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domenica 20 aprile 2014

Chi si somiglia, attrae l'opposto...

Vai a dar retta alla saggezza popolare...
                                       Lorenzo Reschiglian

Stasera una frase di mia moglie mi ha messo la mente in movimento...
Si parlottava tra la stanchezza del pre nanna, di amici con rapporti più o meno in crisi (ma chi non lo è?), Odette sull'argomento è quadrata in maniera quasi inumana, il suo modo estremamente lineare di pensare, non permette variazioni di pensiero ne qualsivoglia elasticità in merito, cioè, se c'è un "problema", lo stesso va affrontato a tavolino e risolto, qualunque sia la soluzione...
Effettivamente andrebbe fatto così, almeno, così dovrebbe essere se tutte le persone pensassero nello stesso modo estremamente lineare di mia moglie...
Ma così non è...
Nella realtà, a far gioco sono le insicurezze, le paure e quell'innata necessità, tipica del genere umano, di fare spaventevoli cazzate senza troppo curarsi di quelli che in gergo vengono definiti "danni collaterali"...
Facciamola grezza:
Io sono sposato con Odette, lei si innamora di un altro, quindi, viene da me e mi dice perché se ne sta andando...
Brutalmente perfetto e assolutamente pratico, potrà sembrarvi semplicistico, ma non è così.
Oppure:
Io sono sposato con Odette, io mi innamoro di un'altra, quindi, comincia una serie spaventosa di menate mentali, ma sarò veramente innamorato? O è quello spettacolare paio di chiappe? E se fosse la sindrome di Peter Pan? Forse, comunque io una botta a Wendy gliela darei, anche Trilly se non fosse così microscopica eppoi, vogliamo parlare della figlia del capo indiano? Altro che piume in testa, ti spiumo io! E se fosse la classica crisi del terzo, quinto, settimo anno? Eppoi sicuramente sono io che sbaglio, magari faccio troppo poco in casa, o si lamenta che faccio troppo? Non è che la sto sminuendo nella sua figura di angelo del focolare? (questa è vera! Non di Odette, ma è vera!), e se fosse che ho solo smesso di ricordarmi il perché l'ho "scelta"?, ma poi, perché l'ho scelta??
E via via, con una quantità apocalittica di altre menate...
Forse bisognerebbe essere tutti un pò più lineari...
O no?
Credo che si debba essere incredibilmente sicuri di se stessi per affrontare con efficiente risolutezza determinati argomenti, io non credo di essere così risolutamente efficiente...
Sento già il coro delle puritane che mi da del bastardo pucia biscotto a tradimento, del bieco maschilista fallocrate e del misogino sessuale...
Magari hanno pure ragione...
Ma la realtà è fatta di dubbi, non di certezze, quanto meno di molti dubbi e poche, pochissime certezze...
Almeno è così per me...
Magari con l'età la cosa migliora...
Certo è che mi muoverei con estrema cautela...
Le puritane hanno già imbracciato il mattarello d'ordinanza...
Calme, state calme, ho detto che mi muoverei con estrema cautela, ma non per evitare di far scoprire le mie scappatelle, mi muoverei con estrema cautela, primo per non far accadere le scappatelle, secondo, se qualche bollore mi dovesse colpire, cercherei di capire cos'è che provoca tale bollore, senza necessariamente parlare di tale bollore con la partner ufficiale...
Vi sembra vile? O vagamente opportunistico?
Beh, non me ne frega niente di quello che vi può o no sembrare, magari da quel bollore non scaturisce nulla, magari si realizza che quel bollore null'altro è che un pensiero naturale sfuggito al normale controllo, quindi perché andar a rischiare un rapporto perfettamente funzionante, parlando di ciò che nemmeno noi conosciamo?
Va bene, anzi benissimo, la sincerità nel rapporto, ma prima di andare a spiattellare un qualsivoglia pensiero, forse è meglio elaborarlo con un briciolo di calma senziente, eppoi, potrebbe anche capitare che, nulla sucedendo e realizzato il non nuocere di quel pensiero, si possa arrivare alla conclusione che è superfluo parlarne col proprio partner.
Già, credo sia meglio tacere, piuttosto che instillare un inutile dubbio.
Forse è buon senso o paura fottuta...
Boh!

Saluti

venerdì 21 febbraio 2014

Amo meno

Che poi la vita è strana, l'umanità
per mondarsi dalle colpe cosa fa?
Fa  diventare  Santo uno bruciato
sulla  graticola, e  non contenti di
sifatta  stupidaggine,  lo assurge
a patrono degli innamorati...
Chissà che ne penserebbe lui...
                                         Lorenzo Reschiglian
 

Parlare di San Valentino , una settimana dopo che è passato, potrebbe sembrare strano, un pò lo è, ma c'è un perché...
A me la ricorrenza di San Valentino mi è sempre stata sulle balle, un pò come l'imminente carnevale e alla stessa stregua del natale, tutte "festività" che per me non hanno molto senso e che per certi versi, mi hanno sempre piuttosto infastidito, non è sempre stato così, da qualche anno in qua sono diventato abbastanza refrattario ai cattivi sentimenti, ho un bimbo piccolo al quale non voglio rovinare la felicità e lo stupore che gli riempie la faccia di sorrisi, almeno finché non scoprirà lui la pochezza che si nasconde dietro a quei giorni, voglio lasciarlo libero di sognare, quindi faccio tutto quello che un genitore deve fare, racconto fiabe, faccio scrivere letterine e preparo piattini pieni di biscotti da lasciare al babbo natale di turno, così come mi faccio piacere vedere il piccolo vestito da ninja che gioca con fatine, orchi, spider man e qualunque altro sciagurato costume la follia umana possa aver inventato, vi assicuro che arrivo pure a divertirmi, a ridere ed ad essere felice di giocare in mezzo al quella brulicante selva di urlante vita variopintamente vestita, vi assicuro che mi diverto a giocare con loro e ancor più, visto che io gioco senza paura o limiti, mi diverte tantissimo vedere gli altri genitori, soprattutto le mamme, che invece se ne stanno tutte impettite e ingessate, truccate e agghindate, bloccate nell'assoluta necessità di non fare niente, proprio per non rovinarsi la pettinatura o il trucco e, dio non voglia, sgualcire il vestito da consumata mondanità che spesso indossano, io rido come un matto a vederle lì, chi più e chi ancor più, starsene bloccate come avessero una scopa in culo, a fare finti sorrisi, a far finta di interessarsi alla prole e a far strafinta di divertirsi mentre ciarlano in inconcludenti chiacchiere...
A me rimane pur sempre una certa amarezza, ma è mia, non se la deve smazzare il mio pupetto, quindi gioco, rido, scherzo e soprattutto amo, amo mio figlio ed è per lui che mi faccio piacere anche quella certa amarezza.
San Valentino è diverso, i bimbi non c'entrano, volendo dire non c'entrano nemmeno gli adolescenti, con tutta la loro carica testosteronica e ancor meno c'entrano gli innamorati, tutta quella paccottiglia umana che si è sciolta il cervello (anche se credono sia il cuore), bramando e spasimando dietro questo o quella partner, no, no con tutto questo San Valentino non c'entra nulla, se proprio vogliamo, San Valentino è o dovrebbe essere, una ricorrenza per chi ama, per chi ama in maniera consapevole, niente ormoni, niente brufoli e testosterone, solo amore consapevole, l'amore che si raggiunge dopo aver consumato ogni singola goccia di dopamina, quello che si sente, quello che ci pervade quando il sudore si è asciugato dalle lenzuola, l'amore da cui si parte, non l'amore a cui si arriva, ecco cosa dovrebbe rappresentare San Valentino, l'amore che sta alla fine del fisico e all'inizio del cervello.
Quest'ultimo San Valentino è passato senza lasciarmi niente, ecco perché amo meno, o forse non mi ha lasciato niente perché già amavo meno...
Fa niente, i giorni continuano a passare, la vita anche, io con loro.

Saluti

giovedì 16 gennaio 2014

Sara corre

L'amicizia, quella vera, non
si misura, non è nel tempo o
nella forma, non centra col
corpo o la mente, l'amicizia
è una volontà dettata da ciò
che ci batte nel cuore.
                                     Lorenzo Reschiglian

Ha mani nervose, sempre in movimento, sono lo specchio dei suoi pensieri, non ha solo mille cose da fare, non ne ha mai abbastanza e se fosse, aggiunge e ne aggiunge ancora, Sara corre per fare tutto quello che ha da fare, che si crea da fare, Sara è corazzata, la fatica le difficoltà sembrano non scalfirla nemmeno, Sara vola sulle ali delle sue idee, voli di pensieri, sogni e necessità, sposta case e montagne sul suo cammino, Sara non si può fermare...
Sara corre.
Sara sta scappando...
Scappando.
Sara riempie di pensieri utili la propria mente, la riempie nel tentativo di non lasciare spazio alla paura.
Sara ha occhi che cercano, cercano le bugie nei sorrisi della gente, cercano la falsità sui visi "amici", Sara ha occhi che leggono gli spazi bianchi tra una parola e l'altra, leggono i sentimenti nascosti nei discorsi della gente, Sara ha occhi che non sono mai fermi nella continua ricerca di qualcos'altro da guardare, occhi che devono, loro malgrado, scappare dalla realtà...
Sara lo sa...
Sa che soffrirà...
Lo farà, ma non si tira indietro.
Non è la prima, lo sa, ma non cambia.
Non sarà l'ultima, anche questo sa, ma non la consola.
Sa che non è sola, sa che ci siamo.
Ma ne riparleremo.
Quando sarà...
Adesso c'è da fare, staremo male è inevitabile, ma ora c'è da fare e guai a chi la vorrebbe fermare...
Sara corre perché la vita corre, ma lei deve starle davanti.

Saluti

martedì 7 gennaio 2014

Impacci e impicci...

L'amore è per i coraggiosi, 
tutto il resto è coppia. 
                                      Barbara Alberti

Quand'è l'ultima volta che vi siete accorti di amare?
La domanda è tutt'altro che semplice, per svariati motivi, quello primario è che ognuno ama a modo suo...
Non credo ci sia un modo unico e univoco di amare, ognuno ama così come gli viene di amare...
Ma come ci viene di amare così come amiamo?
L'amore si impara? E se si, come o da cosa o da chi, si impara?

L'amore è una cosa meravigliosa, diceva qualcuno, d'amore si muore, diceva qualcun'altro, in amore vince chi fugge, ma se fugge da chi ama, come può essere corrisposto l'amore? Nell'amore non ci sono regole, dicono, ma poi piangono se trasgredisci quelle regole che non ci sono, mi hai tradito! urla il cornuto, regolare! Ribatte il fedifrago, non desiderare la donna altrui! Tuonano le sacre scritture, ok, tampinerò solo donne single, eeeeennno! Sei tu che devi smettere di farfalloneggiare! Non commettere adulterio!! Rituonano le sacre scritture!! Va bene, va bene, tornerò ad ammazzarmi di pippe!! 
Noooooooooooooooooo!!!!!!!!
Non commettere atti impuriiii!!!! Temporaleggiano le sacre scritture!!
Ho capito, facciamola finita, passami la forbice che elimino il problema...
Entrerò nel coro delle voci bianche...

Corbellerie a parte, l'amore è un bel problema...
E' un problema perché spesso l'amore sbaglia i tempi, spesso sbaglia le persone a volte anche i modi...
Nel matrimonio l'amore è anche più incasinato, è il vincolo stesso che lo rende incasinato con i suoi dogmi, le imposizioni e i sensi di colpa derivati, uno si sposa convinto e trascinato da secoli di tradizioni, non ascolta chi già c'è passato, uscendone macinato...
Lo so, lo so, vi sento borbottare, ci sono matrimoni che durano fino alla fine dei giorni di vita e ce ne sono anche di quelli che vanno oltre la vita terrena, ci sono amori che la morte non riesce a dividere e amori che solo nella morte ritrovano i sentimenti dimenticati, questi ultimi, si chiamano rimorsi...
Ma allora l'amore vince la morte? 
No, credo che la morte ci possa restituire quello che avevamo smesso di sentire, quello che non riuscivamo o non volevamo più sentire, la morte ci restituisce l'amore perduto, sotto forma di ricordi e mancanza...
Quindi?
Quindi amiamo finché possiamo, amiamo come possiamo, amiamo come siamo capaci di amare, amiamo chi sentiamo che dobbiamo amare, anche senza corresponsione, amiamo, ma amiamo adesso, amiamo, amiamoci e facciamoci amare, ma adesso, perché è adesso che dobbiamo, adesso, non dopo non domani o prossimamente, adesso perché è adesso che ci siamo, fra un secondo non so, magari amerò altro o che...

Saluti

domenica 5 gennaio 2014

Il 68 é scomparso, cercatelo nelle mutande...

Nasciamo uguali, ma l'uguaglianza 
cessa dopo cinque minuti: 
dipende dalla ruvidezza del panno 
in cui siamo avvolti, dal colore 
della stanza in cui ci mettono, dalla 
qualità del latte che beviamo e dalla 
gentilezza della donna che ci prende 
in braccio
                                                             Joseph Mankiewicz

 
La realtà supera sempre, abbondantemente, la finzione...
Questo è stato il mio primo pensiero leggendo della proposta di legge intentata da quattro senatrici del PD...
In pratica le quattro, vorrebbero vietare che il corpo femminile possa essere "usato" per scopi esplicitamente lesivi della morale...
Ooooh, Signur...
Ci risiamo, con tutte le rogne, i problemi e i disastri che ci sono in Italia, con la disoccupazione in aumento, la crisi devastante e tutto il resto, noi di cosa dovremmo occuparci? Di tue gambe o di due chiappe che pubblicizzano yogurt o bombe a mano??
Davvero?!
Davvero non devo pensare all'ennesimo rincaro della benzina?
Davvero non devo pensare di arrivare alla fine del mese?
Davvero davvero devo preoccuparmi se è o non è "morale" guardarmi uno strabordante paio di tette ricoperte di pesto alla genovese??!!
Daavvveeroooo?!
Ma andate tutti quanti affanculo!
Ma il PD, che è meglio ricordarlo è la cornacchia spiumazzata nata dalle ceneri del Partito Comunista Italiano, anche se c'è chi continua a fare i dovuti "distinguo", il PD è e resta comunque un partito di sinistra, quella sinistra che ha rotto e stra rotto per la parità, l'uguaglianza, il diritto di scegliere, la libertà e che contrapponeva l'innovazione e l'apertura al mondo, al becero negazionismo dei centristi democristiani o al razzismo nazionalista destrorso, quella sinistra che ha fatto della lotta di classe un fatto di stato, ebbene, quella sinistra dove è finita?
Ste quattro befane dove vivono? Ma davvero credono che se si smettesse di mettere culi femminili in ogni dove, le donne ne avrebbero a guadagnare in dignità? Ma non hanno imparato nulla dalla catastrofica legge Merlin? Legge che ha chiuso i bordelli per regalare alla malavita organizzata il business della prostituzione?
Ora, non voglio paragonare una prostituta con un'attrice, ma entrambe vengono pagate per quello che fanno, solo che una paga regolarmente le tasse, cosa che potrebbe fare anche l'altra, se vivessimo in un paese evoluto, inoltre una non è obbligata a far quello che fa e potrebbe esser così anche per l'altra, sempre se vivessimo in un paese evoluto.
Se davvero le quattro senatrici volessero la parità, non dovrebbero far perdere il lavoro a tante belle donne, più o meno vestite, negandogli il diritto a denudarsi nelle pubblicità, dovrebbero invece battersi per far si che anche gli uomini possano fare pubblicità senza vestiti, anche noi abbiamo il diritto di far vedere di più dei soliti, glabri, petti muscolosi, facciamo cadere l'ultimo tabù e con lui le mutande agli uomini, ma volete mettere quale migliore impatto potrebbe avere la pubblicità, chessò di un orologio se non fosse indossato dal solito polso?! 
Davvero, pensateci, pensate ma non all'orologio, pensate al resto, perché mi sa che è da troppo tempo che non lo fate...
Non togli la dignità ad una donna se le sfili il reggiseno o se le fotografi le natiche, la dignità alle donne gliela togliamo quando le consideriamo inferiori a noi, per capacità o per qualunque altro motivo, la dignità in una donna non è il vestito che indossa, ma la considerazione che le diamo quando lo indossa.

Saluti

domenica 15 settembre 2013

Vediamo come va...

Scrivo poco, ma non è che ho
smesso di pensare, anzi forse
penso pure troppo, forse e dico
forse, dovrei smettere...
                                          Lorenzo Reschiglian


In questi giorni chiacchiero molto, ma contrariamente al solito, cioè parlare poco con molte persone, invece mi trovo a parlare moltissimo con pochissimi interlocutori...
Due, per la precisione...
Donne ovviamente, dico ovviamente perché preferisco parlare con le donne, il motivo è presto detto, perché anche con le donne si può parlare di calcio, auto e figa, eppoi si può continuare a parlare di qualunque altra cosa...
Queste due donne, sono talmente diverse da risultare quasi opposte, una fa il mestiere più antico del mondo, l'altra quello che dicono sia il mestiere più antico del mondo...
Rosa e Carol, cosi diverse e distanti ma allo stesso tempo, così simili da risultarmi parimenti importanti e assolutamente insostituibili...
Entrambe sono insegnanti, una insegna ad aprirsi alla vita, l'altra insegna la vita stessa...
Ma quello che fanno, poco importa, è quello che sono che conta veramente.
Sono due mie amiche, questa cosa probabilmente a loro non cambia la vita, a me si, anzi, a me la loro presenza ha, migliorato, rivoltato e sconvolto l'esistenza.
Questo post mi è estremamente difficile da scrivere, così ho deciso di non scrivere quello che volevo scrivere, ma scriverò quello che si può scrivere.
L'amicizia è un sentimento complesso, banalmente si pensa che dietro a tale vocabolo ci sia un gradino più della semplice conoscenza, e per i più è così, un piccolo scalino poco faticoso da superare, ma così non è,  infatti questo tipo di amicizia è poco duraturo ed estremamente superficiale, non porta ne comporta nulla e spessissimo finisce in nulla, magari dopo discussioni da nulla...
No, per parlare di amicizia vera, non si deve blandamente superare uno stupido scalino, ma si deve prendere un'intera ascensore e con questa staccarsi dalla normalità e salire la dove nascono i bisogni e si soddisfano i desideri.
La mente.
L'amicizia vera è uno stato mentale, bisogna essere pronti e capaci di farsi compenetrare da un'altra mente...
Detta così sembra una roba da "ai confini della realtà", ed in un certo senso è vero, perché bisogna uscire dalla realtà conosciuta, quella solitamente presa per normale, per poter entrare nell'orbita della vera amicizia...
Quando questa compenetrazione avviene, si apre un universo di nuove e fantastiche emozioni, si scopre che si vuol parlare di tutto e non si ha paura a farlo, non esistono argomenti tabù e tutto quello di cui si parla fa crescere e insegna qualcosa...
Qualche volta fa male, anche molto male.
In amore è normale soffrire, e la vera amicizia è una sorta di amore, non potrebbe essere altrimenti, almeno è così per me, io amo profondamente le mie amicizie, le amo di un amore non fine a se stesso, non catalogabile e diverso da amicizia ad amicizia, ognuna singolarmente nella sua unicità e nel suo amore esclusivo.
Rosa e Carol sono quelle che hanno raggiunto il più alto significato in questo mio modo di vedere e di vivere l'amicizia, l'hanno fatto in maniere molto diverse ma accomunate da tratti molto simili, come la pienezza, l'assoluta sincerità e la totale disponibilità a tale sentimento...
Non è poco, non è per niente facile e non è per niente poco, e la colpa è mia perché, al di la della mia instabilità umorale, va detto che sono capace di diventare una vera dannazione, la mia presenza può raggiungere livelli di "peso" sconcertante...
Non è facile sopportare quello che sono capace di diventare, non è una cosa da tutti, infatti di amicizie vere ne ho pochissime...
E forse è meglio così, non è facile "gestire" le amicizie che raggiungono quello status di unicità...
Grazie, a tutte quelle persone che leggendo questo post, si riconosceranno e un grazie particolare a Rosa per avermi donato un nuovo metro con il quale misurare le priorità e a Carol che mi ha regalato uno sguardo diverso con cui guardare la reale importanza delle necessità...
Grazie e...

Saluti

giovedì 15 agosto 2013

Che direbbe Mike?

Non domandare se hai paura 
dell'eventuale risposta, però
a domandare son buoni tutti,
ma a dar le risposte invece...
Ascoltarle poi...
                                    Lorenzo Reschiglian

Oggi sono stato testimone di un fatto, che di per se, non è poi niente di speciale, nel senso che capitano spesso situazioni del genere, anzi sembra che nei periodi che precedono le ferie e il natale, questi eventi si intensifichino, vuoi per passare qualche settimana da soli, vuoi per risparmiare i soldi di un regalo, ma tant'è che in questi giorni le coppie "scoppiano"...
Questo ho visto oggi, due "innamorati" che si lasciavano...
Ripeto, niente di nuovo, non è la prima volta che assisto a certi "convenevoli", oggi come altre, da spettatore, qualche volta da protagonista, sia passivo che attivo...
Quando un amore finisce, solitamente non è la fine del mondo, anzi a ben guardare e per esperienza personale, direi che si va a stare meglio...
Molte volte ci si promette amore eterno senza nemmeno sapere cosa vuol dire eterno, ne tanto meno amore...
L'amore è eterno, finché dura... Diceva Carlo Verdone e non gli si può dar torto...
Intanto, per fugare ogni dubbio, io credo che ci siano delle fasce d'età in cui suddividere quanto durerà la promessa eternità amorosa, infatti credo che fino ai 25/30 l'eternità duri quanto la scarica ormonale derivante dall'attesa o dal consumo di un rapporto sessuale, dai 30 ai 45, può durare fino all'acquisto della prima auto cabriolet, dai 45 ai 65, l'eternità subisce le influenze di tutti quei ritrovati "chimici" che "supportano" la ritrovata virilità, oltre i 65, l'eternità diventa più una speranza che una promessa, promessa che, grazie all'Alzheimer potrebbe venir mantenuta...
Sto generalizzando...
Ma mica più di tanto...
Gli anni passano, le culture si mischiano, l'amore diventa globale, ma le domande son sempre le stesse...
Anche oggi, 15 agosto 2013, in piena era "social", ho sentito le stesse cose che sento da più di trent'anni, che ho sentito pronunciare da uomini e donne di tutte le età, religione o credo politico, parole che mi son sentito dire e che per mia fortuna, non ho mai detto, anche se col senno di poi...
La scena era questa, parco, sole che scapriccia tra le nuvole, brezzolina ristoratrice all'ombra di una qualche pianta, panchina...
Loro, seduti sulla suddetta panchina, vicini ma non così vicini, lei, 30/32 anni, mora con crocchia, camicetta e pantaloncino molto "teen", stival/sandaletto beige molto "squaw" incazzata come una biscia a dicembre, lui, stessa età, ramato, arruffato medio lungo, T-shirt fiorata e jeansetto rigato tagliato, molto "son caduto nell'armadio", sneacker sbrindellate molto "discarica style", mogio e rattrappito come una biscia a dicembre (dopo che è passata l'incazzatura...).
Lei deve avere un udito eccezionale perché lui parla a voce bassissima...
Lui doveva essere sordo, o lo è diventato perché lei urla come un allarme antiaereo...
Lei dice a lui: E a tutti quelli nel raggio di svariati chilometri, testuali parole: Non me ne fotte un cazzo di tutte le merdate che stai dicendo, voglio sapere chi è la puttana! Che la devo troppo ammazzare!!
Una principessa...
Lui dice a lei: E' questo il tuo problema, non ti interessa ne mai ti è interessato quello che sono, che dico o che penso, io sono qui come potrebbe esserci chiunque altro o un soprammobile, non centra chi o se c'è un'altra, c'entra solo che sono io che non voglio più esserci... 
Non è poi così mogio come sembrava...
Lei: Vaffanculo! Tanto scopro chi è la puttana e qualunque cosa le succederà è colpa tua!
Proprio una crocerossina...
Lui alzandosi: Ci vado affanculo è comunque meglio che star con te...
Detto questo se ne va, non si gira nemmeno dopo la più fantasmagorica e colorita serie di improperi mai sentiti pronunciare da una donna, roba da far arrossire anche un camallo genovese...
Tutti, vogliono sapere chi è il/la rivale, tutti vogliono dare una faccia a chi "rovina" la splendida storia che stavano vivendo, tutti vogliono un nome da maledire ululando alla luna...
Ma al posto di chiedere chi è, non sarebbe meglio chiedere e chiedersi, perché?
Per quanto esile o futile che possa essere, un perché trovo sia meglio di un generico, chi è...
Credo si possa piangere e disperarsi lo stesso, se non meglio, con un perché...
Anche perché spesso, molto spesso, il chi è lo conosciamo benissimo, magari è la stessa persona che tutte le mattine ci guarda dall'altra parte dello specchio...
Banale?
Forse...

Saluti

lunedì 12 agosto 2013

Dipende da dove circola... (il sangue)

Questa storia della penetrazione maschile 
è decisamente sopravalutata, lasciatevelo 
dire da uno che ha problemi erettili...
                                                  Lorenzo Reschiglian

Più dell'88% delle persone, in fatto di sesso, è disinformata...
Dati statistici, mica bruscoli...
Dentro quella percentuale c'è, ovviamente, tutto da chi non conosce complicati vocabolismi medici a chi è digiuno del più basilare ABC...
Allora, cercherò di far un pò di chiarezza...
Iniziamo proprio dai rudimenti.
Il sesso e l'amore sono due discorsi separati, spesso si incrociano, ma secondo me, è meglio se stanno separati...
Lo so, lo so, in un rapporto amoroso, il sesso c'è ed è una parte importante, ma, sempre per mio pensiero, il "sesso" che si fa in un rapporto d'amore, non è "solo" sesso, volendo essere "volgare", scopare è diverso che, fare l'amore...
D'accordo?
Si? Continuate a leggere...
No? Problemi vostri...
Continuate? Bene, anche perché non è che c'è molto da dire...
Allora, per fare l'amore bisogna essere in due, ogni altro numero diverso da due, preclude l'amore e "scende" nella sessaglia normale, da soli poi, si scade nel mero esercizio di stile...
Quindi, si deve essere in due, i due devono amarsi profondamente, devono essere l'uno/a parte dell'altro/a, non importa nulla di che sesso siano i partner, visto che l'amore, quello vero, trascende dalla sola fisicità e devono avere la curiosità di conoscersi oltre ogni normale aspetto...
Far l'amore questo è, la curiosità di andare oltre le normali convinzioni, lo scopare non necessità d'altro che di due corpi, una buona dose di ormonerie varie e tempo da perdere, scopare è poco più o poco meno, di uno scambio di fluidi dove la soddisfazione, ove la si raggiunga, è strettamente fisica e fine a se stessa, l'equivalente a volte meno soddisfacente, di un goal o di un traguardo raggiunto... 
L'amore è anche una rincorsa mentale...
Per me dire: Far l'amore non significa solo facciamo l'amore, vuol dire io do il mio amore a te e ricevo il tuo, facciamo e ci doniamo reciprocamente amore, in questo l'abbrivio sessuale non è semplicemente necessario è basilare, i due corpi si devono chiamare e cercare in maniera assolutamente naturale ed è anche giusto perderci la testa e il controllo che questa pone alle nostre azioni...
Insomma, i corpi danzano meglio nel vento se non sanno d'esser incapaci di volare...
Concludendo, scopare di per se non è sbagliato, fa comunque bene allo spirito e le proprietà terapeutiche della cosa sono ben conosciute, potrei quasi dire che scopare fa bene, e lo fa sicuramente, ma donarsi l'amore fa molto, ma molto molto meglio...
Per ciò, fate l'amore se volete stare veramente bene, se no scopate, che tanto male non fa...

Saluti

giovedì 8 agosto 2013

50 volte il primo bacio...

Non ho ancora pensato a come sarà la 
mia prima volta e molto probabilmente 
non ci penserò mai, voglio solo viverla e, 
se posso, averne un ricordo per sempre 
bello che mi accompagnerà nei momenti 
più tristi della mia vita.
                                                   Melissa Panarello

Il film dal quale ho rubato il titolo, può piacere o no, ma l'idea, il concetto che sta dietro la trama mi da qualche spunto...
Ci ricordiamo tutti com'è stato il nostro primo bacio?
Ovviamente si, ma ci è piaciuto?
Si?
No?
Forse??
Non so, non c'ero?
Io personalmente mi ricordo bene, sia quando che con chi, ma non le emozioni correlate...
Forse sono un mostro...
Forse sono passati tanti anni...
Forse non fù poi sto gran che...
Forse, c'è qualcos'altro...
Quel qualcos'altro è qualcosa che all'epoca non potevo sapere ne capire, poi col passare degli anni, con le esperienze successive e una consapevolezza diversa, mi si è formata un idea che non ha quasi nulla a che vedere con le opzioni elencate sopra o con qualunque altro mio pensiero precedente...
Dire, il primo bacio non si scorda mai, è corretto ma estremamente riduttivo...
Ci sono decine e decine di "primi baci"...
Rimango d'accordo che il primo bacio, inteso ad una ragazza è si importante, ma a causa della giovine età, della scarsa esperienza e della nulla consapevolezza, quel bacio probabilmente lo viviamo più come un traguardo raggiunto, piuttosto che per quello che è, cioè un'emozione capace di cambiarci la vita...
Per fortuna, si matura...
Ogni bacio è unico...
Siamo noi che dobbiamo dare il giusto peso alla cosa, essere pronti a vivere l'emozione che ogni bacio porta con sé, ecco perché dico che ogni bacio è unico, quindi, dare il primo bacio alla persona amata, baciare per la prima volta il proprio figlio o riceverne uno atteso ma inaspettato, è tutto da mettere sullo stesso "piano", poi siamo noi che viviamo quella emozione, siamo noi che dobbiamo riconoscerle il giusto peso per assorbirla vividamente nella nostra anima...
Ogni bacio, se ci colpisce profondamente è il primo bacio...
Baciamo tenendo il cuore aperto, in cambio riceveremo vita e amore.

Saluti

mercoledì 19 giugno 2013

Shindra

Stasera non scrivo io, stasera "cedo" il mio spazio ad un'amica, una persona che proprio stasera mi si è rivelata sotto una luce completamente diversa da quella che conoscevo, una sorpresa che mi fa stare bene e in pace con la vita...

Vi presento Shindra e il suo scritto, non c'è un titolo, ma la profondità delle emozioni che trasmette, fa sorvolare su questa piccola mancanza...


La desideri quando sta per scendere la notte?
Quando la luce sta per tramontare dietro le 
montagne e le ombre della sera si allungano 
dentro il tuo cuore, sfiorandolo con un soffio?
Le loro dita affusolate sono dolci mentre lo frugano, 
aumentano la tua brama, che alla luce di una 
candela si proietta in un ombra su muro.
Lo sai, 
al buio nessuno può scoprirti, 
nessuno può guardarti, 
nessuno può ascoltarti.
La vorresti mentre le sue mani stringono la tua schiena?
La sua pelle morbida fra le tue mani?
Nelle ore proibite il desiderio ti possiede, 
esplora come la lingua di un amante smanioso 
i tuoi sospiri, mentre tenti di mantenere il controllo.
Si spegne come la fiammella posta accanto a te.
Lascia solo cera sciolta, e i sogni prendono vita.
Risvegliano i sensi nascosti, la sua voce che 
sospira nella tua mente, ed ad ogni tuo respiro 
incendia i tuoi polmoni come benzina.
Nell'oscurità lei ti appartiene, 
puoi farle ciò che desideri, 
i tuoi occhi mentre guardano febbrili il 
suo corpo mentre la seduci.
Ogni notte la attendi poiché il giorno e la sua
luce la portano via lontano da te, proibita come
un frutto troppo in alto.
Ogni notte la ascolti respirare.
OGNI NOTTE...


Ogni ulteriore parola, risulta superflua.

Saluti

domenica 2 giugno 2013

22 anni a Dicembre...

... sono Albanese, ma sono nata 
in Macedonia...
... Cos'è una variante del parto in 
acqua?
...........
Si aggiunge frutta e poi tutti a
brindare con una sorta di sangria...
                                       Doruntina & Lorenzo

Voi vi ricordate, se ci siete già passati, come eravate a 21/22 anni?
Io si, e non è che ne vado fierissimo...
Come scritto ad una amica: Ero una testa di cazzo olimpionica...

Mettiamola così, visto che è troppo facile dare la colpa alla società, ai genitori, alle brutte compagnie e ad altre trentamila ottime motivazioni, per farla breve, no, non era colpa di nessuno, ero un coglione indipendente...
Poi, per fortuna non sono finito male, e ancor più fortunatamente, ho messo un pò di sale in zucca e sono cresciuto...
Adesso, dall'alto dei miei 41 anni, guardo con un misto di divertito terrore, la gioventù moderna e il pensiero più ricorrente è, che nessuno mi pagherà la pensione...
Basta guardarsi in giro, quando non sono degli amorfi zombi, quando non sono degli smunti "emo", sono ridicoli simulacri di ancor più ridicoli rapper, ragazzi con pantaloni dal cavallo così basso che nelle tasche non hanno monetine ma lombrichi...
Ero assolutamente convinto che tutta la generazione 90/91/92, fosse irrimediabilmente persa, rovinata senza pietà da squallidi miti e totalmente scevra da qualsivoglia valore, insomma un inutile accozzaglia di fannulloni dal vuoto presente e senza futuro...
Ma per l'ennesima volta, da quel pozzo di letame che è Facebook, è uscito un altro fiore, un fiore che per me si chiama, speranza nel futuro...
Grande "D"!!!
"D", è una "ragazzina" di 21 anni, 22 a dicembre, una ragazzina che sta dalle parti di Riccione, o giù di lì, ma malgrado la giovvvvvine età e il luogo di "perdizione" dove abita, "D" ha tanto sale in zucca, da alzare la pressione di tutti i suoi inutili coetanei...
"D" è intelligente, sveglia e lesta nei pensieri, parlarci è un vero piacere, oltreché una continua sorpresa...
"D" lavora, e non fa un lavoro "comodo", oltretutto lavora mica per pagarsi il parrucchiere o l'estetista per le unghie, lavora per contribuire al menage familiare, e mentre lavora, si prepara per il test d'ammissione all'università...
Forse "D" è pazza...
Si, "D" dev'essere pazza, come altro si potrebbe giustificare un comportamento così evidentemente anti sociale? Perché rovinarsi la vita lavorando, studiando e preparandosi ad un futuro? Non ha senso! "D" dovrebbe prendere esempio dai suoi coetanei, dovrebbe smetterla di credere che un futuro ci sia, dovrebbe lasciarsi prendere e travolgere dal nulla, non fare nulla e finire nel nulla come loro...
No, lei no...
"D" è sicuramente folle...
Peccato...
Peccato che di folli come lei, ce ne siano così pochi...
Grazie "D", sono fiero d'esserci.

Saluti

venerdì 31 maggio 2013

Via Gluck e dintorni...

Echi di bellezza rimbalzano
tra squallide pareti di vuota
noncuranza...
                                         Lorenzo Reschiglian

Facebook a volte mi stupisce, quello stupore che nasce da una forte contraddizione, un pò come vedere un fiore in una distesa di cemento...
La distesa di cemento è il vacuo nulla che lentamente sta diventando Facebook, questa grigia desolazione, ogni tanto è interrotta da un fiore, un fiore di rara bellezza...
Oggi ho trovato uno di quei fiori, ma non l'ho raccolto, ho fatto di meglio, mi ci son messo a chiacchierare...

Il fiore:
È morto il romanticismo?
È morta la voglia di guardarsi, vestiti, negli occhi e sfiorarsi appena sussurrandosi parole che son solo vostre? 
È morto quel sentimento puro che ti farebbe stare per ore a guardare ogni dettaglio del suo viso ? 
Ed il parlare di sogni e speranze cercando di incastrare i nostri con i suoi, è morto anche quello? 
Si usa solo trombare e dirsi ti amo dopo 30 minuti e 17 cocktail in uno squallido bar? 
Tempi moderni, non li capisco. 
Meglio così.

Io:
Per altro, trombare poco e male, e per quel che riguarda l'alcool...
Lasciamo perdere...
Il tempo, non il denaro, non i diamanti, ma il tempo, il tempo é l'unico vero, unico e necessario regalo di cui l'amore necessita.

Il fiore:
Concordo, assolutamente, dalle mie esperienze posso solo aggiungere che non sono mai stata così felice e appagata, in tutti i sensi, come da quando ho iniziato a costruire un rapporto con i giusti tempi...

Io:
La prima cosa che mi ha fatto innamorare di Odette é stata la sua voce e quel modo tutto suo di "pesare" ogni parola prima di pronunciarla...
Se non avessimo "investito" del tempo in queste cose, adesso saremmo ancora insieme?
Oggi dopo anni e anni, anche se presi da impegni, lavoro e il pupetto, ci ritagliamo del tempo, mica per far chissà che, "solo" per chiacchierare, per tornare ancora una volta a innamorarci...

Il fiore:
Già, esattamente quello che intendevo, investire del tempo a conoscersi, a imparare ad amare i dettagli che poi si imprimeranno nella mente e nel cuore negli anni... Invece sembra che la maggior parte delle persone, oggi, (giovani, ma noto anche meno giovani) non abbia tempo o voglia di costruire qualcosa dalle fondamenta... 
E se poi crolla tutto, pazienza, avanti un altro. 
Ecco, questo atteggiamento non lo capisco. 
Totale sfiducia nei sentimenti? 
O in se stessi?...

Io:
Forse paura di se stessi...
Le persone non sanno più parlare, aprono la bocca ed emettono suoni, ma parlare non é quello, parlare vuol dire offrirsi all'altro, offrire quello che si é, non si può mentire, non ci sono schermi e "profili" dietro ai quali nascondere la propria pochezza...
Parlare, parlarsi, compenetrarsi e infine, offrirsi...
Offrirsi all'altro...
Ecco il problema, questa gente di oggi, questi giovani che non guardano al domani, questi vecchi che non vogliono vedere il domani, tutti accomunati dallo stesso problema, non aver nulla da offrire, non avere una "bacheca" dalla quale attingere quello che loro non hanno...
Parlare non é uno scambio gassoso, non si parla con i polmoni, si parla con il cuore e se il cuore é vuoto e arido, vuoti e aridi saranno gli argomenti...
Dammi tre parole, si 
ma dammele dal cuore...
Se no taci, non parlare,
Ch'io non debba soffrire...

Saluti

giovedì 23 maggio 2013

Testicoli, palle, gioielli, ciondoli e non da ultimo, coglioni!

La delusione di scoprire come 
tutto, nel mondo degli uomini, 
ruoti intorno a delle banalità.
                                          Emilio Rega

Oggi per l'ennesima volta ho sentito una frase che mi fa arrabbiare, una frase che immancabilmente mi fa pensare che il genere umano necessita di un nuovo step evolutivo...
Ora, la frase in questione è questa: Le donne devono lavorare il doppio per dimostrare di valere la metà...
Ovviamente la metà di un uomo...
Non sto nemmeno a dirvi chi l'ha detta e all'indirizzo di chi, sappiate solo che è un uomo famoso, uno di quelli che va in tivù, che rilascia interviste, ecc ecc, si potrebbe quasi dire che è il classico "trend setter", il fenomeno in questione sparlava ovviamente di una donna, anche chi è la donna non è importante, vi basti sapere che non è la classica stellina semi cadente ne la fatalona tutta curve, ma tant'è...
Una donna deve lavorare il doppio per dimostrare di valere la metà...
Improvvisamente mi sembra di veder Anna Göldi che se la da a gambe, altro che 2013 e tutte le polemiche sulle quote rosa...
Parlare di quote rosa e mettere una modella seminuda in una pubblicità è la stessa cosa, tempo sprecato...
Quando l'onnipotente uomo capirà che è meglio farci governare dalle donne, il mondo diventerà un posto migliore, fino ad allora continueremo a misurarci vicendevolmente il pistolino sotto la doccia e quando ne vediamo uno più grosso del nostro, basta trovare una scusa plausibile per bombardare il paese di provenienza dell'irriverente cazzone...
La verità è che gli uomini hanno paura delle donne, ne hanno cosi tanto timore che cercano ogni modo possibile per "uomizzarle", infatti quando un uomo vuole lodare le particolari capacità di una donna cosa dice? Cavoli che tipa cazzuta, oppure, hey quella si che ha le palle!
Ma io anche se la moda dice il contrario, non voglio andare con una donna che ha le palle! Datemi del retrogrado o del tradizionalista, ma per me è così! Voglio una donna forte e di carattere, ma senza sorprese nelle mutande!!
Quella si che ha le palle? Da quando in qua avere le palle è sinonimo di forza?
Si si sento già i soliti secchioni che dicono: In natura vige la legge del più forte, il più forte vince e quindi si riproduce e per riprodursi le palle necessitano, pensa ai leoni...
Ma bravi i secchioncelli, eviterò per pietà di far presente che non ho mai visto un leone con gli occhialoni da nerd secchione, evito anche di far notare che è vero, i leoni hanno le palle, ma è altre si vero che sono le leonesse a procacciare il cibo, ha crescere i leoncini e a tener pulita la savana, mentre il leone, dopo aver impiegato quella manciata di minuti per far funzionare le palle, se ne torna inutilmente spaparanzato su una qualche roccia col telecomando in una zampa...
Se nella vita reale, vigesse per davvero la legge del più forte, i nerd, i secchioni e gli sfigati non dovrebbero esistere, ma così non è...
Quindi, palle, tette, chiappe o criniere che siano, non sarebbe ora di lasciar perdere tutto per cominciare a ragionare in maniera utile e creativa? Non sarebbe ora di lavorare e ragionare tutti insieme alla ricerca di idee utili per tutti? Non sarebbe ora di "relegare" le evidenti diversità morfologiche al loro utilizzo più naturale ed interessante, cioè quello strettamente ludico?
Possiamo? O dobbiamo rimanere in questo moderno medioevo dove le donne devono fare le donne e gli uomini dovrebbero dimostrare di esserlo, uomini intendo...

Saluti

martedì 7 maggio 2013

Follia e fortuna...

Ad essere se stessi non ci
si abitua mai, se si è veri
e sinceri con noi stessi, si
riesce ad essere sinceri e
puliti anche con gli altri,
è proprio questo l'aspetto
al quale non ci si abitua...
                                  Lorenzo Reschiglian

Sono giorni pazzi...
E' un continuo correre di qua e di la, la crisi rende tutto difficile, i clienti spossati nello spirito e svuotati nel portafoglio, faticano a fare ordini e quando devono è una lotta all'ultimo centesimo...
Ma finché si parla di prodotti, prezzi o condizioni di pagamento, non ci sono particolari problemi è il mio mestiere e credo d'essere abbastanza bravino, no no, se vogliamo dire i "problemi" iniziano quando non si vende nulla e il cliente ha invece "necessità" di parlare...
A me piace parlare, sono un chiacchierone da competizione, ma sono un inguaribile ottimista e un ostinato allegrone, oddio non è che sono rincoglionito tanto da ridere di qualunque cosa, non ancora, diciamo che preferisco essere allegro piuttosto che darmi delle martellate sugli zebedei, però non tutti la pensano come me, e così capita di inoltrarsi in discorsi mistico/esistenziali...
E' tutta una filippica di lamentele all'indirizzo di chiunque, certo la figura peggiore la fanno i politici, anche se negli insulti c'è molta più democrazia di quanta loro ne abbiano mai dimostrata, già perché tutti dall'estrema destra all'estrema sinistra, tutti indistintamente si prendono la loro dose di insulti...
L'insulto è veramente democratico...
E' bello scoprire che qualunque insulto è perfettamente abbinabile a qualunque nome lo si indirizzi, la differenza la fa chi lancia l'insulto, la fisicità che ci mette, la convinzione con cui si esprime, lo schifo che riesce a dimostrare, l'unico filo conduttore siamo noi, noi che ascoltiamo...
Oggi più che mai, il venditore è uno psicologo, lo è sempre stato, ma oggi c'è una sostanziale differenza, fino a qualche anno fa, la "psicologia" serviva per scoprire la linea di pensiero del cliente, linea che una volta riconosciuta, si doveva interrompere o girare a nostro favore, oggi che si sguazza nei liquami, la psicologia sta gradualmente lasciando il posto alla psicoanalisi...
Il bravo venditore è quello che lascia parlare il cliente, intervenendo nella conversazione solo per far nascere bisogni o per creare necessità...
Oggi non basta...
Oggi ci sono solo due categorie di venditori vincenti, la prima è onnipresente ed esiste da sempre, sono gli imbroglioni senza scrupoli, la seconda è chi è capace di assimilare l'anima dell'interlocutore...
Si si, ho messo gli imbroglioni tra i vincenti, anche se è eticamente errato, ma visto che riescono a vendere, quindi ad imbrogliare le persone anche in periodi di magra come questi, ben se ci riescono è perché sono bravi, bravi ad imbrogliare certo, ma comunque vincenti perché tanto alle aziende interessa solo vendere e fare fatturato, non importa come questo fatturato viene ottenuto, insomma diciamolo, se sei onesto in questo lavoro, hai la vita decisamente difficile...
Io ho scelto la via più difficile, la via più debilitante, ho scelto la via della fiducia, via che inevitabilmente comporta il dialogo, dialogo che non può che essere profondamente sincero...
Ma non solo nell'ambito lavoro, è una faticaccia improba, ma si riesce ad avere delle belle soddisfazioni se si ha la pazienza di scavare nelle montagne di pessimismo che, inevitabilmente, si formano in questi pazzi pazzi tempi...
Ripeto, sono un inguaribile ottimista, ma ne ho motivo, perché anche stasera la fortuna mi ha messo di fronte ad una realtà che ben fa sperare nel futuro, ciao "D", spero non ti siano venute le occhiaie...

Saluti