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venerdì 10 gennaio 2014

Potendo...

Tradire. Parola grossa. 
Che significa tradimento? 
Di un uomo si dice che ha 
tradito il paese, gli amici, 
l'innamorata. 
In realtà l'unica cosa che 
l'uomo può tradire è la sua 
coscienza. 
                                Joseph Conrad



Il presidente della repubblica francese scopa.

La notizia è su tutti i giornali, non c'è telegiornale che non ne abbia parlato, anche nei bar, la notizia della scappatella presidenziale, ha preso il posto delle normali discussioni calcistico sportive, ho sentito due pensionati lamentarsi che in Francia tutto sa di cavoli bolliti mentre un terzo, con gli occhi sognanti di chi si perde nei ricordi, diceva: Sui sciamp eisee, non ci sono parrucchieri...
Il mondo politico è in fermento, Angela Merkel, guardando le stampelle con cui deambula, si fa prendere da lontanissimi ricordi di ben altri "articoli" lunghi e duri, Enrico Letta, infilandosi una mano in tasca, comincia a sudacchiare dietro i suoi occhialoni da nerd, nel frattempo il Presidente Napolitano cerca di ricordare come si faceva, cosa si faceva e soprattutto, perché...
Criptiche le parole di Silvio Berlusconi che commentando l'accaduto ha detto: Pfui, principiante...
Bill Clinton rivolgendosi alla moglie, l'ha prima spernacchiata eppoi si è messo a canzonarla dicendole: Non sono l'unico, non sono l'ultimo lallallero la!
Barack Obama invece se ne sta zitto zitto, sa benissimo che se dice qualcosa, sua moglie lo stramazza di papagni, Putin, dal canto suo, non ha nemmeno il tempo di pensarci, preso com'è da palestra, arti marziali e soppressione dei gay, Juan Carlos, ingollando l'ennesima bullball, si è cimentato in una veronica gridando: Olé!
Nel frattempo il Silvio ha dato il via ad un nuovo movimento politico e ha fatto partire l'ennesimo trenino e letto orale...

Diamine, verrebbe da dire: Quanto casino per nulla...
Dopo tutto "Presidente" altro non è che una carica, in fondo dentro quella carica c'è un essere umano, un uomo con tutti i suoi pregi, difetti e necessità, quindi che c'è di male? Vogliamo fare i bigotti? Vogliamo ancora raccontare la favoletta dell'inapprensibile uomo che ricopre una carica istituzionale? Non vogliamo proprio scindere l'uomo politico, dall'uomo uomo?
Hollande è un buon presidente? Si, no? Cambia qualcosa sapere se scopa o no?
Io dico solo un'altra cosa, il Presidente della repubblica francese scopa?
Bene! Sono contento per lui, bravo François, dagli di baguette!

Saluti

lunedì 28 ottobre 2013

Tu sei diverso, ok, ma da cosa?

Vuoi difendere le tue idee?
Bravo, mettici tutto di te, le
forze e le opportunità sono
assolutamente gratis...
                             Lorenzo Reschiglian

Forse mi confondo, ma mi sembra di ricordare che ci fosse, che esistesse un codice "morale", una sorta di etica professionale, quasi una coscienza alla base del mestiere del giornalismo, stupidamente io penso che chi fa un lavoro tanto importante, quale è la divulgazione delle notizie, debba essere animato da una profonda ricerca della verità, e forse all'inizio era anche così, ma oggi non lo è più, forse la verità non fa più notizia o forse alla gente non interessa più la verità, soprattutto quando si viene toccati da vicino da questa verità.
La notizia di cui voglio parlare, di per se non è poi così particolare, parla di un ragazzo di 21 anni che si è suicidato, e fin qui, come dicevo, niente di ché, una notiziola che si sarebbe meritata uno scarno trafiletto nelle pagine interne della cronaca, ma in questo caso succede qualcosa di più, qualcosa che fa diventare quella blanda notiziola, uno scoop per tutte le prime pagine, cioè... 
Il suicida era gay...
Apriti cielo...
Il suicida era gay, e non solo, il suicida era gay e ha lasciato una lettera, ma mica una letterucola con scritto ciao mamma dillo tu a papà, no no, ed è qui che Pulitzer salterebbe fuori dalla bara con la sua rugginosa Olivetti, la lettera è un chiaro atto d'accusa verso l'omofobia...
Ooooooo, feste, trenini, fuochi d'artificio e bottiglie da sciabolare...
Qualcuno avrà pensato: Evvai, un altro fottutissimo frocio sé ammazzato! Lasciando pure una fottutissima lettera!!
Qualcuno sarà profondamente dispiaciuto e amareggiato e passando da un estremo all'altro di questi sentimenti, in mezzo c'è tutto il pensabile umano, ma comunque tutti, in quella notizia, hanno visto o trovato qualcosa sul quale sputare sentenze...
Non me ne frega nulla, non mi interessa cosa pensano, inventano e scrivono tutti quegli sciacalli, ma un paio di considerazioni, estremamente personali, le ho elaborate anche io...
La prima scaturisce da un commento sentito per radio, il babbaleo di turno diceva: Questa tragedia ci coinvolge tutti perché siamo tutti ugualmente responsabili...
Sto cazzo.
Io posso sentirmi coinvolto, perché è un dispiacere sentire di una giovane vita così prematuramente conclusa, ma non mi sento minimamente responsabile, egoisticamente perché non ho fatto nulla per favorire quell'insano comportamento, non ho nulla contro i gay e i miei amici, dichiarati o meno che siano, per me sono come tutti gli altri, semplicemente amici, amici punto e basta.
Quindi, non mi sento per niente responsabile..
Voi giornalettai da strapazzo, voi dovreste sentirvi in colpa, voi che come avvoltoi vi lanciate sul cadavere ancora caldo, ma che non muovete un dito per far conoscere i soprusi giornalieri cui le vittime sono sottoposte...
Ma voglio dirla tutta, non sono solo gli imbratta fogli a farmi arrabbiare, una cosa la voglio dire anche al morto, a lui e a tutti quelli che pensano di fare la stessa infausta fine... 
Non suicidatevi, non suicidatevi perché non è così che si difendono e diffondono le proprie idee e convinzioni, quando e se siete convinti delle vostre scelte o idee o necessità e quant'altro è da vivi che si riesce, che riuscirete a farvi sentire, da morti non servite a nulla! 
Pensateci idioti!

Saluti

mercoledì 2 ottobre 2013

Questa storia della penetrazione maschile é decisamente sopravvalutata..

Il titolo del post può generare effetti diversi, 
potrebbe sembrare polemico, ma allo stesso 
tempo banalmente semplicistico, potrebbe 
risultare fastidioso o stuzzicante, oppure, 
ed é quello che é, é soltanto un titolo...
                                                           Lorenzo Reschiglian



Per una nostra tara psicofisica, quando sentiamo la parola "penetrazione" subito la mente vola a cosi che entrano in altre cose e in un certo senso è vero, ma ci sono un sacco di cose che possono entrare in un strasacco di altre cose...

Eeeeee già... 
Non mi metterò qua a farvi il pistolotto (?), ma basta andare su Wikipedia e di penetrazioni ne trovate un ricco campionario che spazia dall'economia alla matematica quantistica, delle zucchine alle "carlapratolato" compresse lamellari monodose di origine bulgara per la caduta dei capelli, compresse che per altro ho provato e vi posso assicurare che funzionano, i capelli li fa cadere...
Ma non divaghiamo, anche se ci tengo a farvi sapere che ho finalmente risolto il mio problema con la caduta dei capelli...
Li ho finiti...
Allora, dicevamo.. A si, la penetrazione...
Bene, dato per assodato che ci sono un sacco di penetrazioni diverse, cerchiamo di non focalizzarci troppo su quella fisica...
Anche perché, come ho già scritto, è decisamente sopravvalutata...
Ora sento già i soliti detrattori e un nutrito gruppo di adepti del rilassante Onan (anche se non è corretto paragonare dei pippaioli con una figura Biblica) che rumoreggiano, i primi perché sono i soliti detrattori, quindi fanno i detrattori rumorosamente, i secondi perché se sei un pippaiolo e vieni interrotto, beh sicuramente rumoreggi...
Conosco persone che praticamente vivono per quello, uomini, chiamiamoli così che basano e passano la propria esistenza nella ricerca, "conquista" e successiva "timbratura" della mal capitata di turno, quando è una mal capitata, e non la più probabile equivalente femminile del già citato tarato mentale...
Quello è, una tara mentale, una patologia ben nota e conosciuta che fa diventare chi ne soffre, dei malati di sesso...
Non che il sesso di per se sia una malattia, tutt'altro, lo diventa quando è ossessivo e compulsivo, un pò come quei folli che si riempiono la casa di robaccia perché non riescono a disfarsene, sono degli accumulatori seriali, solo che non accumulano cinfrusaglie, ma "prestazioni" sessuali, oltre tutto traendone poca soddisfazione, motivo per il quale sono perennemente in cerca di altro, ricerca che risulta inutile per svariati motivi, primo fra tutti il fatto che non c'entra assolutamente nulla chi o quanti partners si riesce a concupire, perché per quanti siano, soddisferanno solo la parte conscia, mentre l'inconscio continuerà sempre e solo a voler far sesso con se stesso...
La cura c'è, ma sono pochissimi quelli interessati, perché solo pochissimi sono a conoscenza della patologia e ancor meno quelli a cui interessa farci qualcosa, perché "contenti" della loro situazione ed erroneamente convinti di poterla gestire...
Effettivamente tutte le patologie che gravitano intorno al nostro pistolino, anche cose decisamente più gravi e dagli esiti letali, siamo abituati a sottovalutarle, ma sai com'è, noi maschietti abbiamo "paura" di affrontare i problemi, non ci viene per nulla naturale andare da un medico a raccontare se ci "tira", o se non lo fa, se ne facciamo tre di fila o se non riusciamo a finirne nemmeno una, abbiamo paura di confrontarci con gli altri perché abbiamo paura di confrontarci con noi stessi...
L'uomo è uomo e ha da puzzà! E mentre olezza, l'uomo deve sfinire a colpi di verga l'ennesima concubina che vive solo per quello...
L'arrivo dei Social ha enormemente ampliato questo discorso, su FB ci sono centinaia e centinaia di pagine che affrontano ogni umana necessità o perversione, Twitter é stracolmo di gentaglia che usa come "foto di contatto", immagini del proprio membro "virile"...
Preciso subito una cosa, non trovo sbagliato fotografarsi il pipolo, non trovo parimenti sbagliato che queste foto vengano spedite a chi che sia, perché se la cosa è voluta dalle parti, per me non c'è niente di male, posso non capire perché vuoi vedermi il pipolo, ma non ci trovo niente di male, dopo tutto il Signore ci ha creato nudi, i vestiti sono una scocciatura inventata dall'uomo...
Ma per quanto io sia di larghe vedute, proprio non capisco perché devo trovarmi sulla bacheca o sulla mia Time Line, immagini di cazzetti o cazzini che accompagnano commenti poco o niente attinenti a quello che pubblico...
Quindi, vi piace fare sesso, vi piace fotografarvi il pistolino e vi piace condividere queste foto?
Bene, bene benissimo, ma non lo fai a capocchia tua, non infradici le mie pagine delle tue fobie, come io non lo faccio a te, ne parliamo, e se poi decidiamo che ci va bene, allora e solo allora, si deciderà sul da farsi...
E' chiaro?
Se si bene.
Se no, non ti stupire se poi ti banno o blocco il tuo profilo, è chiaro chiaro?
Bon...


Saluti.

domenica 15 settembre 2013

Vediamo come va...

Scrivo poco, ma non è che ho
smesso di pensare, anzi forse
penso pure troppo, forse e dico
forse, dovrei smettere...
                                          Lorenzo Reschiglian


In questi giorni chiacchiero molto, ma contrariamente al solito, cioè parlare poco con molte persone, invece mi trovo a parlare moltissimo con pochissimi interlocutori...
Due, per la precisione...
Donne ovviamente, dico ovviamente perché preferisco parlare con le donne, il motivo è presto detto, perché anche con le donne si può parlare di calcio, auto e figa, eppoi si può continuare a parlare di qualunque altra cosa...
Queste due donne, sono talmente diverse da risultare quasi opposte, una fa il mestiere più antico del mondo, l'altra quello che dicono sia il mestiere più antico del mondo...
Rosa e Carol, cosi diverse e distanti ma allo stesso tempo, così simili da risultarmi parimenti importanti e assolutamente insostituibili...
Entrambe sono insegnanti, una insegna ad aprirsi alla vita, l'altra insegna la vita stessa...
Ma quello che fanno, poco importa, è quello che sono che conta veramente.
Sono due mie amiche, questa cosa probabilmente a loro non cambia la vita, a me si, anzi, a me la loro presenza ha, migliorato, rivoltato e sconvolto l'esistenza.
Questo post mi è estremamente difficile da scrivere, così ho deciso di non scrivere quello che volevo scrivere, ma scriverò quello che si può scrivere.
L'amicizia è un sentimento complesso, banalmente si pensa che dietro a tale vocabolo ci sia un gradino più della semplice conoscenza, e per i più è così, un piccolo scalino poco faticoso da superare, ma così non è,  infatti questo tipo di amicizia è poco duraturo ed estremamente superficiale, non porta ne comporta nulla e spessissimo finisce in nulla, magari dopo discussioni da nulla...
No, per parlare di amicizia vera, non si deve blandamente superare uno stupido scalino, ma si deve prendere un'intera ascensore e con questa staccarsi dalla normalità e salire la dove nascono i bisogni e si soddisfano i desideri.
La mente.
L'amicizia vera è uno stato mentale, bisogna essere pronti e capaci di farsi compenetrare da un'altra mente...
Detta così sembra una roba da "ai confini della realtà", ed in un certo senso è vero, perché bisogna uscire dalla realtà conosciuta, quella solitamente presa per normale, per poter entrare nell'orbita della vera amicizia...
Quando questa compenetrazione avviene, si apre un universo di nuove e fantastiche emozioni, si scopre che si vuol parlare di tutto e non si ha paura a farlo, non esistono argomenti tabù e tutto quello di cui si parla fa crescere e insegna qualcosa...
Qualche volta fa male, anche molto male.
In amore è normale soffrire, e la vera amicizia è una sorta di amore, non potrebbe essere altrimenti, almeno è così per me, io amo profondamente le mie amicizie, le amo di un amore non fine a se stesso, non catalogabile e diverso da amicizia ad amicizia, ognuna singolarmente nella sua unicità e nel suo amore esclusivo.
Rosa e Carol sono quelle che hanno raggiunto il più alto significato in questo mio modo di vedere e di vivere l'amicizia, l'hanno fatto in maniere molto diverse ma accomunate da tratti molto simili, come la pienezza, l'assoluta sincerità e la totale disponibilità a tale sentimento...
Non è poco, non è per niente facile e non è per niente poco, e la colpa è mia perché, al di la della mia instabilità umorale, va detto che sono capace di diventare una vera dannazione, la mia presenza può raggiungere livelli di "peso" sconcertante...
Non è facile sopportare quello che sono capace di diventare, non è una cosa da tutti, infatti di amicizie vere ne ho pochissime...
E forse è meglio così, non è facile "gestire" le amicizie che raggiungono quello status di unicità...
Grazie, a tutte quelle persone che leggendo questo post, si riconosceranno e un grazie particolare a Rosa per avermi donato un nuovo metro con il quale misurare le priorità e a Carol che mi ha regalato uno sguardo diverso con cui guardare la reale importanza delle necessità...
Grazie e...

Saluti

sabato 31 agosto 2013

Finitoooo!!!

Una volta dissi ad'una donna:
Ti amo...
Lei mi rispose:
Non devi...
Aveva ragione, ma non l'ascoltai...
                                           L'amico nottambulo


Mi sono preso una pausa piuttosto lunga, lo ammetto, eppoi non essendo avvezzo alle bugie, ammetto anche che questa lunga pausa è il risultato di un concatenarsi di eventi diversi...
Questo agosto è stato davvero particolare, sono successe molte cose, ho vissuto un'enormità di emozioni diverse, alcune lasceranno vividi ricordi nella mia mente, altre hanno scavato profondi solchi nella mia anima, solchi che una volta sanati lasceranno, come firme indelebili, cicatrici...
Cicatrici che ad ogni soffio di ricordo, riporteranno la mente a quelle emozioni e le emozioni non hanno cuore, l'emozione è la vita stessa e l'energia che muove il cuore, ma l'emozione non ne hanno uno proprio, per questo le emozioni sanno così facilmente demolire i cuori di chi le vive...
La vita è divisa in attimi, in momenti, in tanti piccoli momenti che uniti tessono la trama della vita stessa, alcuni di questi momenti diventano, spesso senza che noi si possa fare nulla, momenti topici, quelli che in analisi vengono chiamati "nodi gordiani", per i comuni mortali, sono gli attimi che in un modo o nell'altro, ti cambiano la vita...
O potrebbero farlo...
Se li riconosciamo e se, una volta riconosciuti, decidiamo di farlo...
A volte non si può...
Non si vuole...
Si ha paura...
Altre si fa e il concatenarsi di eventi cambia, cambia quello che c'era scritto per noi, cambia il nostro destino o, forse, il destino è da lì che comincia a scrivere...
Forse...
Forse tutta questa storia del destino, scritto o da scrivere è una comoda cazzata inventata da chi è rimasto deluso dalla vita...
..........
Ho appena riletto quello che ho appena scritto...
Cavolo che mortorio...
Effettivamente questo agosto è stato, tra gli alti e i bassi, il miglior agosto degli ultimi anni, in larga parte sono stato benissimo, mi sono stragoduto il mio pupetto, ho riposato tanto e ho passato lunghissime ore a chiacchierare, spesso virtualmente (grazie San Whatsapp) con una straordinaria amica, amica che ha avuto due incredibili capacità, la prima è quella di avermi totalmente incasinato quelle poche certezze che avevo, la seconda e ancora più difficile, darmi un nuovo modo di vedere le cose, un nuovo sguardo sia sulle appena demolite certezze, sia su come ricostruirle e in definitiva su come averne di nuove...
Mi sono spesso trovato a pensare, a voler avere una di quelle estati alla "Stand by me", quelli che dovrebbero essere dei cambi di stagione, ma che invece diventano momenti fondamentali della vita, sogni pre e appena post adolescenziali, sogni carichi di ormoni e desideri, sogni che son così voluti e vividi, da sembrare realtà...
Sembrare realtà...
Ma questi, come ho appena scritto, sono sogni adolescenziali, io ho superato i quaranta, forse dovrei smettere di sognare, forse dovrei cominciare, un pò in ritardo, a comportarmi da uomo, pensare da uomo, diventare un solido, serio, maturo e affidabile uomo...
Senza forse e senza ma...
Quindi non scrivo altro...

Saluti

lunedì 22 luglio 2013

La terza faccia della medaglia...

Semplicemente, non siamo pronti.
Non importa a cosa, o perché, noi
semplicemente, non siamo pronti...
                                          Lorenzo Reschiglian


La verità assoluta, non esiste, possono esserci grandi verità o verità quasi inconfutabili, ma la verità assoluta, non esiste, per sua stessa natura, la verità è passibile di interpretazione...
I più risoluti potrebbero obbiettare: Il nero è nero, il bianco è bianco...
Si può confutare?
Si!
Innanzi tutto perché gli assolutisti non si avvedono di tutto il resto dell'arcobaleno, eppoi non fanno caso alle migliaia di sfumature di cui, anche il bianco o il nero, sono formati...

A me le persone troppo sicure di se stesse, quelle risolutamente attaccate alle loro convinzioni, quelle che hanno una risposta, e una sola, per tutto, non mi piacciono, anzi mi inquietano e spaventano...
Sarà perché di certezze, io, ne ho pochine? Può darsi, ma di certezze ne ho poche perché, io sono in continua evoluzione, sono curioso e mi piace imparare nuove cose e per imparare, ci vuole una mente aperta e libera da pregiudizi e idee preconcette, quindi le certezze vengono continuamente messe in discussione, vengono rimasticate e digerite, così inevitabilmente cambiano, una certezza di ieri, alla luce del nuovo sapere di oggi, diventa una terza via domani...
Evoluzione, noi non siamo adesso, siamo in divenire...
E' un concetto troppo complicato?
Fa niente, chi non capisce può tranquillamente tornare a leggersi la gazzetta dello sport, come ha detto una mia carissima amica, sono stufa di spiegare a chi non capisce...
Brava!!
A volte non è nemmeno che non capiscono, solo è più facile fare i finti tonti (in mezzo ad un mare di tonti veri), per farsi rispiegare in maniera più semplice, questo o quel concetto, No, do ragione alla Roby, se mi volete capire, bene, se non volete, bene lo stesso, i primi continuino a leggermi, gli altri, beh gli altri che vadano dove vogliono, a me non mancheranno...
Ne io a loro, molto probabilmente...
Oooooo, beh, va bene così, su un muro vicino a casa mia c'è scritto: Anche Gesù non stava simpatico a tutti...
Quanta verità in poche parole, certo non è che voglio paragonarmi, ma se si deve prender esempio da qualcuno, spariamo alto che non si sa mai, l'importante è non fare la sua stessa fine, non per niente, ma è già stata vista e ora una crocifissione risulterebbe quanto meno obsoleta, quindi chi volesse, potrebbe lapidarmi lanciandomi addosso degli smartphone, mi si potrebbe fustigare con i cavetti usb o farmi subire un moderno supplizio di Tantalo mentre cerco di stabilire la connessione a internet che non aggancia mai...
Semplicemente, non siamo pronti.
Chi può affermare d'essere pronto? E pronto a cosa? Non siamo mai pronti, crediamo d'esserlo, ma non è così, non siamo pronti quando nasciamo, infatti, unica specie al mondo, rimaniamo dipendenti dai genitori per una paccata di anni, non siamo pronti a scuola  e quando la finiamo, non siamo pronti al mondo del lavoro, non siamo programmati per fare carriera e chi lo è, sa che perderà qualcosa strada facendo, non siamo pronti alla vita e alle sue sfaccettature, non siamo pronti a nessuna delle emozioni che vivremo e forse sono emozioni proprio perché non siamo pronti a viverle, non siamo pronti ad amare e ad essere amati e meno che mai, siamo pronti alle sofferenze che l'amore ha e da...
Non siamo pronti a niente di niente, eppure andiamo avanti, perché?
Perché?
Masochismo? Incoscienza? Pazzia? Noia?
No.
Niente di tutto questo, o meglio, tutto di tutto questo e tanto di tanto ancora...
La vita è questo, una incoerente, pasticciata, emozionante e dolorosa corsa verso la morte...
Se si è fortunati, la morte arriva dopo una lunga, lunghissima vita, felice o meno non importa, se si è sfortunati, prima...
Si può far qualcosa in merito?
Si!
Certo che si può fare, tenere gli occhi e le orecchie ben aperti, la mente leggera e curiosa eppoi, eppoi avere un rotolo di scotch sempre a disposizione per chiudere le crepe sul cuore...
Altro?
Si, magari un briciolo di buon senso e una manciata di buona volontà...
Dovrebbe bastare così...
Si.

Saluti 

domenica 7 luglio 2013

Implacabile

Ogni essere umano deve mantenere viva 
dentro di sé la sacra fiamma della follia. 
E deve comportarsi come una persona normale.
                                                                          Paulo Coelho

La parola implacabile, evoca in chi l'ascolta, immagini guerresche di indomiti eroi, eroi che non si fermano davanti a niente e nessuno mentre, appunto, diventano o confermano il proprio status di eroe...
La cinematografia mondiale è piena di questi esempi, gli eroi, nel bene o nel male, sono implacabili, sembra non possa essere diversamente, sono implacabili mentre cercano di eliminare il male e chi lo perpetra, ma sono implacabili anche nei rapporti personali, situazione che li porta ad avere vite instabili, rapporti instabili e amori a dir poco catastrofici...
Insomma, sembrerebbe che essere implacabili, al di la di passare alla storia come eroi, non sia la miglior condizione con la quale convivere...
Ma si sà, l'uomo ha la tendenza ad essere pessimista...
E se cambiamo un parametro, cioè se non facciamo i pessimisti, cambia qualcosa?
Cambia cambia, cambia eccome!
E adesso vi dico come, anche se per farlo, devo per l'ennesima volta, ringraziare internet...
Io, come ogni altro sano essere vivente, ho un buon numero di account, Facebook, Twitter, Google più, inoltre c'è questo blog, quindi posso tranquillamente affermare d'essere abbastanza multimediale e connesso con il mondo e la realtà che circola sotto forma binaria...
Ma se è vero, ed è vero, che google più praticamente non lo uso, e che Facebook per me è più un trampolino di lancio per questo blog, è altre si vero che Twitter mi risultava un'entità tanto affascinante, quanto complessa e complicata da gestire, oltretutto il dono della sintesi, qualità assolutamente necessaria per Twitter, io proprio non ce l'ho, quindi mi limitavo a leggere i pochi Tweet, dei pochissimi personaggi che seguivo, poi qualche settimana fa, leggendo un Retwett, il mondo dell'uccellino azzurro mi è improvvisamente diventato più chiaro...
Poche righe, pochissime parole ma... BAM!!
Folgorante e devastante!
La ragazza che scriveva, non solo possiede il dono della sintesi, ma ha anche una lingua tagliente come un rasoio e un'arguzia finemente intelligente, una vera e propria bomba! E il tutto dietro un viso angelico e un sorriso a dir poco travolgente!
Leggo, leggo e rileggo, e per quanto leggevo, volevo leggerne di più, fortissima!
Divento subito suo follower e successivamente la cerco su Facebook, le chiedo l'amicizia e subito capisco d'aver "trovato" una persona speciale, anche se si fa chiamare, implacabile...
Ed ecco che una parola solitamente usata in maniera negativa, diventa la sua stessa nemesi...
Implacabile nel raggiungere i propri scopi, implacabile per serietà e caparbietà, implacabile per ottimismo e voglia di vivere...
Ecco chi è la mia "implacabile" amica...
La fortuna mi ha sorriso anche questa volta, internet non è solo un cupo covo di falsi e malfattori, anche questa volta ho trovato una persona speciale, e questa settimana è stata davvero incredibile, perché oltre all'implacabile, è arrivata "la Feddy", Kikka75, Mesmeri e per ultima, ma con un posto speciale, la grande E, con tutti i suoi lupi...
Grazie, grazie a tutti, la mia vita sarebbe decisamente più noiosa e vuota senza di voi, grazie.

Saluti

venerdì 5 luglio 2013

Ma ascoltare, è una malattia?

Il segreto del canto risiede tra 
la vibrazione della voce di chi 
canta ed il battito del cuore di 
chi ascolta.
                                                  Khalil Gibran

Sono un impenitente chiacchierone, credo sia l'inevitabile conseguenza al mio ancor più impenitente egocentrismo, a questo aggiungete il mestiere che faccio e l'inevitabile logorrea correlata, e il gioco è fatto...
Se guadagnassi 5 centesimi per ogni parola che dico guadagnerei un mucchio di soldi...
Ma diventerei milionario se quei 5 centesimi li guadagnassi per ogni parola che ascolto...
Voi non potete nemmeno immaginare quante cose si imparano ascoltando le persone, ascoltare dico, non basta stare di fronte a qualcuno annuendo ciclicamente, no no, ascoltare significa concentrare le proprie attenzioni all'indirizzo di chi ci sta parlando, seguire quello che dice, capirne il senso e, se richiesto o necessario, rispondere o offrire il proprio punto di vista sull'argomento trattato...
Ascoltare.
Che portento.
Questo è un periodo dove ascolto molto, lavorando perché la crisi ha reso chiacchieroni pressoché tutti i miei clienti, gli amici che hanno sempre qualcosa dire, anche se spesso di tutto quel che dicono, rimane pochino, eppoi, e sono quelle che preferisco, c'e quel genere di persona che non aspetti altro che inizi a parlare...
Allora il mondo cambia.
Anche la percezione del tempo e delle priorità subisce un incasinamento totale, non si guarda più l'orologio, lasciando che il fluire dei minuti sia scandito solo dalle emozioni...
Se parli con una persona, se l'ascolti, se la capisci e ci entri in sintonia, scopri che non ci sono argomenti più o meno importanti, non c'è chi ha ragione o torto, nessuno sbaglia e nessuno prevale, è "solo" uno scambio, tu assorbi la mia essenza mentre tu mi doni la tua...
Da quando ho scoperto il potere evocativo dell'ascoltare, la mia vita è profondamente cambiata, parlo meno, molto meno e di conseguenza, scrivo meno, scrivo meno perché non voglio tediare chi ascolta, scrivo meno perché voglio scrivere "solamente" quello che credo meriti d'essere scritto...
Poi, se a qualcuno dovesse interessare approfondire la conoscenza, bene, a quel punto la rete ci offre più e più modi per "conoscersi", poi cosa sarà o diventerà, non è dato saperlo,ed oltretutto, non mi interessa, le cose nascono e si evolvono seguendo le loro vie, inutile cercar di incanalarle in una qualche maniera, meglio lasciarle andare e divertirsi seguendole...
Ascoltare...
Ci sono voluti quarant'anni, ma finalmente ho capito...

Saluti

giovedì 27 giugno 2013

Arredare i sentimenti...

Nella riservatezza c'è sicurezza, 
ma non attrazione. Non si può 
amare una persona riservata.
                                                Jane Austen

Non mi nascondo, anche nel mio metro e ottanta per cento chili, sono un coccolone...
Mi piace essere coccolato...
Ma non ricevo molte coccole...
Forse le sopra citate misure, mettono un pò a disagio, forse le persone non pensano che, anche se assomigli ad'un armadio, quell'armadio dentro ha un cuore...
Eppure, ed io l'ho imparato, non ci vuole molto, spesso è sufficiente dedicare del tempo, far sentire la propria presenza è già qualcosa, ma quel qualcosa è, e per me dev'essere, qualcosa si fisico, la presenza deve, e ripeto deve, essere fisica e dentro il fisico ci deve stare la voglia di esserci!
Io di coccole ne faccio continuamente...
Spesso inutilmente, perché non sortiscono gli effetti voluti, quando proprio non vengono capite o peggio, infastidiscono...
Colpa mia, probabilmente...
Forse.
Forse sono io che non capisco, non capisco che ci sono momenti si e momenti no, momenti dove è giusto/dovuto fare coccole e altri dove non si devono rompere le scatole...
Ma se le coccole sono sentite e spontanee, devono essere assoggettate alla più o meno disponibilità di chi le riceve, oppure è proprio quest'ultimo che dovrebbe accettare il "dono" che sta ricevendo?
La risposta per me è semplice, ma io sono di parte, io penso che non si debba mai perdere una coccola, ci deve essere sempre il tempo per accoglierla, per assorbirne gli effetti e magari per crearne altre conseguenti...
Trovo che le coccole siano contagiose, per me è così, ne ho la prova quando il pupetto è in modalità coccole, in quei momenti tutto il resto del mondo sparisce e si entra in un specie di universo parallelo, pieno di abbracci, baci, giochi e risate...
Impossibile spiegarlo a parole, impensabile non viverlo, inconcepibile ignorarlo...
Non ricevo molte coccole e anche se assomiglio ad'un armadio, mi mancano...
Proverò a dimagrire, farò la barba più spesso e cercherò di prendere le sembianze di un comodino, chissà, forse così...

Saluti

sabato 22 giugno 2013

Testa dura...

Per tutte le volte che mi sono
sentito dire: Ma uno come te,
uno con le tue capacità, ecco
dovrebbe fare di più...
                                     Vari ed eventuali

Io, mi metto perennemente in dubbio...
Io, sò cosa vuol dire, farsi un esame di coscienza...
Io, sò cosa significa, porsi delle domande...
Io, sono in pace con me stesso, la coscienza non mi rimorde e riesco a darmi delle risposte...

La vita è sempre più dura, ma non è piangendosi addosso che si migliora la propria situazione...
Io sò piangere.
Piango guardando un film, piango pensando a chi non c'è più, ma piango anche quando le emozioni sono buone, quando il piccolo fa una faccia nuova o quando ti stringe forte forte dicendo, mi sei mancato tanto...
Anche ieri, inaspettate, le lacrime si sono presentate...
Ma non sono arrivate dal cuore di mio figlio, non sono scaturite dall'abbraccio con Odette, ne mi son state donate da una situazione "preventivabile", no, le lacrime le ha portate l'avviso di notifica del mio cellulare...
Cellulare che suona mentre ero da un cliente che però è più amico che cliente, suona, lo guardo è arrivata una mail, la apro e mi metto a leggerla, pochi istanti, mi blocco, gli occhi mi si velano, li alzo e incrocio lo sguardo del mio amico, mi fissa stranito, non dice nulla ma capisco che è preoccupato, a fatica cerco di parlare, devo spiegargli cosa succede...

E' la mail di un mio cliente, ma non un cliente normale, non uno di quelli come li vorrebbe l'azienda per la quale lavoro, non è un numero progressivo su una fredda scheda d'ordine, no, lui è un mondo a se...
Un mondo dove l'etica ha ancora un valore, un mondo dove il lavoro è una necessità fine alla vita e non al semplice guadagno, un mondo dove correttezza e sincerità non sono solo vetuste parole dimenticate, un mondo, anzi, il mondo...
Il mondo dove, faticosamente, abito anche io...
La mail:

Lorenzo buongiorno,
dopo il discorso di stamane ho controllato su Internet l'esattezza di quanto detto dal commercialista: giusto.
Per questo allego l'ultimo aggiornamento dell'Agenzia Entrate dove si chiarisce chi può usufruire delle detrazioni: pag. 7 e proseguo pag. 8 primo capoverso.
Visto che questo lavoro sarà probabilmente il tuo futuro, ti consiglio di leggere la guida attentamente. 
Le tue doti di correttezza e sincerità unite ad una buona preparazione sulle normative saranno sicuramente apprezzate.

Queste parole, per me, valgono più di qualsiasi incentivo o premio pecuniario di sorta...
Queste parole, scritte da una persona che ti conosce da praticamente sempre, sono il miglior "guadagno" a cui, uno come me possa ambire...
La fiducia.
Non tradirò questa fiducia, per lui e per chiunque altro in futuro, io sono fatto così, io voglio lavorare così, i miei "clienti" devono essere così.
Dipende da me, sono io che ho deciso che così dev'essere, e così sarà perché così è stato.

Saluti

venerdì 14 giugno 2013

Il calcio nel... Sedere...

Tra il parlare e il sapere,
c'è di mezzo lo strafare!!
                                   Lorenzo Reschiglian

Chi mi legge sa che non sono un appassionato di calcio, però per mantenere ancora un lumicino di patriottismo e per aver qualcosa di cui parlare con gli altri uomini, cerco di seguire e di appassionarmi alle sorti della nazionale, non é facile...
Non é facile per alcuni ottimi motivi, il primo fra tutti il mio già citano scarso interesse, scarso interesse che é direttamente proporzionale all'aumento delle trasmissioni che trattano l'argomento calcio, trasmissioni che sempre più spesso sono condotte, cocondotte o con partecipanti che di calcio ne capiscono meno di me, il che non é semplice, anche se questa infausta situazione é di difficile comprensione, io però la posso capire, le trasmissioni televisive, per avere un posto nei palinsesti, devono creare un profitto, per fare profitto si usa la pubblicità, per far si che la pubblicità sia vista, le trasmissioni necessitano di "share", quindi viene naturale barattare la conoscenza tecnica per acquisire la biondona tettuta di turno...
In tivù funziona cosi...
In radio questo problema non si pone, le tette non si vedono, quindi sarebbe lecito aspettarsi competenza dai giornalisti...
Sarebbe lecito...
Sarebbe...
Già...
Ma cosi non é...
Infatti...
Ieri ascoltavo la radio, il giornalettaio di turno, dopo aver adotto le più incredibili vaccate per giudicare la scarsa prestazione della nostra nazionale e dopo aver trovato innumerevoli scuse e giustificazioni in vista della prossima partita, quasi fosse vietato dire che la squadra fa cagare, comunque dopo tutta la sequela di inutili parole, il giornalettaio, probabilmente anche per distogliere l'attenzione dalla scarsezza dei nostri giocatori, parte con un pistolotto socioeticostoriografico sul paese che ospita questa "benedetta" Confederation Cup, il Brasile...
Nell'immaginario collettivo, quando si parla di Brasile, i pensieri vagano tra spiagge sconfinate popolate da gnoccolone, il Cristo Redentore e tante altre bucoliche amenità, forse è una visione opportunistica, forse quando si parla di eventi che fanno circolare milioni e milioni di euro non si può parlare di favelas, degrado e altre mortaccerie varie, forse è così o forse è anche peggio...
E il peggio non tarda ad arrivare...
Sono li che ascolto e l'omarino alla radio, esibendosi nel suo miglior tono appassionato dice:
... il Brasile, questo paese che vive di calcio, questo paese che è la culla del calcio, per capire cos'è il calcio per i Brasiliani basta guardarsi in giro, ovunque posiate lo sguardo vedrete bambini, ragazzini e uomini di ogni età che giocano a calcio...
Mi sono alzato e ho spento la radio...
Va bene, sono un rompi palle, ma non potevo continuare a sentire certe vaccate, il Brasile è la culla del calcio? Ma cosa si è fumato il giornalettaio? Nel vecchio continente si giocava a calcio secoli prima che le Americhe fossero scoperte, Cristoforo Colombo giocava a calcio sul ponte della sua Caracca mentre "sbagliava" la strada verso le indie! Altro che il Brasile!!
Certo è vero che in Brasile il calcio è giocato praticamente da tutti e ovunque, ma non vorrei che passasse solo quella nota "romantica" che voleva intendere il giornalettaio, nei paesi "poveri" si gioca a calcio perché è uno sport "povero"...
Già, povero...
Eeessì, perché se facciamo finta che per il calcio non vengono sbattuti al cesso, come invece accade, tutti quei miliardi di soldi, effettivamente per giocare a pallone non serve molto, basta avere uno spazio sufficientemente ampio, qualcosa che delimiti le "porte", un pallone fatto di un qualunque materiale reperibile "calciabile" e qualche persona con la voglia di correre e prendere calci sugli stinchi, di soldi non ne servono quasi per niente...
Chissà cos'è che frullava nella testa del giornalettaio? Chissà se era veramente convinto di ciò che diceva o se, com'è probabile, leggeva freddamente da un preconfezionato discorso, discorse che, come gia detto, serviva solo a distogliere i pensieri degli ascoltatori, da notizie più importanti e necessarie?
Forse sono io che vedo ciò che non c'è...
Bah! chi può dirlo?...

Saluti

mercoledì 29 maggio 2013

Domani è un'altro giorno... Forse...

Quanto più desideri qualcosa,
tanto più ne godrai quando la
stessa verrà raggiunta...
Balle!
Il più delle volte si rimane
profondamente delusi...
                                   Lorenzo Reschiglian

Domani è giovedì, se tutto va bene quel giovedì non sarà soltanto un giovedì, non sarà soltanto il giorno prima del venerdì, domani sarà "il giovedì"!
Un giovedì che aspetto da molto e che un pò mi spaventa...
Ma oramai è inutile, mancano poche ore...
La mia naturale ansia da prestazione, ha raggiunto livelli da paranoia...
Probabilmente non dormirò molto...
Sai che novità...

Saluti

lunedì 27 maggio 2013

Non so...

Vorrei parlare di questa "novità", 
il femminicidio, ma sul vocabolario 
quella parola non c'è...
                                        Lorenzo Reschiglian

Ultimamente leggere i quotidiani è diventato un esercizio per il karma...

Trovo che sia una tragedia, ognuna, una vera tragedia quando un "uomo", un marito o un fidanzato, maltratti fino alla morte la propria partner, al contrario di quel maleodorante gruppo di ben pensanti che cerca e trova sempre il modo, se non di giustificare l'assassinio, quanto meno di decontestualizzarlo, cercando sempre più fantasiose motivazioni che hanno "spinto" l'uomo all'insano gesto...
Ne ho sentite a pacchi, da chi incolpa l'ambiente sociale, a chi punta il dito sui genitori, passando dal trito e ritrito contesto psicologico e finendo sul classicissimo, è colpa delle donne che non hanno più una morale...
Potrei andare avanti ore e ore elencando tutte le stronzate sentite in radio o tivù, esimi dottoroni, fior di psicologi e prezzolati opinionisti, si contendono lo scettro della più gran fesseria pronunciata...
Come già detto, tutte stronzate.
Per me, chi uccide volontariamente un altro essere vivente, non ha più diritto di vivere... Chi toglie con la volontà di farlo, la vita ad un altro essere vivente, deve essere privato della sua...
Al diavolo i processi, le prove, le contro prove, le contro contro prove e tutta la compagnia danzante, sei stato beccato in flagranza di reato? Bene! Devi morire...
Sento i ben pensanti, le forze dell'ordine, le associazioni varie e una buona parte dei fruitori del blog, vi sento nell vostro mormorare concitato, un borbottio lontano e sommesso, vi sento dire: No alla pena di morte, abbasso i manicomi criminali, dobbiamo capire per poi curare...
Balle! Inutili e pompose palle!
Non c'è niente da capire, non ci sono "giustificazioni", se volontariamente esci di casa per perpetrare un qualsivoglia crimine, devi finire al gabbio, ma se ti beccano ad uccidere un altro essere vivente, io ti sparo un colpo in testa, e quel colpo ti assicurò lo troverai una benedizione, perché prima ti concio così male che morire ti sembrerà un notevole miglioramento...
Non me ne frega niente di saper il perché dell'insano gesto, non mi interessa minimamente saper chi sei e cosa eri, adesso sei soltanto uno sporco criminale che deve finire al più presto possibile, tre metri sotto terra...

Saluti

venerdì 10 maggio 2013

Parlo e scrivo meno.

Parlo e scrivo meno, non
è pigrizia, ma una nuova
consapevolezza...
                              Lorenzo Reschiglian

Per quello che riguarda lo scrivere, la diminuzione delle pubblicazioni è evidente, ma vi assicuro che non è paura da pagina vuota, semmai è proprio l'opposto, di cose da scrivere ne ho, ma non voglio più essere "superficiale" o leggero, voglio che ogni singolo argomento soprattutto quando parlo di me o delle cose che mi succedono, non mi lascerò più trasportare dal mio solito logorroico egocentrismo, cercherò invece di seguire un filo narrativo lineare e, benché meno personale, più coerente e facile da seguire, quando invece l'argomento non tratterà mie esperienze, lo stesso subirà un attenta preparazione con, ove servisse, ricerche approfondite e mirate, il tutto per fornire notizie precise, condivisibili e comprovabili, i commenti personali su tali pubblicazione saranno chiaramente segnalati, il tutto potrebbe rendere gli scritti un pochino più "freddi", ma è lo scotto da pagare per garantire un "prodotto" di qualità.

Per quanto riguarda il discorso parlare, mi rifaccio ad'una battuta di un vecchio film, "con me le chiacchiere stanno a zero!"...
Beh, forse a zero zero no, per un chiacchierone da competizione come me, sarebbe una violenza, anche perché non è che smetterò di parlare punto e basta, la mia idea è che parlerò un pò meno in generale ma, ed è qui il passo importante, parlerò solo con chi ha sinceramente voglia di ascoltare, insomma l'idea è quella di non "sprecare o perdere" del tempo con chi non è interessato a ciò che dico, le persone mi ascolteranno perché vogliono ascoltarmi, non perché sono logorroico...
Vi sembrerà divismo e forse un pochetto lo è, ma è più una necessità fisica che egoistica, perché il parlare alle persone "sbagliate" persone non rendono nessun input, se non mi è stancante fisicamente, diventa devastante mentalmente, e lo è proprio perché non ne ricavo niente...
Assolutamente non va bene.
Quindi parlerò meno, molto molto meno.
Con gli amici, quelli veri, non cambierà niente continueremo a "scambiarci" e a completarci vicendevolmente, gli altri... Beh probabilmente non se ne accorgeranno nemmeno, e se così non fosse, forse cominceranno a farsi qualche domanda...
All'inizio non mi sarà facile, ma un pizzico di perseveranza mi aiuterà a stare bene, o comunque meglio...

Saluti

martedì 30 aprile 2013

Anche aprile se ne va...

Uno più uno, banalmente da due...
Ma a me non piace essere banale...
                                                Lorenzo Reschiglian

Solitamente, quando arrivo a fine del mese tiro un pò i conti, faccio una sorta d'esame di coscienza, così più per rassicurarmi d'aver fatto il meglio che potevo, piuttosto che per lodarmi per quanto sono stato bravo, non è da molto che lo faccio, ho iniziato un paio di anni fa appena prima di iniziare a scrivere questo blog, il perdurare e peggiorare della crisi mi avevano pesantemente debilitato mentalmente, quindi mi fu inevitabile cominciare a farmi domande, se fossi io che sbagliavo qualcosa, se non fossi più in grado di continuare o se tutto fosse, per colpa mia, sbagliato e quindi se fosse o meno il caso di cambiare qualcosa, cosa non so, ma qualcosa...
Ma non cominciai proprio subito subito, dovetti darmi delle priorità...
Già, priorità...
E non è facile...
Già non è per niente facile, perché da una parte c'è l'azienda per la quale lavoro, dall'altra c'è la famiglia e volendo dire, la vita...
Ovviamente un azienda, che come tutte le aziende deve fare profitto, poi questa in particolare essendo nel commercio, ancora di più e il profitto glielo procuriamo noi, agenti di vendita, andandocene in giro dai clienti, ora, per chi non lo sapesse in un'azienda commerciale non si è mai dei bravi venditori, o almeno, non lo si è mai abbastanza perché per quanto tu faccia, sicuramente si può fare di più e meglio, e se non riesci, non è perché c'è crisi, non c'entra se le aziende chiudono e poco o niente importa come puoi stare tu, c'è sempre da fare, fare di più, fare per più ore e così via, sacrificando tutto e tutti sull'altare della vendita costi quello che costi...
Dall'altra parte, la vita "normale" quella fatta di persone, sentimenti ed emozioni, la vita, quella strana cosa che non si può organizzare o programmare più di tanto, la vita quell'accozzaglia di dolore e amore che ci rende diversi da qualunque altra specie al mondo, la vita e i suoi limiti...
I suoi limiti...
Dire che la vita ha dei limiti è vero solo in parte, perché al di la di quelli imposti "fisiologicamente", morte compresa, di limiti veri la vita non ne ha, noi, e solo noi, siamo l'unico vero limite alla nostra vita...
Sono le nostre decisioni ad imporci dei limiti, quello che facciamo o non facciamo, quello che scegliamo di fare o non fare...
E' la logica, più del sentimento, per quanto possa sembrare strano, l'emozione che gioca la maggior parte delle partite, la logica e la sua fredda precisione, si fa questo per ottenere quello, per avere quell'altro, per dimostrare cosa e a chi, e così via in un continuo rincorrersi di necessità e obbiettivi, ma ogni obbiettivo è sempre un pò più in la, un pò più lontano e lontano, così un passettino alla volta, senza quasi accorgersene, ci troviamo al di la di quello che volevamo, senza averlo mai raggiunto veramente, perché veramente non sappiamo nemmeno cos'è che vogliamo, l'importante è avere di più, non importa di più di che cosa, basta che sia di più di prima, di più di qualunque cosa sia, di più...
Correndo dietro a questo di più, ci dimentichiamo tutto il resto, cosa eravamo, cosa sognavamo, arriviamo così lontano che anche voltandoci, non vediamo più da dove siamo venuti, da dove siamo partiti, non vediamo più chi siamo...
E io?
Io, da quando ho cominciato a chiedermi dove volevo arrivare, ho scoperto che non c'era nessun posto dove volevo arrivare, ho scoperto che dove sto mi piace e quello che ho è praticamente tutto superfluo, ho scoperto che tutto quello di cui ho bisogno è quello che riesco a stringere in un abbraccio...

Saluti

martedì 23 aprile 2013

Scissionismi...


Sono stato quel che sono stato,
sono quello che sono diventato,
diventerò quello che ora non so,
sarò quello che ancora non sono.
                                              Lorenzo Reschiglian

..."Dopo il discorso di Napolitano, con lo schiaffo ai partiti, si teme la scissione della sinistra"...

Scissione della sinistra.

Impossibile.

La sinistra non può dividersi, perché per dividere qualcosa, c'è bisogno che quel qualcosa sia unito...

La sinistra è morta, forse la sinistra non è mai stata viva, almeno, non la sinistra com'era intesa o sognata dagli uomini che furono di sinistra,  adesso essere di sinistra ha un che di sinistro, perché la sinistra, se mai lo fu, adesso ha comunque smesso quell'idea di rinnovamento e innovazione, non c'è più la spinta propulsiva contro l'immobilismo centrista o l'esagerato nazionalismo destrorso, ora è tutto uguale e fine a se stesso, basta rossi, bianchi o neri, adesso è tutto un monotono e spento grigiastro, tutto uguale e tutto ugualmente inutile.

La sinistra non è morta, la sinistra non è mai esistita, il "piccolo padre" si è dimostrato sterile e i figli acquisiti non avendo il sangue, ne l'essenza del progenitore, si sono persi e il risultato è sotto gli occhi di tutti, l'operato non supererà mai il giudizio del tempo, resta solo l'oblio di quel che poteva essere, nell'ombra di quello che è, cioè  un sogno in cui nessuno ha veramente creduto, un sogno che ha cominciato a sgretolarsi appena si sono aperti gli occhi..
Occhi che si sono aperti su i facili guadagni, sulle ricchezze effimere, sul possedere senza avere e sull'autocompiacimento personale.

Il comunismo è morto schiacciato dall'ego/ismo.

Lasciate che ve lo dica uno che a sinistra c'è stato, quel ragazzotto che ero, quello che stava con orgoglio fuori dalle scuole a distribuire volantini, quello che preferiva leggere piuttosto che andare in discoteca, io quello che cercava di avere delle idee proprie, mentre gli altri di idee non ne volevano, proprio io che andavo alle assemblee e rimanevo rapito dalle parole del "segretario", parole di ribellione e lotta, e anche parole di sogni e futuro, ma sempre parole in cui credere e per le quali lottare e lavorare.
Parole che sono rimaste parole e quel giovane, ispirato ed ispirante segretario, adesso fa finta di non conoscermi nemmeno, forse è solo che dall'alto della sua acquisita posizione, semplicemente non mi vede più...
Lui, come tutti quelli sopra di lui, non vedono più chi sta sotto, non hanno più nessun contatto col mondo che sta la sotto, con quel mondo fatto di persone normali, non sanno lassù che la realtà è quella la sotto.
Volano troppo alti per sapere, per comprendere cos'è la vita reale, loro moderni Icaro ma con ali d'oro, ali che non sciogliendosi al sole della giustizia, sempre li sosterranno nel loro inutile esistere...
Adesso a me è rimasto solo un pugno di inutili idee, gli altri, nel comodo sacco scrotale delle idee altrui, si compiacciono pascendosi e dimenticandosi di ciò che brevemente erano stati...
Una cosa sola mi "consola", ed è l'evidenza, l'evidenza per la quale, potremo cambiare sia i suonatori sia gli strumenti, ma la musica rimane e rimarrà sempre la stessa, noi sotto ad urlare, loro sopra senza nemmeno le orecchie...

Saluti

venerdì 5 aprile 2013

Asini al volante

Mettete un volante in mano
ad un uomo, lasciatelo libero
in strada e avrete a che fare
con un animale pericoloso,
il decerebratus maximus...
                                   Lorenzo Reschiglian

Sapete che lavoro faccio? Si? No?
Beh comunque guido molto...

In gioventù, quando il cervello è dominato dagli ormoni, ero assolutamente certo d'essere un ottimo pilota, questa certezza mi ha più e più volte portato vicinissimo al disastro e qualche volta, esibendomi in mirabolanti prove di abilità, ho visto passarmi davanti la mia breve e stupida vita...
Ma benché fossi un perfetto sconsiderato e malgrado l'imperizia, non sono mai stato coinvolto in grossi incidenti, forse c'è davvero un santo protettore degli imbecilli...
Poi gli anni passano, l'età aumenta, un pò di sale in zucca lo si mette e così un pò alla volta, la mia velocità media cominciò a calare, un ulteriore frenata la diede lo sposarsi, perché la voglia di correre fu sostituita dalla ben più pressante volontà di ritornare a casa, il colpo finale alle mie velleità corsaiole, l'ha dato l'arrivo del mio pupacchiotto, da che c'è lui, oltre che aver fortemente accentuato il bisogno di far sempre ritorno a casa, mi ha fatto diventare, quando lui è in auto, iper reattivo e attento...
Così adesso guido molto tranquillamente, e altrettanto tranquillamente affronto la vita per strada, sono quasi completamente refrattario alle arrabbiature, nel senso che non sono continuamente lì a sbraitare contro chi, secondo me, guida male o fa qualcosa di idiota o pericoloso, io vado per la mia strada pressoché incurante del mondo esterno, non nel senso che non vedo cosa succede, tutt'altro vedo e a volte prevedo quello che succede, solo che non mi faccio coinvolgere "caratterialmente" da ciò che vedo...
Ma vedo...
Eccome se vedo...
E di follie per strada ne ho viste moltissime, come vedere guidatori che "bruciano" stop o semafori, altri che riescono a fare le rotonde in contro mano, c'è chi proprio non sopporta avere auto davanti alla propria e sorpassa sempre, anche dove non c'è visibilità o è vietato, c'è chi ha il pepe al culo e corre, corre, corre sempre senza curarsi dei limiti, sia quelli "imposti" dai cartelli, sia, ed è molto peggio, quelli imposti dal mezzo che guidano, c'è gente convinta che la città sia una sorta di moderna giungla, e loro come moderni Tarzan, si sentono i reggenti di questa giungla, reggenti liberi di fare qualunque cosa passi loro per la testa...
In autostrada poi...
Io penso che le strade a scorrimento veloce riescano a tirar fuori il peggio dalle persone, persone, guidatori normali se non mediocri, che "rinchiusi" tra i guardrail e i Jersey, si trasformano in improbabili emuli di Vettel o Alonso, con risultati che vanno dal fastidioso al catastrofico...
In questa realtà ci sono alcune categorie che riescono a scalfire la mia barriera di impassibilità, ovviamente in testa ci sono quelli che io definisco i "senza sterzo", cioè quelli che non si schiodano per nessun motivo, ripeto, per nessun motivo la corsia entro la quale si trovano, cos'ì ti trovi auto che viaggiano a 90 all'ora nella corsia di sorpasso, oppure che fanno i 120 nella corsia d'emergenza, poi ci sono i "misurati" cioè quelli che per sorpassarti aspettano l'ultimo centimetro eppoi ti rientrano davanti modello "ti taglio la strada, prova a dirmi qualcosa", quest'ultima categoria comprende una sotto categoria, cioè quelli che mentre ti misurano, ti guardano in faccia, un pò come a dirti: Siii merdaccia, ti sto sorpassando, poi ci sono gli "esibizionisti" cioè quelli che ti arrivano dietro a bomba e ti lampeggiano per avvertirti del loro imminente arrivo...
Che merde.
Tutti, non più uno o meno l'altro, no no tutti distintamente e a proprio modo, ma comunque merde...

Cari signori, ricordatevi di riportare a casa tutti i giorni le chiappe, non per una mogli e dei figli, fatelo per voi, rilassatevi e portate sempre a casa le chiappe, un giorno, queste ultime vi ringrazieranno...

Saluti