Ma vuoi vedere che l'amicizia ha poteri taumaturgici? Altro che dottori e medicinali, se vuoi stare bene, basta avere le giuste persone a cui voler bene...
Saluti.

sabato 22 ottobre 2011

Infanzia tradita.

Un bambino può insegnare 
sempre tre cose ad un adulto: 
a essere contento senza motivo, 
a essere sempre occupato con qualche cosa, 
e a pretendere con ogni sua forza quello che desidera.
                                                                              Paulo Coelho


Ma siamo nel 2011 o che?
Eppure, già 2500 anni prima di Cristo, si praticava la contraccezione...
Volete farmi credere che esistono ancora persone che non sanno come evitare una gravidanza o che hanno idee tanto malsane da non "voler" evitarle?
Stupidità?
Ignoranza?
Egoismo?
Oggi leggendo il giornale, ho preso due pugni nello stomaco, mi succede sempre quando leggo notizie che riguardano la morte di bambini...
Sono un papà, ci sto malissimo, non posso farci niente...
Una delle notizie, quella del piccolo "incidentalmente" caduto dal pedalò, mi ha scioccato, perché fin da subito la versione riportata dalla madre, risultava stiracchiata e confusa, adesso viene arrestata con l'accusa di omicidio premeditato...
Premeditato.
Cioè voleva ammazzarlo e, dopo aver pensato come fare, lo ha fatto...
E fin qui, niente di nuovo, brutale e insulso, ma niente di nuovo, sono i motivi, come se ci fosse bisogno di motivi, ma se di motivi dobbiamo parlare...
I motivi che hanno mosso quella scriteriata a fare quello che ha fatto, sono l'apoteosi della vacuità umana...
Vaneggiamenti del tipo: Era il terzo, non lo volevo...
Non lo volevi? E chi ti ha obbligato a farlo? Quell'altro deficiente del marito? Quello che anche sapendo che ci aveva già provato, non ha detto niente a nessuno?
Che bella coppia, proprio una bella coppia...
L'altra notizia, per quanto possa sembrare impossibile, è ancora peggio...
Bambino di 4 anni muore di polmonite, Letta così, niente di che, raro ma niente di che, al mondo muoiono migliaia di bambini per le più svariate motivazioni, quindi una polmonite, ci può stare...
Però, la notizia continua così: Il bambino era denutrito, debilitato e presentava ecchimosi sul corpo, inoltre, sembra sia arrivato in ospedale solo dopo che il padre (omeopata) abbia cercato di curarlo con i suoi "medicinali"...
Premessa: Non ho nulla contro le medicine, così dette "alternative", sono fermamente convinto che non servano a nulla, ma è una mia convinzione, non obbligo nessuno a pensarla come me...
Qui però, parliamo di un bambino di 4 anni, accantoniamo i dubbi sui possibili maltrattamenti o sulla confusione nell'accertare le colpe, parliamo solo del fatto che due genitori, hanno volutamente e coscientemente evitato la medicina "convenzionale"...
Niente di male, sia chiaro, ma vale per loro, che sono "grandi e vaccinati", obbligare il piccolo alla stessa idiozia, mi fa archiviare la cosa alla voce: Ignoranza insensata...
Scrivere questo post non mi ha fatto stare meglio, ci speravo, ma non ha funzionato, continuo ad avere il mal di stomaco, e il pensiero di quanto debbano aver sofferto quei bimbi, non mi lascerà dormire per un bel pezzo...
Saluti.

venerdì 21 ottobre 2011

Nelle lunghe serate invernali...

Forse il più grande servizio sociale 
che possa essere reso da chiunque 
al paese e all'umanità, è formarsi una famiglia. 
                                                             George Bernard Shaw

Un milione di anni fa, o forse due...
Quando ero piccolo...
Non incominciamo con le facili illazioni, la televisione c'era già...
Dicevo, quando ero piccolo, c'erano dei "riti" per me, assolutamente imprescindibili, la sveglia alle cinque del mattino per salutare mio papà che usciva per andare a lavorare, le interminabili partite a nascondino del sabato, quelle che sapevi quando iniziavano ma non quando e se finivano... Succedeva perché giocavamo in 20 o 25, a volte anche di più, così, una partita durava un'eternità, credetemi un vero spasso... Le passeggiate nei boschi, a volte per i funghi o per le castagne altre solo per il gusto di camminare facendo frusciare le foglie, la pennichella pomeridiana, dalla quale mi svegliavo sempre sudato fradicio, ma con un senso di leggerezza mentale fantastico che però poi ho perso, la merenda guardando Tom e Jerry, le lunghissime pedalate intorno al condominio con la Daniela attaccata dietro, le scorribande a rubar pannocchie o frutta ma anche niente, l'importante era che alla fine si doveva scappare... 
In casa le regole non erano moltissime, cercar di tenere le camere in ordine, lavarsi i denti, non farsi sospendere troppe volte a scuola, fare i compiti, ogni tanto farsi il bagno...
Però, qualche cosa di "obbligatorio" c'era, mangiare quello che cucinava mia mamma anche se spesso non si capiva cos'era, ne scaturiva una specie di lotteria, se non indovinavi eri costretto a mangiare, se  però indovinavi, era lo stesso, tanto quello c'era e quello ti toccava...
Poi, gli orari dei pasti, 12,30 per il pranzo, durante il quale si guardava "il pranzo è servito" e le 19,30 per la cena, accompagnata "dall'almanacco del giorno dopo" le previsioni del tempo, quelle col Colonnello Bernacca e il telegiornale su RAI uno, le serate spesso finivano poco dopo, solo in due occasioni la "nanna" era posticipata, una erano i giochi senza frontiere, quelli commentati da Claudio Lippi, uno spasso le "prove" un divertimento a sé il commento di Lippi, così palesemente di parte...
L'altro motivo che ritardava il "tutti a dormire" erano le serate dei racconti...
Non sapevo bene perché o come erano iniziate, ma sta di fatto, che ogni tanto saltavano fuori, a volte sulla scia di un ricordo o per una situazione vissuta nella giornata... Il ritrovo era la camera dei miei genitori, stavamo tutti sul lettone ad ascoltare, i racconti più divertenti erano quelli della "giovinezza" dei miei, le loro avventure le marachelle combinate da mio papà in compagnia degli amici o di come lui e mamma si fossero incontrati, ma c'erano anche i racconti della guerra, ovviamente non vissuta in prima persona, ma gli episodi famosi quelli passati alla storia, magari per quell'aura di eroico romanticismo o per la cruda violenza, a volte si rideva a crepapelle, altre, rimanevamo tutti seri seri e non volava una mosca...
Mamma e papà, erano bravi a raccontare, l'atmosfera era sempre carica e le ore passavano, ma la verità, la verità l'ho scoperta molto tempo dopo, non era poi così importante quello che veniva raccontato, l'importante era la situazione, il trovarsi tutti lì, insieme... La famiglia era quello, l'idea primaria di unione famigliare, il legame invisibile ma indissolubile che sta alla base dell'idea di famiglia...
Vera vita...
Vi ho detto che l'ho capita molto dopo questa "verità", perché è da quando sono diventato genitore, che ho capito, da quando sto sul lettone con Odette e Adriano e le ore volano leggere e corroboranti, adesso capisco perché ogni tanto veniva la necessità di quelle serate, per il "calore" di casa, perché solo l'amore che unisce la famiglia è capace di far superare le brutture che la vita ci fa affrontare.
Ma fra qualche anno, cosa racconteremo ai nostri figli? O meglio, come glielo racconteremo? Come si potrà interessare un figlio ad ascoltare un racconto, per quanto epico e avventuroso, quando con un click su youtube avranno tutto il mondo come cantastorie?
Cosa dovremo fare per "legare" la famiglia?
Parlare avrà ancora un senso?
Saluti.

giovedì 20 ottobre 2011

Brutti mestieri...

Pensate a tutti i milioni di 
persone che vivono insieme 
anche se non gli piace, 
odiano il lavoro ma 
hanno paura di perderlo, 
non c'è da meravigliarsi se 
hanno la faccia che hanno.
                                    Charles Bukowski

Armi e armigeri...
Gheddafi è morto.
Chi se ne frega.
Ho le bollette da pagare, il gasolio costa come lo Champagne e le agenzie di rating giocano a biliardo con le nostre palle...
Quindi che un famosissimo sconosciuto, sia morto, non mi interessa proprio niente.
Anche perché, è troppo facile fare i Gay col culo degli altri...
Al lupo! Al lupo!!  
42 Anni di dittatura sono tanti, forse non è un record, ma comunque sono tanti...
Com'è che c'è voluto cosi tanto per ribellarsi?
Cos'ha sbagliato nell'ultimo anno quel povero dittatore per tirarsi addosso tutte ste rogne? 
La cosa più incredibile di tutte, è che fino a pochi mesi fa, era "amico" di tutti, un amico strano certo, ma non c'era paese al mondo che non lo ospitasse, anzi, quando lui con tutto il suo circo arrivava, era subito spettacolo e soprattutto, tutti, ma proprio tutti, si sperticavano in salamelecchi per esternare quanto fosse importante l'incontro per gli equilibri nazionali e mondiali e planetari e bla bla bla... 
Strana la vita, un giorno sei onorato, coccolato e ricercato, il giorno dopo vieni massacrato come il peggior maiale mai esistito...
Brutto mestiere il dittatore, oddio, brutto brutto no, almeno finché dura, finché nessuno ti rompe le uova nel paniere...
Però, la colpa è sua, gli bastava andare in pensione, l'età l'aveva raggiunta da un pezzo e i bollini poi, insomma 42 anni di "onorato" servizio, cavoli ritirati, fai il dittatore mica il politico!
Te ne andavi su un'isoletta sperduta, a passare la vecchiaia brutalizzando banane e noci di cocco, tranquillo tranquillo, fino a che non saresti passato a miglior vita naturalmente, chessò  di vecchiaia o sgozzato...
Questo è l'ennesimo esempio che il troppo stroppia, bisogna darsi una misura, inoltre, con tutti i figli che aveva, poteva defilarsi con calma, demandando gradualmente le responsabilità, e invece no...
Forse Gheddafi ha discendenze Venete, faso tuto mi faso tuto mi ostregheta!
Vabbè, è andata, anzi è andato, e pure malamente, io sono un po combattuto, certo non era uno stinco di santo ed è vero che, solitamente, i processi a certi personaggi diventano delle farse mediatiche, però, però...
Però, un paese che cerca la libertà, che lotta per raggiungerla e che grida a gran voce la sua voglia di democrazia, come può dar inizio ad una "nuova" era, con un così palese esempio di giustizia sommaria?
Saluti.

mercoledì 19 ottobre 2011

Pressione (de)

Non vi è corazza più forte 
di un cuore incontaminato! 
Tre volte armato è chi 
difende il giusto; e inerme, 
sebbene coperto di ferro, 
è colui la cui coscienza 
è corrotta dall'ingiustizia.
                                   William Shakespeare


Premessa, non credo nella facile favoletta delle malattie psicosomatiche o meglio, credo che dietro a molti moltissimi casi di malattia psicosomatica, si nascondano ben altri problemi...
Premessa nella premessa, quello che scriverò è solo frutto delle mie idee, e vi assicuro che conosco perfettamente l'argomento.
Premessa della premessa nella premessa, ovviamente non pretendo di essere capito ne tanto peggio, che qualcuno la pensi come me...

Oggi, mi è capitato di chiacchierare con una persona, se leggete il mio blog, sapete come intendo io l'amicizia, questa persona, è già passata dallo status di conoscente a quello di amica, infatti si facevano discorsi "pesanti"...
La ragazza, 18 anni, dice di essere depressa, chiedo lumi...
Lei: Problemi con i genitori (sono separati) il "moroso" ventiduenne, ha la mentalità da siculo del tardo secolo e comportamenti da moccioso moccoloso, il lavoro non certo soddisfacente, gli amici opportunisti e un sacco di "mosconi" che le ronzano intorno con chiari intenti, benché lei continui a dire che è brutta...
La vita è una merda...
In parte ha ragione.
Perché effettivamente son tutte rogne, già prese singolarmente, tutte insieme poi...
Però, facendo l'antipatico, non trovo niente di particolarmente pesante, nel senso, d'accordo la situazione non è simpatica, però, a 18 anni, si dovrebbe avere un'energia, una voglia di fare e vivere tale, non solo da far superare tutto, ma da farci credere di essere in grado di spaccare il mondo a testate!! 
Per me era così, poi è stato il mondo a rompermi la testa, ma questo l'ho scoperto molto dopo...
Ora, non dico che per tutti debba essere così, ma sicuramente non mi sembra, che piangersi addosso sia la soluzione migliore, non che questa mia amica lo faccia, no, però affronta la cosa con poco mordente, come ho detto a lei, devi smetterla di "esserci" per tutti, un po di sano egoismo, non fa male a nessuno, e soprattutto, non puoi aiutare nessuno se non riesci neanche a capire cosa vuoi tu, prima cerca te stessa, ritagliati un angolo di mondo, poi, una volta trovato un equilibrio, darsi delle priorità e affrontare uno alla volta i problemi che si presentano, senza che diventi una "missione" di vita, ma con calma, la calma e la rilassatezza delle persone sicure di se stesse.
Invece, non capisco, sembra che stia lì ad aspettare, aspettare che le cose si risolvano, come se potessero risolversi da sole, col tempo...
Intanto "sono depressa"...
Inaccettabile!
I problemi, ci sono e non sempre è facile affrontarli, ma non è stando passivi che si combina qualcosa, forse fare un po di "pulizia" nella propria vita, potare i rami secchi o storti e dare una rinvigorita alle radici, è un buon inizio, tranquilla e senza correre, dopo tutto, hai 18 anni, che fretta devi avere?
Saluti.

martedì 18 ottobre 2011

Dietro al muro...

Tutto è relativo. 
Prendi un ultracentenario 
che rompe uno specchio: 
sarà ben lieto di sapere che 
ha ancora sette anni di disgrazie.
                                                Albert Einstein


Tempo di revisioni...
A me Facebook, non mi interessava, anzi, un po mi preoccupava, per non dire che ne ero spaventato...
Anche perché, dentro ci trovi di tutto e di più...
In un qualche modo paragono Face a un condominio, certo, è un condominio strano, perché le pareti sono tutte di vetro e quindi tutti sanno tutto di tutti, un grosso condominio abitato da varia umanità, umanità che sa tutto del proprio vicino, sa che quello del piano di sotto e gay o il dirimpettaio è un guardone impenitente o che al pian terreno si tengono festini sadomaso o che chi sta di sopra è noiosamente normale...
Vagamente inquietante...
Poi, visto che sono naturalmente curioso, ho incominciato ad informarmi, chiedendo ad ogni fruitore, che cosa ne pensasse, e come c'era da aspettarsi, ne è venuto fuori un casino mondiale...
La cosa non mi ha tranquillizzato un gran che...
E benché avessi amici che si sperticavano in sua difesa, io rimanevo freddino e diffidente, anche perché, saltavano fuori "pagine" con contenuti, quantomeno, buffi...
Non pensate male, non sto facendo il bigotto retrogrado, però, un pochino di controllo in più, non guasterebbe...
Alla fine, ho deciso di prendere anche io un "appartamento" nel condominio di vetro, spinto dalla necessità di mettere allo "scoperto" i miei pensieri, il "libero pensatore" doveva dare veridicità al proprio nome e diventare davvero "libero"...
Qualcosa di nuovo l'ho scoperto anche io...
Oltre all'utilizzo veramente "sociale" del sito, quello che ci ha portato alla conoscenza dei fattacci libici, con tutti i tremendi retroscena, ma anche per cose eccezionalmente buone, come il ritrovamento di persone o animali scomparsi...
Alla luce di queste cose, l'utilizzo che ne faccio io, è quanto meno poverello...
Oltre tutto, oggi mi hanno tirato le orecchie, e non poco...
Il tutto è iniziato da un messaggino arrivato al mio cellulare, messaggio mandatomi da un'amica, il messaggio è questo: Che ci fai su fb? Beccato! Hi hi hi!... 
Valeria... Con lei, quale tempo fa ebbi una specie di discussione, amichevole ovviamente, io ero assolutamente contrario ai social, lei invece, cercava di convincermi ad iscrivermi... Ma io le dissi che non l'avrei mai fatto, ritenendolo una stupida perdita di tempo...
Poi... Beh, poi le cose sono andate come sono andate, ho aperto il profilo e da allora, lo uso come "lancio" per questo blog, e tra tutte le cose variamente inutili che ho fatto con fb, non ho pensato, invece di farne una buona e giusta come "ringraziare" chi, molto tempo fa, con occhi profetici, vide in me qualcosa che io neanche immaginavo, proprio la voglia di scrivere...
Valeria, Paolo, grazie...
Saluti.

lunedì 17 ottobre 2011

Brrrrrrrr...

Ti svelerò un filtro d'amore potentissimo, 
senza unguenti, senza erbe 
e senza formule magiche: 
se vuoi essere amato, ama.
                                                Ecatone


Fa un po freddino...
Beh, è anche il 17 di ottobre...
E io sono ancora in giro con lo scooter...
Lo so, lo so, non ci sono più le mezze stagioni, e il caldo che c'era fino alla settimana scorsa, era sicuramente fuori luogo, ma... Cosi dannatamente piacevole...
Comunque fino a quando regge il bel tempo, continuerò ad usare il mio motoretto, dopo tutto, basta una giacca calda calda, poi quando inizierà la stagione della pioggia, smetterò o magari andrò in moto con l'ombrello...
Si capisce che sto invecchiando, scooter con il parabrezza, giacca "tecnica" sotto giacca "tecnico" collare "tecnico" pantalone "tecnico" calze "tecniche" scarponcino "tecnico", un tripudio di tecnicità per affrontare qualunque situazione meteo...
Poi, basta che cadano due gocce, anzi, basta il sospetto che cadano due gocce, per lasciare la moto nel box riempire l'armadio di "tecnicismi", per correre a prendere l'auto, la calda, asciutta e comoda, auto...
Fino a qualche anno fa, 22 per la precisione... 22... 22 anni fa!!!!
Che vecchio rottame...
Dicevo, 22 anni fa, non c'era stagione che teneva, poteva fare caldo o nevicare, poteva grandinare o soffiare la bufera, che io ero in moto, non mi fermava niente, ero capace di uscire prima che albeggiasse, per tornare a notte fonda, facendo sosta solo per riempire il serbatoio o lo stomaco...
Certo, non avevo ancora la macchina, ma non ci pensavo neanche, per me c'era soltanto la moto ed ero convinto che sarebbe stato così per sempre...
Poi...
Poi, penserete che arrivati i diciott'anni, e con loro la patente e l'auto, la moto è stata gradualmente sostituita dalla 4 ruote...
No...
La macchina non c'entra niente, almeno, non all'inizio...
Quello che mi ha "deviato" dall'intento dueruotistico, è stato un mio improvviso interesse per "l'agricoltura applicata"...
La "patata"...
La moto, divenne solo il mezzo di trasporto per raggiungere il "giardino" e per riportarmi a casa dopo aver cercato di "zappare l'orto"...
Alla lunga, venne sostituita dall'auto, anche perché ci si poteva "coltivare" dentro...
Da qualche anno, sono tornato sulle due ruote, lo spirito è molto diverso da allora, la passione no, quella è la stessa di quando ero ragazzo, la soddisfazione che mi da andare in moto, è seconda solo a quella che provo quando sto con la mia famiglia.
Probabilmente sembrerò un "sempliciotto" ma se dopo una giornata in moto, rientrando a casa, vengo soffocato di abbracci, io penso di di conoscere il significato della parola felicità...
Saluti.

domenica 16 ottobre 2011

Domenica è sempre domenica...

Se volete che il mondo intero 
venga a bussare alla vostra porta,
provate a fare un pisolino 
la domenica pomeriggio. 
                                       Sam Ewing


Non so come funzionano gli anticorpi in generale, ma so come funzionano i miei...
Stanotte, approfittando del fresco e contando sulla partenza "intelligente", i miei anticorpi, hanno tirato su baracche e burattini e dopo aver infilato tutto in valigia, via! Sono partiti... Tutti...
Buon viaggio ingrati!!!
Hanno lasciato un biglietto: L'idea era di andare al sud, cercando il caldo, ma ci accontentiamo di "trovare" qualcuno meno rottame di te! Ha ha ha...
Ingrati e pure stronzi...
Il risultato di questa partenza, di questo bisogno "d'evasione" è che io un rottame lo sono davvero...
Mal di gola, influenza, raffreddore...
Anticorpi dei miei coturni!
Più o meno, gli stessi sintomi li ha il pupo, pero lui gioca, corre, salta e ride... Beata gioventù...
Vabbè, castagnata con relativa bella giornata di festa, tra amici a mangiare e divertirsi, saltata! FancuBeep!
Adesso cosa combino, con tutto il giorno d'avanti e niente da fare?
La risposta è semplice, faccio quello che fanno tutti i maschi latini quando sono costretti a casa e in televisione c'è il calcio, la super bike, il Motomondiale e la formula uno...
Passo l'aspirapolvere e sbrigo le faccende domestiche!
Quindi, mi preparo...
Abbigliamento di Lorenzo: Calzettone deelasticato con alluce "al vento" per limitare il surriscaldamento del piede, fuseaux balcona balle con buchi di aerazione posteriori, per evitare il ristagno dei gas di scarico prodotti durante lo sforzo, T-shirt smanicata modello "ascella selvatica" rigorosamente macchiata di sugo, felpona anti stupro ma anche "non ti si può guardare" e per finire foularone in testa legato a mò di piratesca bandana...
Mi "armo" di aspirapolvere, secchio, spazzolone, stracci, scopa, paletta e...
Sono pronto...
Ma nel frattempo, è arrivata l'ora della pausa caffè...
Sorbito il quale...
Inizia la secolare lotta dell'uomo contro la polvere...
E' incredibile quanta se ne forma in pochissimo tempo, lotto strenuamente contro alcuni enormi gomitoli nascosti sotto la ciclette (forse dovrei usarla di più...), mentre un'esercito di gomitolini mi attacca da sotto il letto, mi difendo a colpi di spazzola aspirante, all'improvviso da dietro l'armadio, un nuovo fronte gomitolesco mi carica, sto per soccombere, non vorrei farlo, ma vista la situazione, sono costretto a passare alle armi batteriologiche, quindi impugno lo "smack legno" e passo al contrattacco, i polverosi nemici cadono uno dopo l'altro sotto i colpi del mio spruzzino... E' il caos, i fronti si spaccano, loro  retrocedono per riorganizzarsi, non posso permetterglielo, quindi sfodero l'arma definitiva, lo Swiffer Duster...
La resa è incondizionata, ma non si fanno prigionieri, quindi punto il bocchettone e aspiro tutto...
E' triste, ma è finita, onore ai vinti... E' tempo di armistizio...
Così la mia Domenica è passata, mi sono divertito, anche perché il pupo sta meglio, abbiamo giocato un sacco e insieme a Mamma ha fatto anche i biscotti al miele... Mentre ero impegnato a "combattere, me ne ha portati un po, ad ogni biscotto un bacio, mmmmm che buoni i biscotti inzuppati d'amore...
Saluti.

sabato 15 ottobre 2011

Saturday Night Fever...

La vita è una favola 
narrata da uno sciocco, 
piena di strepito e di furore 
ma senza significato alcuno. 
                               William Shakespeare

Il sabato sera, solitamente, no... "Solitamente" non va bene... Troppo "accomunante"...
Il sabato sera, nella storia, no... "Nella storia" è anche peggio, fa vecchio...
Il sabato sera, mmm... Il sabato sera è.....
Il sabato sera, è.. Cos'è il sabato sera?
Un giorno, anzi, una sera come tutte le altre...
Almeno per me...
Adesso sembrerò un vecchio babbione...
Insomma, non ho vissuto i "meravigliosi" anni 60, però, oramai i miei primi quarant'anni bussano alla porta...
Non mi sto lamentando, non mi sento affatto vecchio ne tanto meno "maturo", almeno non nel senso strettamente anagrafico...
Ma tant'é...
Io, il sabato sera, non l'ho mai vissuto come "territorio di conquista"... Nel senso, uscivo certo, ma non con la bava alla bocca, alla ricerca di chissà che... Il fatto di essere bruttarello e assolutamente non "modaiolo", limitava parecchio la mia carriera di tombeur de femmes...
Inoltre, la discoteca non mi è mai piaciuta, quindi non ci andavo, non riuscivo a capire come si potesse "rimorchiare" in un locale talmente rumoroso da non riuscire a sentire le proprie parole, eppoi, non ho la testa per le "avventure" o le "scappatelle", ci vuole anche il "fisico", ma la testa è più importante, credo che il miglior "sciupa femmine" è quello che la testa ce l'ha vuota...
Non fa per me...
Qualcuno potrebbe obbiettare che, scorrendo il mio profilo di Facebook, la percentuale di "amiche" è nettamente superiore a quella degli "amici"... 
E' vero, come potrei negarlo, però, per me, la distinzione tra amica e "amica" è nettissima, e non potrebbe essere altrimenti, visto che "soffro" di una rarissima forma di "innamoramento"...
Mi spiego...
Per me, l'amicizia, ha un valore particolare, che non è uguale per tutti, o meglio, non tutti gli amici per me hanno lo stesso "peso", col lavoro che faccio, ho centinaia di "conoscenti", che rimangono tali, fino a quando le nostre teste non entrano in "sintonia" per un qualche motivo, motivo che può esserci, e quindi modificare il peso del conoscente, o può non esserci e quindi non cambia niente e il conoscente rimane tale...
Tolti tutti questi, si comincia a parlare di amici, cioè persone che frequento anche al di la del lavoro, magari si esce in compagnia o si frequentano gli stessi luoghi, ma ancora siamo lontani da quello che intendo io per amicizia...
Ritornando alla "lista", tranne alcuni casi, i nomi riportati sono quelli degli amici veri, quelli che rappresentano il mio concetto di amicizia...
Cosa dite? Qual'è il collegamento tra la lista e il mio "innamoramento"?
Adesso ci arrivo...
Io vivo l'amicizia, quella vera, come una forma d'amore, cioè, io mi devo innamorare della persona che ho di fronte, altrimenti non posso capirla e viverla nella sua totalità, se voglio comprenderla, e nel caso aiutarla, devo viaggiare sulla sua stessa linea d'onda, e l'unico modo per sintonizzarmi è l'innamorarmi di quella persona, donna o uomo che sia, per fortuna la mancanza della "necessità" sessuale, rende la cosa pulita e sincera.
Qualcuno storcerà il naso, dicendo che l'amicizia tra uomo e donna, non esiste, perché sotto sotto, c'è sempre il secondo fine...
In un certo senso, ha ragione, e non posso negare che mi sia capitato, alle volte, di fare "pensieri" non propriamente "casti", ma tra il dire o il pensare, e il fare, c'è di mezzo ben più che il mare, e guai se così non fosse...
L'amicizia, è un bene primario e d'importanza vitale, io la vivo in questo modo, forse un po strano, ma per me è così.
Saluti.

venerdì 14 ottobre 2011

Beh, che dire?

Quando avrete abbattuto l'ultimo albero, 
quando avrete pescato l'ultimo pesce, 
quando avrete inquinato l'ultimo fiume, 
allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.
                                                                               Proverbio Indiano



Cade cade cade... No... E' ancora lì...
Tutti dicono che vogliono buttarlo giù, ma la realtà è, che nessuno vuole prendere il suo posto, non in questa situazione, meglio avere un capro espiatorio a cui accollare tutto e aspettare tempi migliori, tanto, al limite, poi si potrà sempre dire: Ve l'avevo detto...
Ma non voglio parlare di politica, è così noiosamente scontata...

L'ennesima "sentenza" economica, anche la Spagna è stata "declassata" da l'ennesima società di rating...
Non mi stancherò mai di dirlo, non mi piacciono, non mi piacciono perché proprio non capisco come funzionano, come calcolano e in base a cosa decidono le "classi" di appartenenza dei vari paesi...
Ma non voglio parlare di economia, è così classisticalmente sporca...

Code chilometriche per accaparrarsi l'ultimo modello di "melefonino", tutti lo vogliono e se non ce l'hai, sei un barbone, se poi, prendi un "simulacro" androico o microsoico che sia, sei proprio un looser senza speranza, subiamo l'inutile guerra a chi ha più funzioni, più megapixel o più pollici, fanno talmente tante cose, che spesso, come "telefono" fanno schifo...
Ma non voglio parlare di tecnologia, è così semplicisticamente complicata...

La Cina continua imperterrita a copiare tutto, in barba a denunce, diffide, ordinanze restrittive o moniti papali, vengono prodotte, importate e vendute milioni e milioni di tonnellate di orrenda, pericolosa, malfatta porcheria, ma la colpa non è loro, bensì di tutti i deficienti che, senza neanche cercare un'alternativa, vanno e comprano sta paccottiglia solo per la fregola di averla...
Ma non voglio parlare di commercio, è così spendacciosamente degradante...

Le Aziende farmaceutiche, quelle "povere" aziende farmaceutiche, comprano principi attivi non sicuri, contaminati, pericolosi e privi di certificazioni, per "risparmiare" sui costi di produzione, il tutto senza minimamente curarsi degli effetti, disastrosi, che queste loro scelte comportano, sacrificano sull'altare del Dio Denaro, la salute delle persone e la coscienza collettiva...
Ma non voglio parlare di sanità, e così pillolescamente malata...

A dire il vero, non voglio parlare di niente, o meglio, vorrei parlare di tutto, ma sono talmente disgustato da come "gira" il mondo, che la sola idea di parlare di qual'cosa, mi mette la nausea...
Saluti.