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martedì 5 agosto 2014

L'azzurro è il colore della serenità

La dove i pensieri osano far domande,
quando il cuore mette in circolo lacrime,
la dove le emozioni vincono la ragione,
quando nei polmoni si strozzano le grida,
la troverai noi, noi più forti della paura.
                                                         Lorenzo Reschiglian


Ok, ok...
Si è vero, vi ho decisamente trascurati.
Non cerco inutili giustificazioni, non le cerco perché questa mia forzata lontananza ha un nome e un cognome, anzi, un titolo.

Azzurro come il cuore.

Azzurro come il cuore è il titolo del libro che attualmente è in fase di stampa, Azzurro mi ha letteralmente prostrato, scriverlo ed inseguire i pensieri che scaturivano durante la scrittura mi hanno portato più volte al limite estremo delle mie possibilità, sia mentali che fisiche, Azzurro mi ha strappato sentimenti ed emozioni che giacevano nella mia mente, ma non placidamente dormienti, bensì celate alla mia attenzione e pronte ad attaccarmi per far scempio del mio cuore, per ridurre a brandelli la mal costruita normalità in cui mi nascondevo, lasciandomi lì ad agonizzare, affogando nelle mie stesse lacrime.

Azzurro porta agli estremi limiti l'antico detto del bicchiere a metà, Azzurro parla di morte, celebrando la vita o parla di vita, celebrando la morte...
Non lo so, l'ho letto e riletto centinaia di volte, senza trarne un pensiero univoco, quindi lo lascerò al giudizio di chi lo leggerà.
L'abbiamo scritto in tre, a tre mani, mentre con le altre tre, ci tenevamo stretti in un abbraccio di incoraggiamento e consolazione, noi tre, io Alessia e Sara accomunati dalla perdita di un genitore.
Azzurro parla di cancro, in un certo senso fa parlare il cancro stesso, parla per mezzo nostro, delle nostre vite scalfite dal dolore e urla nei racconti che parlano di noi o dei nostri cari persi nell'oblio dell'amore che con loro non vivremo più...
Azzurro contiene le nostre emozioni, quelle negative rese rigogliose dalle lacrime versate, ma anche quelle positive, quelle nutrite dai sorrisi e dalle speranze, quelle che nascono negli abbracci degli amici che ci sostengono, si perché Azzurro è vivo, vitale e c'è un urlo che sovrasta poderoso le grida di dolore; è l'urlo della forza, della speranza e della vita che non si arrende, noi siamo quell'urlo, noi abbiamo deciso di non stare zitti, noi vogliamo essere più forti della paura, noi vogliamo continuare ad avere pensieri azzurri di serenità, noi vogliamo risposte alle nostre domande, vogliamo risposte alle domande di chiunque si trovasse a soffrire.
Ci mettiamo la faccia e il nome, Siamo Lorenzo Reschiglian, Alessia Mariani e Sara Ottini, e vogliamo sapere perché in Italia non c'è libertà di scelta, vogliamo sapere perché non esistono studi sulla reale efficacia delle cure tradizionali, vogliamo sapere perché gli ammalati sono costretti a curarsi con metodi e medicinali vecchi di decenni, perché la ricerca non viene sovvenzionata, perché tutto quello che si discosta dalla farmacopea internazionale viene tacciato di inutilità, se non addirittura di dannoso per la salute?
Perché?
Perché la gente deve morire con la certezza che non si è tentato il tutto per tutto? O perché, chi decidesse in tal senso, non può morire e basta?
Azzurro si fa queste domande, e mille altre, noi andremo avanti alla ricerca di ogni singola risposta.
Con i proventi del libro, andremo ad operare sul territorio, andando dove veramente ve ne sarà bisogno, senza l'insensata necessità di strafare, piccole cose, veri bisogni e tanto cuore.
Questo siamo noi, più forti della paura.

Saluti

sabato 7 settembre 2013

Che confusione (sarà perché ti amo?) Cit.

A volte quando ci si sveglia, si
dovrebbe far finta di niente, e
tornare a dormire, ma potremmo
perdere delle emozioni importanti
                                        Lorenzo Reschiglian


Il titolo del post non c'entra niente col post...

Ma a dire il vero, in questo periodo di robe che c'entrano con quello che sono, con quello che di solito è, non c'è quasi nulla...
Che confusione...
Ma allora il titolo c'entra!?
No...
No...
O si?
Boh!
Prendiamo oggi per esempio, le premesse per far sì che questa fosse una giornata del cavolo, c'erano tutte, stamattina pioveva, dovevo andare a montare il bersot per Odette, avevo due appuntamenti di lavoro, dovevo consegnare del materiale e il resto della giornata sarebbe passato nell'attesa di fare il facchino per questa o quella commissione con l'unica nota positiva che mi sarei spupazzato il mio pupetto...
Quindi quando alle sette di stamane è suonata la sveglia, la voglia di alzarsi era pari e sostituibile allo stimolo d'andare in bagno...
Ma, per fortuna c'è un ma...
Il ma in questione ha un nome, un cognome, un marito e due bimbi...
Ma per la privacy non farò nomi...
Ebbene, questa simpatica famigliola ha decisamente contribuito a rendere una giornata potenzialmente orrenda, in una delle più spassose di questa estate...
Partendo proprio dalla mattina, dove l'indomita mamma dei bimbi, si è sacrificata, aggiungendo al suo naturale ruolo mammesco, quello di baby sitter per il mio bimbo, ma anche per me mettendomi di buon umore con alcune battute sul mio essere trafelato...
Poi nel pomeriggio, dopo una buona pappa, un'ancor più buona e utile pennichella e dopo esserci attrezzati di tutto punto, io la mamma sitter e tutta la masnada di bimbi e bimbetti, si è partiti all'avventura, avventura che consisteva nel raggiungere il "belvedere" e una volta lì, fare un frugale pik nik merendifero...
La passeggiata è stata rilassante, farcita di chiacchiere e risate con bimbi trasformatisi in piccoli esploratori curiosi, oltre tutto stranamente non erano "litigiosi" tra di loro, la dove con litigiosi lo si intende per quanto lo possano essere dei bambini, cioè capaci di farsi amare o odiare nel giro dello stesso secondo, ma oggi no, tutto liscio come l'olio, sarà stata l'eccitazione dell'avventura in corso, o chissà cos'altro, comunque sia arriviamo al belvedere e ci mettiamo a sgranocchiare la merenda, biscotti, succhi di frutta e la marmellata di fichi appena fatta dalla nonna e da spalmare sul pane, l'operazione non dura moltissimo, la camminata e la fame aiutano a sveltire l'operazione, poi mentre la figliolanza giocava, sbucciava rami, tirava sassi e faceva qualunque cosa possibile, bastava fosse sporca e potenzialmente pericolosa, noi sempre con l'occhio vigile, abbiamo chiacchierato e chiacchierato e chiacchierato...
Beh, non potete immaginare quanto faccia bene chiacchierare con una persona intelligente e senza preconcetti, per me è vivificante, rigenerante ed estremamente rilassante, l'unico mio timore in questi casi, è la paura di diventare noioso, ma a giudicare da tutto quello che ci siamo detti, mi sento tranquillo, non si dev'essere annoiata... 
Spero...
Dopo cena si è fatto un viaggio con la macchina del tempo, viaggio che ci ha portato nella piazza del paese a giocare a "rialzo" e a "un, due, tre stella", roba impensabile in quest'epoca di Ipod, Ipad, Iped e Icheccavolo sia, poi una volta rientrati ci siamo cimentati nel "giro dei mostri", fantomatico e "terrorifico" giro tra i bui viottoli del paese per testare il coraggio dei piccoli, piccoli che avanzano con spavalda sicurezza, spavalderia che scompare al minimo scricchiolio sul cammino, ma l'atteso terrore lascia sempre il posto a gustose risate...
Così tra un fantasma e una partita di palla avvelenata che mi porta a rischiar l'infarto, la giornata finisce e a mala voglia, dobbiamo separarci...
Come vola il tempo quando si fanno cose belle e si sta con persone splendide...
Grazie cara amica, questa giornata si è guadagnata un posto speciale nel mio cuore.

Saluti

sabato 3 agosto 2013

Atava.. Avatra, atratav.. Si insomma, quella roba degli omini blu, ma non i Puffi!!

Venghino venghino sior e siore,
più gente entra più bestie si vedono...
                                                      Moira Orfei

Quella macchina produci dollari del James Cameron ne sta preparando una delle sue, anzi a dirla tutta, ne sta preparando tre...
Già, non pago dei tre miliardi incassati con Avatar, o meglio, proprio perché ne ha incassati così tanti, il nostro Jimbo ha deciso di fare altri tre film con gli omini blu... (non i Puffi, l'ho già detto...)
Sono già trapelate alcune indiscrezioni in merito, dei tre film solo uno sarà coetaneo al primo, nel senso che sarà una storia parallela a quella già vista, secondo i ben informati sarà la stessa storia ma vista con gli occhi dei Na'vi, Na'vi che effettivamente se ne impippavano dei terrestri e del fatto che questi ultimi vogliono portarsi via delle inutili pietracce, ma alla fine visto che si annoiano da morire, visto che su Pandora non c'è un tubo da fare, decidono che quelle inutili pietracce devono rimanere su quell'inutile pianetaccio, così imbastiscono su un casino della malora per difendere casa propria, per questa pellicola Cameron ha preso spunto dal sistema politico italiano, un mucchio di inutili personaggi il cui unico scopo è mantenere il cadreghino...
Il titolo divrebbe essere, patetic Avatar o Forever Berlusca, ancora non è deciso...
Gli altri due film dovrebbero essere un prequel, nel senso che la storia sarà ambientata prima di quel, un prequel, appunto, l'altro film sarà un dopquel perché ambientato dopo...
Il prequel, ricalcherà perfettamente la storia del primo film, tutto, dalle ambientazioni ai personaggi, delle situazioni ai colpi di scena, tutto sarà perfettamente identico, combattimenti e quant'altro, solo che i protagonisti, sia umani, sia Na'vi che avatar saranno tutti bambini, nel senso che saranno le stesse persone ma in età preadolescenziale, un pò come i Baby loony toones, c'è solo ancora da capire come sarà possibile rimpiazzare tutti quelli che muoiono e che scusa inventarsi per farceli ritrovare vivi nei film's successivi...
Boh, ci sarà un sacco di gente che farà la doccia... (vediamo in quanti beccano la citazione)
Il dopquel invece sarà perfettamente uguale agli altri due, in tutto per tutto e i protagonisti, che saranno sempre gli stessi ma, vecchi e bacucchi...
In quest'ultimo capitolo effettivamente una piccola differenza c'è, oltre alla storia, che oramai risulterà trita e ritrita, verrà aggiunta la variante: Acciacchi del tempo, in pratica i personaggi, oltre a dover fare quello che fanno, combattimenti e battaglie comprese, dovranno fare i conti anche con l'artrite, i vuoti di memoria, l'incontinenza e tutti gli altri problemi correlati alla vecchiaia...
Insomma diciamocelo, ci aspetta una bella stagione cinematografica, grandi film's grandi storie e stupefacenti effetti speciali...
Non vedo l'ora...

Saluti

lunedì 22 luglio 2013

La terza faccia della medaglia...

Semplicemente, non siamo pronti.
Non importa a cosa, o perché, noi
semplicemente, non siamo pronti...
                                          Lorenzo Reschiglian


La verità assoluta, non esiste, possono esserci grandi verità o verità quasi inconfutabili, ma la verità assoluta, non esiste, per sua stessa natura, la verità è passibile di interpretazione...
I più risoluti potrebbero obbiettare: Il nero è nero, il bianco è bianco...
Si può confutare?
Si!
Innanzi tutto perché gli assolutisti non si avvedono di tutto il resto dell'arcobaleno, eppoi non fanno caso alle migliaia di sfumature di cui, anche il bianco o il nero, sono formati...

A me le persone troppo sicure di se stesse, quelle risolutamente attaccate alle loro convinzioni, quelle che hanno una risposta, e una sola, per tutto, non mi piacciono, anzi mi inquietano e spaventano...
Sarà perché di certezze, io, ne ho pochine? Può darsi, ma di certezze ne ho poche perché, io sono in continua evoluzione, sono curioso e mi piace imparare nuove cose e per imparare, ci vuole una mente aperta e libera da pregiudizi e idee preconcette, quindi le certezze vengono continuamente messe in discussione, vengono rimasticate e digerite, così inevitabilmente cambiano, una certezza di ieri, alla luce del nuovo sapere di oggi, diventa una terza via domani...
Evoluzione, noi non siamo adesso, siamo in divenire...
E' un concetto troppo complicato?
Fa niente, chi non capisce può tranquillamente tornare a leggersi la gazzetta dello sport, come ha detto una mia carissima amica, sono stufa di spiegare a chi non capisce...
Brava!!
A volte non è nemmeno che non capiscono, solo è più facile fare i finti tonti (in mezzo ad un mare di tonti veri), per farsi rispiegare in maniera più semplice, questo o quel concetto, No, do ragione alla Roby, se mi volete capire, bene, se non volete, bene lo stesso, i primi continuino a leggermi, gli altri, beh gli altri che vadano dove vogliono, a me non mancheranno...
Ne io a loro, molto probabilmente...
Oooooo, beh, va bene così, su un muro vicino a casa mia c'è scritto: Anche Gesù non stava simpatico a tutti...
Quanta verità in poche parole, certo non è che voglio paragonarmi, ma se si deve prender esempio da qualcuno, spariamo alto che non si sa mai, l'importante è non fare la sua stessa fine, non per niente, ma è già stata vista e ora una crocifissione risulterebbe quanto meno obsoleta, quindi chi volesse, potrebbe lapidarmi lanciandomi addosso degli smartphone, mi si potrebbe fustigare con i cavetti usb o farmi subire un moderno supplizio di Tantalo mentre cerco di stabilire la connessione a internet che non aggancia mai...
Semplicemente, non siamo pronti.
Chi può affermare d'essere pronto? E pronto a cosa? Non siamo mai pronti, crediamo d'esserlo, ma non è così, non siamo pronti quando nasciamo, infatti, unica specie al mondo, rimaniamo dipendenti dai genitori per una paccata di anni, non siamo pronti a scuola  e quando la finiamo, non siamo pronti al mondo del lavoro, non siamo programmati per fare carriera e chi lo è, sa che perderà qualcosa strada facendo, non siamo pronti alla vita e alle sue sfaccettature, non siamo pronti a nessuna delle emozioni che vivremo e forse sono emozioni proprio perché non siamo pronti a viverle, non siamo pronti ad amare e ad essere amati e meno che mai, siamo pronti alle sofferenze che l'amore ha e da...
Non siamo pronti a niente di niente, eppure andiamo avanti, perché?
Perché?
Masochismo? Incoscienza? Pazzia? Noia?
No.
Niente di tutto questo, o meglio, tutto di tutto questo e tanto di tanto ancora...
La vita è questo, una incoerente, pasticciata, emozionante e dolorosa corsa verso la morte...
Se si è fortunati, la morte arriva dopo una lunga, lunghissima vita, felice o meno non importa, se si è sfortunati, prima...
Si può far qualcosa in merito?
Si!
Certo che si può fare, tenere gli occhi e le orecchie ben aperti, la mente leggera e curiosa eppoi, eppoi avere un rotolo di scotch sempre a disposizione per chiudere le crepe sul cuore...
Altro?
Si, magari un briciolo di buon senso e una manciata di buona volontà...
Dovrebbe bastare così...
Si.

Saluti 

mercoledì 19 giugno 2013

Shindra

Stasera non scrivo io, stasera "cedo" il mio spazio ad un'amica, una persona che proprio stasera mi si è rivelata sotto una luce completamente diversa da quella che conoscevo, una sorpresa che mi fa stare bene e in pace con la vita...

Vi presento Shindra e il suo scritto, non c'è un titolo, ma la profondità delle emozioni che trasmette, fa sorvolare su questa piccola mancanza...


La desideri quando sta per scendere la notte?
Quando la luce sta per tramontare dietro le 
montagne e le ombre della sera si allungano 
dentro il tuo cuore, sfiorandolo con un soffio?
Le loro dita affusolate sono dolci mentre lo frugano, 
aumentano la tua brama, che alla luce di una 
candela si proietta in un ombra su muro.
Lo sai, 
al buio nessuno può scoprirti, 
nessuno può guardarti, 
nessuno può ascoltarti.
La vorresti mentre le sue mani stringono la tua schiena?
La sua pelle morbida fra le tue mani?
Nelle ore proibite il desiderio ti possiede, 
esplora come la lingua di un amante smanioso 
i tuoi sospiri, mentre tenti di mantenere il controllo.
Si spegne come la fiammella posta accanto a te.
Lascia solo cera sciolta, e i sogni prendono vita.
Risvegliano i sensi nascosti, la sua voce che 
sospira nella tua mente, ed ad ogni tuo respiro 
incendia i tuoi polmoni come benzina.
Nell'oscurità lei ti appartiene, 
puoi farle ciò che desideri, 
i tuoi occhi mentre guardano febbrili il 
suo corpo mentre la seduci.
Ogni notte la attendi poiché il giorno e la sua
luce la portano via lontano da te, proibita come
un frutto troppo in alto.
Ogni notte la ascolti respirare.
OGNI NOTTE...


Ogni ulteriore parola, risulta superflua.

Saluti

martedì 14 maggio 2013

Aprir bocca per dar aria ai denti...

Meglio un giorno da leone
o cento giorni da coniglio?
Non si potrebbero fare 100
giorni da lombrico?

                                Lorenzo Reschiglian

Oggi leggere il giornale mi ha fatto una strana impressione, era come se leggessi il canovaccio di una brutta puntata di Zelig...
Una puntata di quelle venute male, una puntata che non vedrà mai le luci della ribalta...
Inizio con la rapina alla gioielleria, sapete quella dove il tossico di turno "armato" con pistola giocattolo, tenta di farsi consegnare l'incasso, ma l'unica cosa che si guadagna è un mortale proiettile dritto in mezzo al cuore?
L'avete sentito?
Bene...
E' notizia di oggi che il negoziante è stato denunciato per eccesso di legittima difesa...
Rido fino alle lacrime, lacrime amare però...
Ma in quale mondo malato abitiamo? Vorrei proprio vedere in faccia l'avvocato che ha deciso di portare in giudizio il gioielliere, avvocato che, sembra sia stato contattato dalla famiglia del rapinatore per aver giustizia...
Forse la famiglia avrebbe dovuto farsi viva un pò prima e con il proprio congiunto, forse non si sarebbero trovati in questa situazione, forse il ragazzo non si sarebbe trovato nella "necessità" di tentare una rapina, forse se la famiglia fosse stata davvero una famiglia unita, adesso sarebbe ancora una famiglia completa...
Forse banalizzo troppo, forse sono uno stronzo...
E mentre penso che nella stessa situazione avrei premuto anche io il grilletto, leggo che le vittime del picconatore sono diventate tre, nel articolo subito dopo scopro che durante l'interrogatorio di garanzia, l'assassino, riferisce che sono state delle "voci" a dirgli di far ciò che ha fatto...
Per quanto vi possa sembrare strano, gli credo, sono sicuro che abbia sentito delle voci, le voci dei suoi avvocati che gli hanno "consigliato" di passar per matto, così, altri avvocati ovviamente conniventi, potranno dar l'inizio al circo delle perizie psichiatriche con tutta la sequela di baggianate e prese per il culo...
Ma per quanto possa sembrarvi impossibile, c'è di peggio...
Eeeee, già, perché alla follia umana non c'è limite...
Poi, quando la follia va a braccetto con l'ignoranza, be l'accoppiata diventa devastante...
Vi ricordate che una delle vittime è stata freddata all'uscita di un bar?
Bene...
Alcuni abitanti del palazzo che ospita il suddetto bar, hanno rilasciato un'intervista nella quale si lamentano del comportamento dei gestori dell'esercizio, colpevoli a loro dire, d'essersi chiusi dentro il locale abbassando le saracinesche, lasciando di fatto il picconatore libero di agire...
Certa gente ha la faccia come il culo...
Ma cari i miei novelli Rambo, innanzi tutto non mi sembra che vi siate rovesciati in strada per fare la vostra parte, eppoi col senno di poi è facile criticare gli altri, ma voi, voi che tanto puntate il dito, voi che quel dito non l'avete mosso, voi, voi cosa avreste fatto nella stessa situazione? Siete proprio sicuri sicuri che vi sareste buttati all'inseguimento dell'energumeno? 
Seeeee, ipocriti cacasotto!
Io sono alto un metro e ottanta e misuro 100 chili di stazza, ma vi assicuro che avrei fatto lo stesso, anche io mi sarei ben ben nascosto, nascosto fin quando "la bestia" non se ne fosse andata...
Quindi, cari ignorantoni, non fate i "grandoni", fate come me, puciatevi dentro una vasca di brodo, o di Nutella o solo Dio sa cosa, immergetevi e lasciatevi andare, così forse potreste ritrovare i lumi della ragione...

Saluti

martedì 23 aprile 2013

Scissionismi...


Sono stato quel che sono stato,
sono quello che sono diventato,
diventerò quello che ora non so,
sarò quello che ancora non sono.
                                              Lorenzo Reschiglian

..."Dopo il discorso di Napolitano, con lo schiaffo ai partiti, si teme la scissione della sinistra"...

Scissione della sinistra.

Impossibile.

La sinistra non può dividersi, perché per dividere qualcosa, c'è bisogno che quel qualcosa sia unito...

La sinistra è morta, forse la sinistra non è mai stata viva, almeno, non la sinistra com'era intesa o sognata dagli uomini che furono di sinistra,  adesso essere di sinistra ha un che di sinistro, perché la sinistra, se mai lo fu, adesso ha comunque smesso quell'idea di rinnovamento e innovazione, non c'è più la spinta propulsiva contro l'immobilismo centrista o l'esagerato nazionalismo destrorso, ora è tutto uguale e fine a se stesso, basta rossi, bianchi o neri, adesso è tutto un monotono e spento grigiastro, tutto uguale e tutto ugualmente inutile.

La sinistra non è morta, la sinistra non è mai esistita, il "piccolo padre" si è dimostrato sterile e i figli acquisiti non avendo il sangue, ne l'essenza del progenitore, si sono persi e il risultato è sotto gli occhi di tutti, l'operato non supererà mai il giudizio del tempo, resta solo l'oblio di quel che poteva essere, nell'ombra di quello che è, cioè  un sogno in cui nessuno ha veramente creduto, un sogno che ha cominciato a sgretolarsi appena si sono aperti gli occhi..
Occhi che si sono aperti su i facili guadagni, sulle ricchezze effimere, sul possedere senza avere e sull'autocompiacimento personale.

Il comunismo è morto schiacciato dall'ego/ismo.

Lasciate che ve lo dica uno che a sinistra c'è stato, quel ragazzotto che ero, quello che stava con orgoglio fuori dalle scuole a distribuire volantini, quello che preferiva leggere piuttosto che andare in discoteca, io quello che cercava di avere delle idee proprie, mentre gli altri di idee non ne volevano, proprio io che andavo alle assemblee e rimanevo rapito dalle parole del "segretario", parole di ribellione e lotta, e anche parole di sogni e futuro, ma sempre parole in cui credere e per le quali lottare e lavorare.
Parole che sono rimaste parole e quel giovane, ispirato ed ispirante segretario, adesso fa finta di non conoscermi nemmeno, forse è solo che dall'alto della sua acquisita posizione, semplicemente non mi vede più...
Lui, come tutti quelli sopra di lui, non vedono più chi sta sotto, non hanno più nessun contatto col mondo che sta la sotto, con quel mondo fatto di persone normali, non sanno lassù che la realtà è quella la sotto.
Volano troppo alti per sapere, per comprendere cos'è la vita reale, loro moderni Icaro ma con ali d'oro, ali che non sciogliendosi al sole della giustizia, sempre li sosterranno nel loro inutile esistere...
Adesso a me è rimasto solo un pugno di inutili idee, gli altri, nel comodo sacco scrotale delle idee altrui, si compiacciono pascendosi e dimenticandosi di ciò che brevemente erano stati...
Una cosa sola mi "consola", ed è l'evidenza, l'evidenza per la quale, potremo cambiare sia i suonatori sia gli strumenti, ma la musica rimane e rimarrà sempre la stessa, noi sotto ad urlare, loro sopra senza nemmeno le orecchie...

Saluti

domenica 14 aprile 2013

Guardoni...

Un post scritto con il cuore...
E con altre parti del corpo che
iniziano con la "c"...
                                        Lorenzo Reschiglian

Premesse.

Cos'è un algoritmo? L'algoritmo è un procedimento che risolve un determinato problema attraverso un numero finito di passi. Gli algoritmi si utilizzano per "semplificare" o focalizzare parametri ben definiti di ricerca.
Semplificando, se un qualunque ricercatore vuole conoscere e circoscrivere una qualunque informazione, potrà, applicando il giusto algoritmo, non solo riuscire a catalogare l'informazione richiesta, ma avrà a disposizione anche a chi questa informazione può interessare...

Cos'è un "bacino d'utenza"?
Con bacino d'utenza, prima dell'avvento di internet e del mercato globale, si intendeva la capacità potenziale, in termini di popolazione, di una zona geografica rispetto ad un'altra, il bacino d'utenza era il dato "principe" nella scelta del dove insediare un'attività commerciale di grande distribuzione, con l'arrivo di internet, l'idea di bacino d'utenza, nel senso strettamente fisico, è stato sostituito da quelle che, virtualmente vengono riconosciute come, piattaforme commerciali, gli esempi più calzanti di queste moderne piattaforme commerciali sono i social network, cioè enormi contenitori di persone...

Queste due premesse torneranno utili nel prosieguo della lettura.

Ammetto le mie colpe, sono un fruitore di social network...
Ho due account di Facebook, uno personale l'altro come pagina, utilizzo giornalmente Twitter e in un certo qual modo, anche questo blog è una sorta di social, perché mi permette di raggiungere persone che manco so chi sono...
Ora, non credo ci sia niente di male ad avere un account su un qualunque social network, sempre che non ci si annichilisca davanti ad uno schermo dimenticandosi della vita reale, del resto anche la definizione "social network" è palesemente erronea, perché social deriva da sociale, socializzazione, quindi l'incontrare e socializzare con altre persone, ma come si può socializzare con un'altra persona, se quest'ultima non sappiamo nemmeno che faccia ha?
Ma regrediamo al discorso primario, ora il "vivere" su questi social network implica delle regole, alcune chiaramente scritte, altre dettate dal buon senso, alcune palesemente mosse da ancestrali paure...
Vorrei dire qualcosa proprio su quest'ultimo aspetto, delle ancestrali paure e di quello che smuovono nelle nostre menti...
Ogni tanto, invero molto raramente, mi trovo a pubblicare qualche foto, foto assolutamente normali, piccoli istanti di normale vita, quasi sempre riguardanti me o qualcosa che sto facendo, raramente mi capita di postare foto del mio pupacchiotto, anche in questo caso, foto assolutamente normali, vieppiù buffe perché lo ritraggono magari ridicolamente spettinato o con la faccia infilata in un enorme gelato, bene, al di la della situazione o del contesto, ogni volta che pubblico foto del piccolo, vengo tramortito di critiche, "e non si pubblicano foto di bambini"... "tu non sai chi vede quelle foto"... "c'è brutta gente che chissà cosa fa con quelle foto"...
Le critiche sono lecite.
Ma come al solito, forse, un pò si esagera...
Conosco perfettamente la piaga della pedopornografia e di tutto quello che ne deriva e consegue, so benissimo che i social sono fertile terreno di caccia per ogniqualsivoglia malato e mal'intenzionato e so anche che il 70% dei profili sono fake dietro i quali chissà chi c'è veramente, ma...
Ma la foto di un bambino che mangia un gelato è solo la foto di un bambino che mangia un gelato, io la pubblico perché mi piace o la trovo buffa, se qualcuno (????) guardandola si fa pensieri da apocalisse e inferno, io non ci posso fare niente e il pensiero che ciò possa accadere non deve in nessuna maniera limitare la mia libertà d'espressione, è chiaro?
Se avete ancora qualche minuto, vi spiego anche perché.
Così capirete anche perché all'inizio del post ho fatto quelle due premesse.
Avete fatto caso che le pubblicità sui social network sembra che ci conoscano? A parte quando ci chiamano proprio per nome "Lorenzo vuoi allungare il tuo pene? Clicca qui!!"... Normalmente i banner che ci ritroviamo danno la sensazione di sapere perfettamente quello di cui necessitiamo, consigliandoci questo o quel prodotto/servizio, il tutto con una puntualità che ha del incredibile, quasi del magico...
Ma non c'è proprio niente di magico, tutt'altro, la cosa ha una spiegazione molto, molto terrena e sono gli algoritmi di cui dicevo all'inizio, ora questi algoritmi monitorano quello che facciamo mentre siamo sui social, conteggiano e ricordano tutti i nostri "mi piace" tutto quello che leggiamo e condividiamo, così poco a poco cominciano a "conoscerci" e di conseguenza, mirano sulle nostre aspettative le loro pubblicità...
Bello vero?
Quantomeno affascinante, vuol dire che esiste, per ognuno di noi, una mappa ben precisa di chi siamo, cosa vogliamo, cosa sogniamo, ecc ecc...
Tutto questo, l'avete capito, ha solo una mera e utilitaristica valenza monetaria, noi siamo il bacino d'utenza, la rete è un enorme centro commerciale...
Vi state chiedendo cosa c'entra tutto questo con i malati di mente che si toccacciano guardando foto di bambini che mangiano gelati?
Allora siete dei tontoloni...
Avete capito che con il giusto algoritmo, chicchessia sa perfettamente cosa vogliamo comprare e come vogliamo spendere i nostri denari? Si? bene... 
Quindi c'è sicuramente un algoritmo che se giustamente indirizzato, può riconoscere anche i gusti e le necessità malate di quella gente malata, gente che una volta riconosciuta tramite gli indirizzi "ip" dei loro account, non le si manda pubblicità o consigli per gli acquisti, ma li si va direttamente a prelevare con le forze dell'ordine, forze dell'ordine che avranno cura di accertare la natura della degenerazione, e prendere le giuste soluzioni.
Volendo si può, non si fa perché nessuno ha trovato come trarne un profitto, ma volendo si può...
Detto ciò e per chiudere questo chilometrico post concludo dicendo, il male è nascosto dietro ogni ombra, ma le ombre più scure le fa chi si muove sotto il sole...

Saluti

sabato 13 aprile 2013

Non leggete questo post

Se siete ferventi cattolici,
se siete noiosi benpensanti,
se siete dei menefreghisti,
se siete persone "normali"
Non leggete questo post.
                           Lorenzo Reschiglian

Ok, sono contento, vedere in televisione che una creatura, nata prematura, molto prematura, sta bene e ha ottime possibilità d'avere una vita normale, mi riempie di gioia, sono un genitore e da genitore non posso che essere felice, sono felice e penso: la vita, contro ogni aspettativa, vince sempre...
O quasi...
Si perché è di poche ore fa la notizia di quel feto trovato abbandonato e morto sotto un ponte...
Spero che i "genitori" di quella povera vita mancata, abbiano a vivere una vita di merda e ancor di più spero crepino tra indicibili sofferenze!
Sento già i soliti ben pensantoni lamentarsi...
"prima di giudicare bisogna sapere cosa è successo"... "forse è la vittima di uno stupro"... "forse una famiglia difficile"... "prostituzione"...
Forse, cari ben pensanti, non ve l'ho mai detto, ma potete andare tutti affanculo!
Potete pensare e dire qualunque cazzata vi giri per quelle teste bacate che avete, per me non esiste nessun motivo per abbandonare così un figlio!
Ma che razza di schifosi bastardi devono essere?!
Non li giustifico ne li giustificherò mai e poi mai!
Viviamo nel più ridicolo, patetico paese dei balocchi di tutto il mondo, un paese "governato" da ladri, imbroglioni, puttane e puttanieri, un paese dove tutte le categorie appena citate sono protette e tutelate, quindi voi, snaturati "genitori" rientrate sicuramente in una di queste categorie e quindi, non avete nulla da temere, potevate scodellare il nascituro in una qualunque struttura all'uopo prevista, nessuno vi avrebbe detto nulla, voi vi sareste tolti l'impaccio e il piccolo avrebbe avuto la sua vita, vita che senza voi merde intorno, sarebbe stata ottimale...
Ma no... 
No, non si può, siete talmente bestie da non aver nessun rispetto per le vite che non sono le vostre e siete talmente ignoranti da non saper niente del paese che vi "ospita", paese che manda gli innocenti in galera e tutela le schifezze come voi!
Dovete morire tra indicibili sofferenze e ogni giorno di questa vostra, spero, lunga agonia, deve essere devastato dai rimorsi per ciò che avete fatto...

Saluti

giovedì 21 febbraio 2013

Ne resterà uno solo...

Veniamo dalle remote profondità del 
tempo, ci muoviamo silenziosamente, 
attraverso i secoli, vivendo vite segrete, 
lottando per arrivare al grande incontro: 
il giorno in cui i pochi superstiti si batteranno, 
finché resterà uno solo di noi. 
Nessuno sapeva che eravamo tra di voi... 
fino ad ora. 
                                                     Highlander

Ci sono dei reality che mi piacciono, quasi tutti parlano di cucina, adoro il caratteraccio di Gordon Ramsay, la fresca semplicità di Jamie Oliver e le sorridenti bontà di Benedetta parodi...
Quest'anno ho seguito tutto Master Chef, con umori alterni e come sempre, non ha vinto quello che secondo me meritava...
Ma del resto chi sono io per decidere?
Vabbé, Master Chef è finito, ha vinto quella falsona, opportunista, imbrogliona e antipatica di Tiziana, a suo favore si deve ammettere che è migliorata molto e l'enorme esperienza accumulata, anche precedentemente alla competizione, certamente hanno fatto peso nel giudizio finale, comunque sia mi stava veramente sulle scatole...
Buon per lei, il tempo darà ragione a lei, rendendola famosa oltre la tivù, o darà ragione a me facendola sparire, dimenticata nell'oblio della noiosità culinaria...

Archiviamo il discorso...

Anche perché, ogni volta che seguo un reality, l'unica vera considerazione che mi rimane è questa: Mi sembra un contro senso che per diventare famoso e "visibile" si debba, anche imbrogliando e giocando sporco, eliminare tutti i contendenti per assicurarsi una solitaria vittoria...
Cioè, faccio fuori tutti, mi isolo sempre più per raggiungere il premio finale, e il premio finale è, un infinito bagno di folla e notorietà...
Secondo me è una buffa follia, ma questa mia affermazione è ammorbata dalla mia quasi totale mancanza di senso della competizione...
Capiamoci.
Anche a me piace "crescere" e migliorarmi, ma sia la crescita che il miglioramento, non devono essere fini a loro stessi, devono perseguire un senso comune e comunque utile non solo per me, ma soprattutto, la via per il raggiungimento del risultato deve essere scandita da "vittorie" pulite, cioè dettate dall'impegno, dalla condivisione e dallo scambio interpersonale, scambio che deve portare al confronto e confronto che deve portare all'ottimizzazione e al riconoscimento delle peculiarità personali, col risultato finale di trovare le giuste competenze da delegare alle giuste persone, alla fine il leader cresce ed emerge in maniera naturale, leader che sarà accettato e seguito proprio perché "coltivato" all'interno del gruppo...
Purtroppo la meritocrazia è utopica al pari della vera fede...
Così in alto non si trova chi è giusto che ci sia, ma solo il più "furbo"...
La storia, l'attualità e la realtà odierna, sono perfetti testimoni di questa malata situazione, con il risultato che viviamo tutti i giorni...

E' giusto o sbagliato? Deciderà il televoto...

Saluti

lunedì 4 febbraio 2013

Fravide Dancesca

Le loro figure si stagliarono nel
rosso tramonto, camminarono 
mano nella mano fino a quando
raggiunsero il castello, li poco
dopo si sposarono con una gran
festa e vissero felici e contenti,
per sempre... 
Ma andate a cagare!!
                                           Lorenzo Reschiglian

Mettiamo le cose in chiaro subito, se siete tra quelli che credono nel colpo di fulmine, nell'amore infinito e in tutte quelle vaccate tipo, chi si somiglia si piglia o gli opposti si attraggono, lasciate perdere, non leggetevi questo post...
A meno che, non vogliate imparare qualcosa di nuovo...
Ok?
Bene...

L'amore perfetto non esiste. Punto e basta.

Le favole sono favole, la realtà è la realtà.

Facile vero?

Vero!!

Oggi ho avuto la conferma ad una mia convinzione...
Doverosa premessa.
La storia con Odette, mia moglie, non è iniziata in un modo prettamente "convenzionale"...
Solitamente la vita, e la trasposizione che i vari media ne danno, ci mette alla ricerca dell'anima gemella in una maniera che non ha nulla, o quasi, con la realtà, le favole non sono quelle scritte dai vari, Grimm, Perrault o chi che sia, le favole sono quelle che tutti i giorni ci vengono propinate dalla televisione e dai giornali...
I media per coprire le pessime verità quotidiane, ci rimpinzano di mappazzoni preconfezionati di amori "impossibili" che si avverano, tutti questi amori, chi più chi meno, iniziano così: Io ti guardo, tu mi guardi, io ti piaccio tu mi piaci, qualche schermaglia idiota, poi l'amore incondizionatamente eterno...
Con Odette non fu così per niente...
Entrambi uscivamo da periodi negativi, quindi non avevamo la necessità di metterci insieme, così, in un certo modo, ci siamo "usati" a vicenda, parlandoci moltissimo, scaricandoci addosso tutta la marceria che ci portavamo dentro, niente coccole, niente doppi sensi, niente di niente, solo un continuo vomitarci addosso merda...
Con quelle premesse, non ci saremmo certo aspettati di metterci insieme, e per un certo periodo così è stato, ma ad un certo punto le robe brutte finiscono, ma non era finita la voglia di parlarci e vederci, e così abbiamo cominciato a parlare delle cose che ci piacciono e dei nostri sogni, delle aspettative e così via, allora e solo allora, abbiamo capito che poteva esserci qualcosa di più e ci siamo messi a cercare cosa potesse essere quel di più, stiamo cercando ancora adesso... Ci piace un sacco cercare...
Quindi nella mia testolina ha cominciato a formarsi un pensiero diverso, seguendolo ho cominciato a ripulire le mie "consapevolezze" dai falsi imput inculcatimi negli anni, e improvvisamente mi si è aperto un mondo nuovo e diverso...
Ho capito che l'amore, quello vero, non nasce quasi mai da storie tutte rose e fiori, è decisamente più facile che nasca da profondi pozzi neri, pozzi dai quali non riusciremmo ad uscire da soli e dai quali nessuno ci aiuterebbe ad uscire, a meno che, non ci sia dentro a sua volta...
Ma fino ad oggi questa teoria è stata assolutamente una mia idea...
Fino ad oggi...
Cos'è successo oggi?
Oggi ho capito che quello che è successo a noi, in un certo modo, è successo anche ad una coppia di miei amici...
Anche loro non si sono "fulminati" a vicenda, anche loro non hanno iniziato a frequentarsi in modo "convenzionale", anche loro all'inizio non pensavano che potesse funzionare, anche loro si sono svuotati a vicenda, poi una volta vuoti hanno cominciato a riempirsi vicendevolmente, e così facendo, hanno capito di non essere più soli...
Bellissimi...
Chi sono?
Non ve lo dico, ho sempre paura che l'invidioso di turno venga a rompere le palle, sappiate che:
Lei, beh lei e una delle donne più incredibili che io abbia mai conosciuto, capace di sostenere cadute rovinose e di trovare sempre la forza di risollevarsi...
Lui, beh lui ancora non lo conosco bene, ma da come li vedo insieme, direi che avrò molto, moltissimo tempo per conoscerlo...
Vi voglio bene...
Saluti

sabato 2 febbraio 2013

Non è più un tabù!

Sapete che c'è?
I tempi cambiano!
Anche se il più delle volte,
sono tempi che ritornano...
                                             Lorenzo Reschiglian

Noi si nasce nudi...

Non mi riferisco al momento del parto, anche se effettivamente, anche quelli che nascono con la camicia, veramente l'indumento non l'indossano...
No no, quello che intendo è che noi, come esseri umani, o umanoidi o ominidi, in origine, si nasceva e viveva nudi, ed era normale così, cioè se non c'erano necessità climatiche, era assolutamente normale andare in giro nudi...
Il pudore, la pudicizia, sono invenzioni moderne...
La chiesa da la colpa a quella poco di buono della Eva e del suo essere vegetariana, lei e quella sua stupidissima mela, anche Adamo non era proprio un furbone, certo lo capisco, pover'uomo, hai lì la prima donna che vedi, anche perché è proprio la prima donna in assoluto, e lei da prima donna che è, fa la prima donna andandosene in giro vestita solo di una, seppur griffatissima, foglia di fico, l'Adamo ci casca come un fico, anzi come una pera cotta o meglio, con una mela cruda!
Del resto in quel momento, nel semplice cervello del povero Adamo, c'era una gran confusione ortofrutticola, vedendosi arrivare lì l'Eva, con quei suoi due meloni e una prugna nuova nuova, esclama: Bella patatona! E' già nel panico, la patatona si avvicina, e lui sente la propria banana diventare, dapprima una zucchinella eppoi un discreto cetriolo, l'improvviso scambio sanguigno, manda in marmellata il cervello, così quando la patatona prugnomelonata, tende la mano melo fornita, quella cotognata dell'Adamo, con l'unica mano libera, l'altra sta forsennatamente sbucciando il cetriolo, prende la stramaledettissima mela e se la magna!
Scatenando le ire dell'altissimo!!
L'Altissimo guardando la scena non riesce a capire chi e perché ha depositato delle opere dell'Arcimboldo nel suo paradisiaco giardino, ma passato il breve momento di confusione, tra gli ortaggi scorge i due cretini ancora intenti a giocare con le pecette della melinda, decide così di cacciare quegli immondi minestroni fuori dall'Eden, così in quattro e quattrotto, i due sono a spasso nel deserto e si accorgono, per la prima volta, d'essere nudi...
Cosa fare?
Lei si è iscritta al movimento Femen...
Lui, beh lui è ancora lì che sbuccia forsennatamente il cetriolo...

I secoli passano e i vestiti diventano comuni, anzi, indispensabili, gradualmente abbandonano la semplice funzione pudicoclimatizia, diventando addirittura oggetti da ostentare...
E i corpi sottostanti?
Beh, i corpi sono stati lungamente e abbondantemente coperti e nascosti, poi un pò alla volta, piccole porzioni di pelle hanno cominciato a fare capolino tra le coltri, poi porzioni sempre più abbondanti, almeno per le donne, sempre di più sempre di più fino ad arrivare a confezionare interi guardaroba utilizzando pochi francobolli di tessuto...
Ora il corpo nudo è tornato di moda, ma solo per scopi pubblicitari o per sottolineare una qualche forma di protesta...
Oramai qualunque scusa è buona per mostrar chiappe e capezzoli, spesso l'unica cosa che rimane di queste proteste sono proprio le foto di quelle chiappe o capezzoli, tutti si ricordano quante chiappe c'erano, ma nessuno sa per cosa quelle chiappe protestavano...
Misteri della mente umana...
Sta di fatto, non credo passerà moltissimo, prima o poi anche il nudo diventerà banale e come tutte le cose belle, il diventar banali significherà che lo faranno tutti, così ci troveremo in giro biotti come vermi a sbavare guardando cartelloni che pubblicizzano lunghe palandrane e cappotti...
La moda, le mode, si sa sono cicliche, così gira che ti rigira, prima o poi tutto il già visto tornerà ad essere una novità...
Saluti

mercoledì 30 gennaio 2013

79 centesimi...

Che il mondo vada a rotoli è
sotto gli occhi di tutti, quello
che molti di questi tutti non
sanno, è che pure loro ne
hanno colpa...
                                    Lorenzo Reschiglian


Un antico adagio recita così: Tutte le cose migliori della vita sono gratis...

E' vero, l'amicizia, gli abbracci, l'amore, i baci, il fruscio delle foglie, i pettegolezzi e le maldicenze, sono tutte gratis e con loro decine e decine d'altre cose...
Ma se posso capire che sia facile, e auspicabile, tenere le emozioni e i sentimenti fuori dalla commercializzazione, è altre sì vero che tutto quel che comporta un servizio, uno scambio o che rientri nel mondo della "domanda che genera l'offerta", debba invece essere assoggettata ad un equo ritorno economico...
Tutto ha un costo, anche quando sembra gratis...
Prendiamo ad esempio i fenomeni moderni, i social network, Facebook è gratis? Verrebbe da dire di si, ed in effetti non costa nulla registrarsi, ma visto che non costa nulla, com'è possibile che il Sig. Zuckerberg sia plurimiliardario?
Buffo?
Mica tanto, come mica poca è la pubblicità che ci sorbiamo sulle nostre bacheche, anche su questo blog sono stati inseriti degli spazi pubblicitari, ma a me non me ne ritorna nulla, evidentemente Zuckerberg è più furbo di me...
Comunque, tutto si paga e tutto ha un prezzo, semmai la differenza sta nel come quei soldi vengono guadagnati, cioè, si può fare come Facebook, che i guadagni li spilla goccia a goccia, quasi subdolamente, oppure si può pretendere un chiaro esborso monetario a fronte dell'elargizione di un bene o servizio...
Il tutto sembra molto semplice, e stranamente è proprio così semplice come sembra, è come andare dal panettiere, chiediamo del pane, il pane ci viene dato, paghiamo il pane, mangiamo il pane senza che nessuno ci porti al gabbio...
Tutto chiaro?
Fame, negozio, soldi, pane, gnam gnam, basta fame...
Ma proviamo a cambiare uno degli addendi...
Mettiamo che il panettiere, per farsi pubblicità e per trovare clienti dica: Volete il pane? Prendetelo da me, per un anno è gratis, poi si vedrà...
Cosa fate voi? Pensate, il pane mi serve, per un anno è gratis, poi si vedrà...
E così per un anno, tutti che si abbuffano di pane e il pane è così buono, che non ci si accorge che l'anno passa, ma quello passa anche se non c'è ne accorgiamo, e così tutto d'un tratto "scopriamo" che adesso quel pane, quel buon pane, quell'ottimo pane che ci si sbafava senza pensieri, quel pane adesso dobbiamo pagarlo...
Vita ingiusta e destino improbo!
La sommossa popolare è inevitabile!
Il popolo dice: Per un anno ci avete abbuffato, perché non volete continuare ad abbuffarci!
E il panettiere ribatte: Ma lo sapevate benissimo che la cosa sarebbe durata solo un anno!
Ma il popolo non ci sta, scende in piazza e dice: Se c'è lo fai pagare noi il tuo pane non lo prendiamo più!
E a sua volta il panettiere: Popolo, non hai capito un tubo, se non paghi sono io che non ti do più il pane!!

Chi avrà mai ragione?
Non lo so, non sono un economista e comunque parteggio per il panettiere...
Anche perché io sono uno che il pane gratis se l'è gustato felicemente e anche a me il panettiere ha detto che adesso quel pane dovrò pagarlo...
Bene, dico io, e quanto mi costerà?
79 Centesimi all'anno, risponde il panettiere...
79 Centesimi all'anno? Dico io, ma è una miseria!
79 Centesimi all'anno è come dire gratis, solo con l'accento diverso...
Quindi tutta questa sommossa popolare per 79 micragnosi centesimi all'anno?!
Accidenti in che vergogna di mondo viviamo...
Caro WhatsApp, forse è proprio meglio se ti metti a fare il panettiere...
Saluti

lunedì 7 gennaio 2013

A ben pensare, si ben pensa. (e si rompono pure i coglioni)

Se l'uomo fosse destinato a pensare, 
non avrebbe gli orecchi.
                                                    Arthur Schopenhauer

Avete letto il post del 5 di questo mese? Se no, cliccate Qui , se si, continuate a leggere...

Ogni tanto affronto e scrivo di argomenti pregnanti, situazioni personali o meno, che mi coinvolgono profondamente, situazioni per le quali sento il bisogno di confronto, il confronto lo cerco proprio scrivendo su queste pagine, ammetto che spesso rimango stranito nell'osservare che questi argomenti e il tanto cercato confronto, rimangono totalmente disattesi, poi constato quanto è buffo come alle volte degli scritti che ritengo innocui, faceti se non propriamente vanesi, invece scatenino delle reazioni incredibili, esagerate se non addirittura spiazzanti...
E' il caso del post dell'altro ieri...
Il post in questione è uno di quelli che io archivio alla voce "leggerelli", il post è leggerello perché affronta un argomento simpatico e lo fa in maniera spensierata...
Apriti cielo...
Sono stato massacrato da un orda furibonda di ben pensanti...
Chi sono i ben pensanti?
Non lo so, forse il lato luminoso della vita, forse la coscienza collettiva, forse degli spacca palle che non hanno un tubo di meglio da fare che, ben pensare...
Ma poco importa chi sono, importa di più quel che dicono...
E cosa dicono?
Beh, per farla breve mi hanno dato del becero ignorante maschilista e sciovinista...
Se non ci fosse Wikipedia, manco sapevo cosa volesse dire essere sciovinista...
Beh, non è bello essere uno sciovinista, se lo fossi intendo...
Il tutto perché?
Perché i ben pensanti, pensano che non sia affatto un gioco, dilettarsi col doppio senso, soprattutto e peggio, se quel doppio senso implica una qualche furberia sessuale, cioè se le allusioni servono solo al raggiungimento di una qualche mira personale, mira che ha come unico bersaglio, appunto "sondare" le disponibilità sessuali dei, chiamiamoli così, contendenti...
Eeeeeee...
Forse, e dico forse, forse si è fatto l'uovo fuori dalla cavagna...
Mettiamola così, è assolutamente vero che il gioco del doppio senso mi diverte oltre misura, è altre sì vero che lo applico solo e solamente con controparti femminili, e per finire, è assolutamente vero che, per me, è un gioco prettamente sessuale, almeno nelle allusioni...
Ma.
C'è un ma grosso come un grosso ma...
Volendo ammettere, e non avrei nessuna paura a farlo, volendo ammettere anche quello che non è, cioè un sistema per crearsi "occasioni" sessuali, e volendo pure confermare l'antico detto Fiorentino che recita: Tira più i' filo di una sottana che un carro di buoi della Chiana, anche volendo ammettere tutto ciò, io trovo che ci sia qualcosa che non va...
Mi spiego.
Le persone con cui "chatto", sono sparse quà e là, alcune mediamente vicine come, Padova, Torino, Firenze, altre non così prossime come Roma, ma arrivo anche in Francia e Portogallo e alle volte salto tutto l'oceano per finire in America...
Detto questo, e rileggendo il proverbio Fiorentino, potrei concedervi il fatto che, alla guisa del miglior Machiavelli, io mi metta a tessere delle complicatissime trame per abbordare la decerebrata di turno e irretirla fino a convincerla che sono un raro esemplare di maschio, e fin qui ci può stare, visto che che è l'assoluta verità, ma poi le cose, già non semplici, si complicherebbero in modo direttamente proporzionale alla lontananza dell'irretita...
Perché attingendo alle mie incredibili capacità convincitorie, potrei forse far digerire a mia moglie un improvviso viaggio di lavoro in un'altra regione, forse anche a metà dello stivale, ma non ci sarebbe balla abbastanza grande per farmi uscire dai patrii confini, o per farmi star fuori per più di un giorno...
Ma anche fosse, anche se riuscissi a organizzare il più spettacolare degli appuntamenti, avrebbe senso incasinarsi così tanto la vita per incontrare una donna? Col neanche tanto velato rischio di ricevere un bel due di picche?
Ha un senso impiegare così tanto tempo, fatica e denaro, sapendo che mi basterebbe uscire di casa, fare poche centinaia di metri e dopo una semplice transazione economica, "soddisfare" le mie impellenze fisiche senza nessuna menata? Senza dover far finta che mi interessi qualcosa della sua vita?
Direi che un senso proprio non c'è...
Quindi cari i miei ben pensanti, smettetela di ben pensare e nel tempo libero che vi si creerà dal non ben pensare più, fate una capatina tra le grazie dei vostri partner, prima che questi ultimi si mettano a cercare chi preferisce agire piuttosto che ben pensare...
Saluti