giovedì 26 gennaio 2012

Mai guardarsi indietro

Non ricordare il giorno trascorso e non 
perderti in lacrime sul domani che viene: 
su passato e futuro non far fondamento, 
vivi dell'oggi e non perdere al vento la vita. 
                               Omar Khayyam


Sono le situazioni difficili a tirare fuori il meglio, o il peggio, dalle persone.
Il naufragio della Concordia, ha dato vari esempi di entrambe le casistiche.
Ma non voglio parlare della più grande figuraccia della marina Italiana.

Viviamo in brutti periodi.

Vedo cose che gli altri non vedono.

Sapete già che faccio uno strano lavoro, questo strano lavoro mi porta a contatto con decine di persone, il più delle volte superficialmente, anche se non ho il classico approccio "venditore/cliente", la grande maggioranza delle "transazioni", avviene in maniera estremamente professionale, quindi, anche se non sono un freddo martellatore, dal momento dell'approccio a quello dei saluti, passano pochi efficientissimi minuti...
Mi conoscete, sapete che non mi piace, è necessario che la cosa sia così, un po per ottimizzare le "entrate" un po perché, con alcuni clienti è così, non si deve andare oltre.
Poi ci sono gli altri, quei clienti che per un motivo o per l'altro, non sono più clienti, ma amici, di questi amici, alcuni sono diventati punti di riferimento, non solo per la filosofia lavorativa, ma soprattutto per il loro modo di affrontare la vita, e di conseguenza, il lavoro. 
Di alcuni ho già parlato, Francesca, Valerio, Gloria, Annabella, Patty, Davide, Debora, Rosella, sono persone speciali, perché a vario titolo e con modi diversi, ognuno di loro, mi ha insegnato qualcosa, a volte per il lavoro, ma soprattutto, per la vita.
Oggi ero a Omegna, nella zona del centro commerciale, dietro a ciò che resta del "trony", c'è un barettino, piccolo, quasi nascosto, roba che potresti anche non vederlo passandoci davanti, anche il nome potrebbe far impensierire, "la grotta"...
Però, al di la dell'ubicazione o del nome, l'entrarci anni fa, mi regalò la fortuna di conoscerne il titolare, Marco.
L'anacronismo fatto persona.
Bravo, competente, esperto, esigente, pignolo e appassionato, tutte qualità che si trovano in consumate vecchie volpi del bancone, non in un allegro trentottenne...
Doveva nascere due o tre secoli fa, perché è un "signore" d'altri tempi, dietro a quella faccia sempre sorridente, si nasconde un gentleman, o meglio, un Cavaliere, gli manca soltanto il cavallo bianco...
Non vi dirò perché oggi fosse a pezzi, non me lo perdonerebbe.
Lui, è solo l'ultimo della lista, una lista sempre più lunga, una lista di persone che malgrado le sconfinate attitudini, sono costrette a lasciare ciò che fanno, che hanno e che amano, perché "schiacciate" dallo schifo imperante.
Oggi, lavorare bene, onestamente e con dedizione, è da idioti, perché non c'è più nessun riscontro, c'è sempre meno gente che capisce la differenza tra un buon caffè e la sciacquatura di piatti, tra un vino fatto con l'uva e il vino nel tetrapak, tra un formaggio d'alpeggio e una suola di scarpone...
Marco prima o poi dovrà smettere, non si possono lavorare 15/16 ore al giorno solo per il piacere di fare quello che si ama fare.
E' un peccato.
Saluti.

mercoledì 25 gennaio 2012

Bionde o more?

Dio creò la donna e, 
a dire il vero, da quel 
momento cessò di 
esistere la noia; ma 
cessarono di esistere 
anche molte altre cose. 
La donna fu il secondo 
errore di Dio.
                                 Friedrich Nietzsche


L'essere umano è un mistero, nel senso, che è una sorpresa continua, quando credi di poter dire: Ho capito, scopri solo di essere in alto mare, su un guscio di noce e senza pagaie...

Per quanto ne so, sono un uomo...
Beh, non esageriamo, sono un maschio, che a volte è tanta roba...
Accontentatevi...

Come tutti i maschi del mondo, sono preso da mille manie, mi piacerebbe fare quello, vorrei dire così, vorrei sembrare cosà ecc ecc...
Ma sono un indolente, pigro, inconcludente, logorroico e asfissiante, mi rendo conto che a volte, sopportarmi è una missione, probabilmente riuscirei a tirare fuori dagli stracci anche un Mandela che si fa spugnature di Benzodiazepine...
Stasera, chiacchieravo con la mia anima, per chi non lo sapesse, la mia anima è una donna mora e fascinosa che predilige abiti dai colori sgargianti, non c'era un discorso definito, saltavamo un po da palo in frasca senza una logica, così come sempre accade quando si parla in libertà, cioè senza paura di essere fraintesi, come dite? E' impossibile che l'anima fraintenda? Niente di più facile! O volete farmi credere che non vi siete mai mentiti addosso?
A parte ciò, la mia anima rimuginava un po su alcuni recenti accadimenti, la difficoltà della vita moderna, i problemi economici, la precarietà del lavoro unita alla poca serietà di chi il lavoro te lo da, al bisogno di "evadere" e all'insulsaggine delle persone...
Forse dovrei avere un'anima bionda, col fisico mozzafiato ma completamente citrulla, così non mi rompe le scatole e dice sempre si, qualunque cosa le chiedo...
Perché bionda? Chiede la mia anima, perché, rispondo, è lo stereotipo perfetto della fatalona tonta...
Ma sarà poi vero?
C'è poi così tanta differenza?
Gli uomini sognano le bionde ma sposano le more?
Una tinta, può salvare una tonta?
La rossa de cavei è avida de osei?
E se fosse calva? 
Sono confuso...
La mia anima mora, ride...
Nella vita reale, come funziona? Se guardiamo verso la "casta" dirigente, di bionde non ce ne sono, anni fa, quando la politica era seria, Cicciolina e Moana Pozzi, hanno sdoganato la bionda intelligente, oggi, le Carfagne e le Gelmine, hanno affossato la mora intelligente, benché le basi di partenza non fossero dissimili...
E quindi?
Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr!!!
Che ne so!!
Gli stereotipi non mi sono mai piaciuti, le classi e le classificazioni ancor meno, ognuno e unico e perfetto a suo modo, la fortuna, se mai, è trovare due unicità che possano coesistere, nutrendosi vicendevolmente del proprio "io", offrendolo all'altro e ricevendolo di contraccambio...
L'anima non si può scegliere, spesso non si ha neanche la fortuna di conoscerla, ma quando succede, il mondo diventa più grande e la vita stessa, ha un sapore completamente diverso, più ricco, saporito e vero...
Saluti.

martedì 24 gennaio 2012

Sesso! Sesso! Sesso!

L'esperienza non serve. 
La vita, non ripetendosi 
mai, s'improvvisa sempre. 
Vivere è sempre sbagliare 
strada, non trovarsi dove 
si pensava, dove si sa, o 
meglio non si vive, 
si pensa di vivere.
                              Marcel Jouhandeau


Il titolo non c'entra quasi un tubo, è un esperimento "scientifico", voglio vedere se davvero con un titolo ad "hoc" si guadagna più "visibilità"...

Le statistiche della settimana mi daranno i risultati...

Comunque, il vecchio proverbio che recita: Tira più un pelo di f..a che un carro di buoi, sembra ancora validissimo oltreché attualissimo, basta sfogliare un qualunque quotidiano o rivista, per averne la conferma, perché, tolti i vari articoli su: Schettino meglio di Houdini, mezzi pesanti rivolta intera, spread ubriaca come lo spritz e Celentano, il molleggiato resta rigido sulle sue posizioni, tutto il resto, quindi la stragrande maggioranza delle notizie, è direttamente o indirettamente collegata al sesso e i suoi derivati...
Così, forse per alleviarci dalle brutture quotidiane, i giornali ci fanno sapere che anche Re Juan Carlos cercò di "schiacciare" con Lady Diana, che nei vari grandi fratelli, nostrani o esteri, si fa o millanta sesso di ogni genere, dal classico uomo con donna, al non più nuovo, uomo uomo e donna donna, ma anche gli innovativi, uomo con bistecca nel termosifone, donna con ortaggi, uomo con aspirapolvere, donna con chihuahua, ortaggi con aspirapolvere, chihuahua con bistecca, termosifone con aspirapolvere...
Cosa si evince da tutto questo? Innanzitutto, che i vari grandi fratelli, per fare audience, non sanno più che "pesci" pigliare o come pigliarli, e secondariamente, che l'aspirapolvere tromba un sacco!
Eppoi, bionde che fanno strane manovre sugli scogli, ex modelle con figlie modelle, ex miss italia che pubblicizzano le prestazioni dei mariti, le "isolane" che sono tutte gnoccolone e gli "isolani" che sono quasi tutti gay o indecisi, la Marcuzzi che a furia di mangiare yogurt è talmente secca che gli abiti non le stanno addosso e dulcis in fundus, dopo spasmodiche ricerche e migliaia di falsi avvistamenti, gli esperti hanno deciso che, al pari dell'uomo delle nevi e del Sasquatch, il punto "G" non esiste...
Meno male, mi sento sollevato, e non per il punto g, che per me è sempre stato un'irrealizzabile, introvabile, irraggiungibile sogno, no, sono sollevato perché ero convinto che il Sasquatch esistesse e fosse il mio vicino di casa...
Il sesso, oltre ad essere ancora il più divertente sistema per riprodursi, è e rimarrà il più potente mezzo pubblicitario esistente al mondo, perché tutti ne parlano e tutti sono curiosi, sia chi lo segue normalmente, sia chi lo critica, sia chi lo vorrebbe abolire, perché anche questi ultimi, per parlarne male, devono prima "informarsi"...
Il sesso smetterà mai di avere questo ruolo "centrale" nella vita di tutti i giorni?
Personalmente spero di no.
Non è più tempo di sciocchi tabù, è tempo di informazione e conoscenza, solo così si elimina la malata "morbosità" che ne rovina l'utile bellezza.
Saluti.

lunedì 23 gennaio 2012

Bambini di 40 anni...

Col tempo si impara che l'età 
anagrafica ben poco conta ai 
fini della maturità, così, si 
trovano giovani che sono vecchi
dentro, vecchi con animi da 
Peter Pan, ma anche uomini 
"maturi" che si nascondono 
dietro finte scuse di presunte paure...
                                       Lorenzo Reschiglian


Il mio "ipertrofico" lato femminile, piange.

Oggi, per l'ennesima volta, ho visto una mamma piangere, le lacrime non sono uscite dagli occhi, li hanno "solo" riempiti, ma erano lì e gridavano il loro bisogno di scorrere.
Io le ho viste e mi hanno fatto male.
Le lacrime non erano dovute a ciò che una madre si aspetta, non erano lacrime di felicità,  ne lacrime d'orgoglio, erano lacrime di dolore, ma non dolore per un figlio che, ormai grande, prende la sua strada, ne per un figlio che si "perde" o perso...
Peggio.
Erano lacrime per un figlio che non c'è.
Ho già scritto di questo argomento, di donne che si infliggono enormi patimenti in nome di qualcosa che sempre più spesso confondono con l'amore.
La donna, qualunque donna, nasce mamma, è la natura delle cose, non ci si può "naturalmente sottrarre", chi ci riesce, forzatamente, rincorrendo chissà quale necessità, si fa solo del male e mette le basi per una vita vuota e malinconica...
Avere un figlio, per me non significa "donare la vita" ma "donarsi la vita", donarsela vicendevolmente, una donna e un uomo che donano l'uno all'altra il vero significato della parola "amarsi".
I figli sono amore e nell'amore devono essere concepiti e cresciuti.
Vi sembra complicato?
Non lo è affatto, basta lasciare che le cose vadano per la giusta strada, e se questa strada è percorsa dalla coppia, guardando entrambi nella stessa direzione, tutto avverrà naturalmente.
Purtroppo, non sempre tutto va per il meglio.
Sempre più spesso, i ritmi di questo mondo malato, ci obbligano a scelte diverse, io per primo mi stramaledico per aver "cominciato tardi"...

Oggi, chiacchierando con questa mia amica, scopro che il figlio non c'è, per motivi che nulla hanno a che vedere con limitazioni fisiche, o meglio, in un certo senso si, perché il problema è l'età, non che i 37 anni di lei siano un limite, è una splendida donna in forma smagliante e, come già detto, con una voglia di maternità tanto evidente da farla diventare luminosa, il problema, tanto per cambiare, è l'altra metà dell'intero, il lui della situazione...
L'uomo, se così si può dire...
Che come al solito, fornendo migliaia di "ottime" motivazioni, procrastina l'argomento, cercando d'arrivare all'età del "dai sono troppo vecchio per queste cose"...
Motivazioni dicevo, leggiamo "scuse", migliaia di scuse, una cortina fumogena di scuse, un muro di scuse, muro che serve solo per nascondere, in prima istanza, la propria pochezza e successivamente, la vuota realtà dei loro sentimenti, troppo intenti ad "amarsi" senza concedere amore, a chi li ama...
Personalmente, credo che non esista donna al mondo che abbia motivo per sopportare una tale "silenziosa" violenza.
Donne, se l'uomo che avete al fianco è sano, ma non vuole figli, non è l'uomo per voi, smettete di farvi del male e cercatevi di meglio, sono convinto sia meglio soffrire un po per una separazione, piuttosto che soffrire molto più a lungo per una rinuncia forzata, e non trovatemi scuse, tipo che lo amate alla follia, perché in un rapporto di coppia, ci si ama "in" due, non dovete essere voi ad amare "per" due.
Uomini, abbiate il fegato di comportarvi da uomini, nessuno vi obbliga ad avere figli, sia chiaro,  ma se dite di no, fatelo da uomini e sempre da uomini, dovete accettare che se "lei" il rifiuto non lo accetta, dovete essere pronti a lasciarle libere di seguire, altrove, i loro sogni...
Saluti.

domenica 22 gennaio 2012

Certo non è facile

Tempo ucciso e uccisore. 
Molti miei vicini passano la 
vita ad ammazzare il tempo. 
Ma il tempo, più forte di loro, 
risuscita ogni mattina e, per 
vendicarsi, finisce coll'ammazzarli 
in modo assoluto e definitivo, 
non serbando di loro nessuna memoria.
                           Giovanni Papini


Quante volte ci siamo trovati in situazioni "scomode"?
Ci sono vari livelli... 

Situazioni leggere, come accorgersi di aver pestato una cacca prima di arrivare all'appuntamento di lavoro, o accorgersi di avere le ascelle pezzate mentre parlate con qualcuno, oppure scoprire di avere la cerniera dei pantaloni aperta solo dopo molte ore o, al femminile, avere una calza smagliata...

Situazioni medie, tipo aver pestato una cacca, e accorgersene quando il colloquio di lavoro è già cominciato perché è il vostro interlocutore che ve lo fa notare, non curarvi delle ascelle pezzate ma capire che c'è di peggio, quando quello con cui state parlando vi offre una mentina, scoprire di avere la cerniera dei pantaloni aperta e cercando goffamente di chiuderla, ci lasciate dentro una "parte di voi" o al femminile, piegarvi per cambiare la calza smagliata e sentire che "quel vestito che vi calza a pennello" dietro ha smesso di calzarvi...

Situazioni incresciose, tipo, pulirsi la già citata cacca pestata, sul "bukara" 6 metri per 6,  nell'ufficio del megadirettoregalattico, non curarsi delle ascelle pezzate e fare "conchetta" per sentire l'alito mettendosi le dita nel naso, correre e urlare con fare spiritato, tenendo ciò che resta di "lui" nella cerniera supplicando che qualcuno vi dia una "mano", o al femminile, essere lì, con mezza calza in mano, il vestito che non vi calza più a pennello e scoprire di avere intorno un capannello di "aiutanti" pronti sia col pennello, sia con il "manico"...

Situazioni senza via d'uscita, tipo, essere al colloquio di lavoro e la cacca non l'avete pestata, ma ve la siete fatta nelle mutande, avere le ascelle asciutte e profumate che fanno coppia con un alito a prova di "Boccasana" ma la suddetta bocca resta muta, avere dei pantaloni con la cerniera perfettamente funzionante, ma non averli indossati, o al femminile, non aver indossato apposta calze e "altro" per scoprire che l'esaminatore si chiama Giovanna e ha 60 anni...

Il week end che si sta concludendo, è stato estremamente rilassante, tutto casa e famiglia e benché, di spunti per scrivere un post, ce ne siano a migliaia, basta leggere un qualunque quotidiano, e non essendo questi spunti, se non minimamente, ne allegri ne tanto meno ottimistici, ho deciso di scrivere qualche cazzabubbolata, così, per non rovinarmi il buon umore della giornata.
Auguro a tutti un ottima settimana e ci "leggiamo" domani.
Saluti.

sabato 21 gennaio 2012

Beni di prima necessità

La coscienza è il caos delle chimere, 
delle brame, dei tentativi; la fornace 
dei sogni; l'antro delle idee vergognose; 
il pandemonio dei sofismi; 
il campo di battaglia delle passioni.
                             Victor Hugo


Ci sono eventi e situazioni, che sanno dare il giusto peso agli avvenimenti e, soprattutto, alle persone.
Dalla stessa persona ci si può aspettare sia l'estremo coraggio, quello che porta alla morte del corpo ma dal quale rinasce un eroe, sia il più miserevole e fuggitivo codardo...
Cosa fa la differenza?
Le situazioni, come ci si arriva in queste situazioni e il coinvolgimento fisico alle suddette situazioni.
La storia è piena di "situazioni" normali dalle quali nascono miti ed eroi, per fare un esempio, l'orchestra di bordo del Titanic che suona imperterrita mentre la nave cola a picco, probabilmente è una balla, anzi, senza probabilmente, però fa bello crederci, perché è così che nascono quasi tutti gli eroi, dal nostro bisogno di crederci.
Gli eroi servono.
In tempo di guerra, la figura dell'eroe, serviva a galvanizzare chi già stava sotto le armi, e ad invogliare i reticenti ad arruolarsi, il tutto basandosi sullo spirito di "emulazione e competizione" profondamente radicato nella testa degli uomini.
Emulazione e competizione.
L'uomo, da che mondo è mondo, emula e compete con e contro chiunque, è un gene "tarato" che hanno pressoché tutti, probabilmente latente, ma che viene risvegliato, fin dalla più tenera età, da comportamenti trasmessi dai genitori ai figli...
L'emulazione nasce, anch'essa in tenera età, quando da bimbi diciamo: Farò l'astronauta o il pilota, quando sogniamo di diventare come Indiana Jones o Berlusconi, non è altro che emulazione, poi crescendo, diminuisce il "bisogno" di emulare qualcuno, mentre cresce il fervore tipico della competizione.
L'uomo compete, sempre, anche quando non crede di farlo, lasciando perdere le evidenze testosteroniche di quando, per esempio, va in palestra, compete con chiunque altro nell'ambiente solo perché è lì, se poi in giro ci sono delle avvenenti pulzelle, l'asciugamano diventa la coda del pavone, ma c'è di peggio, perché anche negli spogliatoi, sotto le docce, si compete tirando fugaci occhiate agli attributi altrui, così, per sincerarsi che il "bombatissimo" istruttore abbia, come noi, un gamberetto tra le gambe...
Quando nascono gli eroi?
Non nascono, l'uomo vive la propria vita normalmente, finché inciampa nella situazione che lo eleverà al ruolo dell'eroe.
Vi ricordate tutti questa scena?

                                               

Questo è un eroe, e non è solo, perché pure il pilota del carro armato, a suo modo è un eroe, perché non ha eseguito gli ordini ricevuti, non ha macinato il "malcapitato" finendo, molto probabilmente d'avanti, prima alla corte marziale, poi al plotone d'esecuzione...
Oggi, in questo piccolo mondo, pieno di vite ingarbugliate nelle maglie di una "rete" globale, servono ancora gli eroi?
No.
Se oggi esistesse davvero Superman, sarebbe un dittatore planetario, cattivo, violento e vendicativo, si potrebbe dargli torto? Non credo proprio, quali motivi avrebbe per fare il contrario? L'altruismo? L'onestà? E nei confronti di chi o perché?
No, no non ci servono gli eroi, servono persone normali, persone che non hanno bisogno di un motivo per essere normali, non persone che si "accontentano" di essere normali, persone che della normalità, fanno pregio e virtù.
Smettiamo di "mangiarci in testa" l'uno con l'altro, guardiamoci in faccia e innamoriamoci della normalità che vedremo.
Non è accontentarsi ne sminuirsi è, ritrovarsi.
Saluti.

venerdì 20 gennaio 2012

Antonietta

Abbiamo tutti i nostri momenti di debolezza, 
per fortuna siamo ancora capaci di piangere, 
il pianto spesse volte è una salvezza, ci sono 
circostanze in cui moriremmo se non piangessimo.
                                                           José Saramago                                               

Solo per dirti che ti sono vicino.

La vita balorda, ci obbliga sempre più a correre, correre senza neanche avere il tempo di arrivare dove ci eravamo prefissi di arrivare, che già dobbiamo guardare avanti per "cercarci" un nuovo obbiettivo da raggiungere...
Le amicizie, quelle vere e gli amici, quelli veri, sono pochi, pochissimi, tanto da farli diventare oggetto di enormi sentimenti, la loro compagnia è vitale, diventano le oasi nei nostri deserti pieni di nulla...
Perderli, lascia buchi impossibili da chiudere, ferite insanabili sulle nostre anime precarie.
Lo so, ci sono passato.
Ricordo ancora la prima volta che è successo.
Massimo.
Vitale, divertente e un po matto, quasi inseparabili, lui con una vespetta bordeaux metallizzato, io, con un motorello con un nome impossibile, una vita dentro e fuori dall'ospedale, trasfusioni continue per contrastare l'anemia mediterranea di cui soffriva...
Un mattina entrò in ospedale, non lo vidi più.
Fu la prima volta che piansi per un amico.
Mi ha lasciato un'eredità morale, è pensando a lui e a come si può curare la malattia che lo ha ucciso, i motivi che mi hanno spinto ad "iscrivermi" all'ADMO.
Ma all'epoca ero un ragazzino, la vita corre talmente veloce e ti succedono così tante cose, che non fai tempo e non hai spazio per il "dolore".
Molti anni dopo, la cosa non fu così "semplice"...
Walter.
Il mio meccanico, si ma non solo, l'amico sempre pronto a scherzare? Anche, ma sopra tutto, un uomo davvero eccezionale, è grazie a lui se non sono "finito male", sempre lui mi ha regalato la voglia di continuare, anche se sembra inutile, continuare a vivere.
Eravamo al telefono, lui diceva: Domani se c'è un po di sole, accendiamo la griglia, troviamo un volontario che non soffre il freddo e gli facciamo fare le bistecche, tu porta la torta...
Quel domani di festa, quel domani di bistecche e birra, quel domani per lui non arrivò.
Quando arrivai in un ospedale pieno solo del pianto di sua figlia, una emorragia interna lo aveva già portato via, dovetti telefonare a sua moglie, il ricordo di quelle grida non mi abbandonerà mai.
Non piansi, era il giorno del mio compleanno.
Non piansi, durante i giorni dopo, mentre organizzavo il funerale.
Non piansi, il giorno del funerale e non piansi per molti molti anni a seguire e non tornai mai in quel cimitero.
Poi papà si ammalò, e io avevo bisogno di parlare con qualcuno, tornai da lui, era una giornata calda e piena di sole, lui come al solito era sorridente, mi guardava da quella foto, riuscii a dirgli solo ciao, poi piansi e piansi tutti gli anni che erano passati, piansi senza vergogna e senza voglia di smettere, piansi fino a che gli occhi ne furono capaci, poi mi alzai, lui era ancora lì, sorridente in quella foto, e io stavo un po meglio, un po.

Gli anni passano, e la vita mi ha fatto soffrire ancora, e ancora me ne farà, ma c'è anche tanta gioia ed emozioni da strappare il cuore.
Quindi, non mi importa quante lacrime verserò, perché so che sopra ad ogni lacrima, germoglierà un sorriso.
Saluti.

giovedì 19 gennaio 2012

La torre di babele

Pistolotto nazional/popolare
nel quale, malgrado il titolo,
la religione non c'entra una
mazza... O forse si....
                                 Lorenzo Reschiglian

In questi ultimissimi giorni, mi rendo conto che i post che scrivo, possono risultare molto, molto personali, non tanto perché in essi, scrivo o descrivo particolari o situazioni che mi coinvolgono tanto profondamente da essere conosciuti solo da me, ma perché scrivo dei miei pensieri, pensieri che sembrano troppo, troppo difficili da comprendere da chi, questi pensieri legge...
Almeno, a giudicare dal tenore di alcuni commenti...
Ho 40 anni, e a causa di una certa mia difficoltà nel tenere chiusa la bocca, ho passato una bella serie di guai, ma ancor più spesso, sono stato fatto bersaglio di quasi la totalità degli epiteti conosciuti...
Quasi sempre per giusta causa...
Però, mai nessuno mi aveva dato del "razzista" con così tanta convinzione come oggi, non vi dirò chi mi ha così apostrofato, ne con quali altre parole ha "condito" il resto del discorso, ne, tantomeno, il perché questo personaggio si è sentito offeso da quanto scritto, il tutto non è funzionale al discorso che a breve incomincerò.

Razzista, è assolutamente inutile dirvi cosa significhi questo vocabolo, lo si può "declinare" in decine di modi e motivi, ma il senso generale è comune e chiaro a tutti...
Sono un razzista?
Lo sono se penso che i ladri, da qualunque parte del mondo arrivino e qualunque cosa rubino, debbano passare del gran tempo in galera, se per me gli assassini non debbano avere "un'altra chance" dalla vita, se vorrei vedere tornare gli italiani a fare il lavoro occupato da stranieri, qualunque lavoro sia, se penso che le galere dovrebbero "ospitare" solo ladri di polli, mentre per tutto il resto, penso che basti una pallottola in mezzo agli occhi, se vorrei vedere quelli che fanno del male ai bambini, impiccati per le palle in piazza, con a fianco quelli che hanno picchiato la moglie, se pensare ad una o più di queste situazioni, mi fa diventare razzista, bene, allora sono razzista...
E a dirla tutta, la cosa non mi preoccupa, quello che invece mi preoccupa, e molto, è che non lo siate anche tutti voi...
Io mi chiedo, com'è possibile che un commerciante Italiano, anche uno fortunato, uno che riesce a fare un bel po di nero, non riesca a sopravvivere, com'è possibile, che in una nazione in crisi, com'è l'Italia, ci siano alcuni "stranieri" che vanno in giro con valigette cariche si soldi, soldi con i quali acquistano attività di ogni sorta. 
Com'è possibile che ci siano decine di aziende che non riescono a pagare i propri operai e altre che invece nascono come funghi?
I Cinesi, con ristoranti, gastronomie e negozi a basso prezzo, O I turchi, con il loro chebab...
Ma nel mucchio, finiscono anche le lavanderie a gettone e le sale slot, Possibile che nessuno controlli da dove arrivino l'enormità di soldi che girano in queste attività, soprattutto nelle sale slot?! Non posso credere d'essere l'unico che pensa ci sia qualcosa di losco, molto losco dietro tutto ciò...
Non guardiamo sempre nel giardino del vicino, cominciamo a curarci il nostro, chissà che un domani serva...
Saluti.

mercoledì 18 gennaio 2012

Involtini "plimavela"

Una delle più orribili caratteristiche della 
guerra è che la propaganda bellica, 
tutte le vociferazioni, le menzogne, 
l'odio provengono inevitabilmente 
da coloro che non combattono.

                                George Orwell


In guerra, non esistono vincitori, solo perdenti...

Albert Einstein tempo fa disse: Io non so come si combatterà la terza guerra mondiale, ma so che la quarta si combatterà con pietre e bastoni...

Io so per certo, che la terza guerra mondiale è e sarà la più meschina delle guerre, non che esistano o siano esistite guerre "etiche", non ci sono e saranno soldati, anche se grandi folle si mobiliteranno, non sono ne saranno sparati proiettili, ma moriranno comunque molte persone, è e sarà una guerra sporca, anche se non ci sono ne saranno trincee, poi come in tutte le guerre, chi ne patisce e patirà i peggiori effetti, è e sarà sempre la povera gente, noi...
Come faccio a saperlo?
Perché la terza guerra mondiale non è di la da venire, la terza guerra mondiale la stiamo già combattendo, e da un bel pezzo anche, la terza guerra mondiale si chiama: Crisi economica...
Inutile dire che noi, stiamo perdendo...
Noi, noi che siamo allo stesso tempo sia vittime sia carnefici...
Il tutto ha inizio nella notte dei tempi, quando due persone guardandosi in faccia, hanno scoperto che erano diversi, uno non aveva ne scrupoli ne idee ma, aveva i soldi, l'altro, aveva sia idee che scrupoli, ma non soldi, uno sorrideva perché aveva sogni da realizzare, l'altro sorrideva perché quei sogni lo avrebbero fatto diventare ancora più ricco...
Poi è nato il consumismo e con esso la speculazione, condite il tutto con un pizzico di ottusa stupidità, e avrete la ricetta perfetta del disastro...
Tutti vogliono tutto, e più di tutto, il superfluo, vero indicatore di benessere, unico segno distintivo dello status raggiunto...
Come già scritto ieri, il mercato lo fanno i consumatori, se i consumatori vogliono benessere a basso costo, le industrie e le aziende, sono "costrette", per offrire prodotti adeguati ai magri averi dei finti ricchi, a cercare metodi per limitare i costi, sapendo che il centro di costo che pesa di più sui bilanci, è quello derivante dalla manodopera, la cosa più semplice da fare è eliminarla...
Come?
Spostando la produzione in paesi dove la manodopera costa meno, certo, anche la qualità, spesso, decade, ma è meglio avere una macchina fotografica così così, piuttosto che non averla...
Il danno è fatto, e sarà ben dura recuperare...
La cina, con una quantità infinita di manodopera a costo zero, è di fatto, proprietaria del mondo...
Potere economico sconfinato e assenza totale di scrupoli, sono una coppia che preannuncia un mucchio di guai...
Soluzioni?
Non c'è ne sono, perché sperare che un terremoto catastrofico colpisca e faccia sparire l'intera cina, è quanto meno poco professionale, sperare che il consumatore medio, utilizzi al meglio le proprie finanze, è pura fantasia...
Luoghi comuni e disfattismo?
Può essere...
Saluti.

martedì 17 gennaio 2012

Chi è senza peccato, scagli la prima pietra!

Il rimorso non è mai per azioni 
che abbiamo commesso o che 
non abbiamo commesso; 
non è per ciò che facciamo; 
bensì per ciò che fummo, 
siamo e fatalmente saremo: 
non riguarda soltanto il passato, 
ma anche il futuro.
                                      Mario Soldati


Col senno di poi, tutto è più facile, tutto è interpretabile e tutto ha un'altro aspetto...
Col senno di poi, attribuire le colpe è facile, anche perché tutti sono bravi a giudicare...
Adesso tutti sono pronti a far sentenze, l'importante è avere un qualunque feticcio su cui sfogare gli istinti primari, una bambolina vudù nella quale piantare gli spilloni delle nostre paure, per esorcizzare la nostra pochezza...
Qualcuno a cui dare la colpa.
Il leggendario "capro espiatorio"...
Spero che il buon Daniel Pennac non se ne abbia a male...
Eppoi, dare la colpa di cosa, più che a chi...
Gli ultimi fatti di cronaca parlano da soli, e raccontano storie di grande coraggio e di altrettanto grande paura, anche se, a svettare su tutto, come spesso accade, è la stupidità...
Costa Concordia e altre faccende...
Le colpe.
Colpe, ma di chi sono le colpe? Il capro espiatorio per fortuna c'è già, il comandante della nave, basta così? Ne siamo proprio sicuri? Io mica tanto, a far compagnia al poco coraggioso Capitano, ci metterei anche chi prima di lui, ha effettuato lo stesso (inchino), visto che era una prassi quasi comune, di conseguenza, anche i vertici della "costa" sono colpevoli, perché anche se adesso se ne lavano le mani, gli emuli di Pilato sapevano benissimo che tali manovre venivano fatte, ma nel nome di una facile pubblicità, hanno lasciato che fosse, Schettino ha sbagliato, non c'è ombra di dubbio, ha peccato di superbia, voleva essere il più bravo, quello che si "inchinava" meglio avvicinandosi il più possibile, gli è andata male, ma è solo l'ultimo della serie...
Così siamo a posto? Giustizia è fatta?
No.
Per me, c'è ben altro.
Perché quanto scritto fin qui, è la minima parte di un problema ben più grande, questa e solo la faccia al sole di una verità che rimane e rimarrà nell'ombra...
Domanda e offerta, azione e reazione.
La crociera, è da considerarsi alla stessa stregua di molti altri beni di consumo, più frivolo e meno necessario di altri, ma pur sempre un bene di consumo.
I beni di consumo sono assoggettati al sistema della "domanda che genera l'offerta", poi, soddisfatta la "domanda" tutto si muove grazie "all'azione che genera reazione"...
Complicato?
Per capirsi, avete presente il gioco del Domino? Intendo quello dove un numero variabile di "tasselli" vengono disposti su un piano, seguendo uno schema predefinito, schema che parte con una singola "scia" di tasselli, dalla quale si diramano altre scie e da queste altre e così via, questi tasselli, cadendo uno dopo l'altro danno il via ad una serie di azioni, che a loro volta produrranno reazioni...
Ma per quanto possa essere complesso lo schema, e al di la del numero totale di tasselli che lo compongono, c'è sempre il tassello "zero" cioè quello che da il via a tutto, il tassello zero, nell'ambito commerciale, è il consumatore finale, quello che vuole il bene/servizio per il quale pagherà, l'acquirente, noi...
Noi.
Sento già i secchioni in fondo alla classe: Cosa c'entriamo noi con l'incidente della Costa Concordia??
Semplicissimo.
Fino a non molto tempo fa, la crociera era un bene di lusso, un vezzo per ricconi che volevano mettere quanta più distanza possibile tra loro e i poveri...
Noi poveri.
Però, anche se di ricchi ne è pieno il mondo, non sono sufficienti a "pagare" l'enormità di costi che una flotta di navi produce, inoltre, sempre più gente faceva richiesta di viaggi a basso prezzo, quindi?
Quindi, la domanda genera l'offerta, i prezzi si abbassano e tutto quello stuolo di finti ricchi, tutta la quella massa di ostentatori che vivono al di sopra delle proprie possibilità, può finalmente "solcare i mari", magari facendo rate per i prossimi 36/48 mesi...
Ma come si fa ad abbassare i prezzi?
Riducendo i costi, quindi minimizzando le manutenzioni, eliminando alcune "opzioni" troppo care e facendo decadere un po la qualità generale dell'insieme, poi si va di lima anche sui costi vivi, la dove costo vivo è da intendersi proprio vivo, le risorse umane, quindi boccaporti aperti a "maestranze" più economiche, Cinesi, Bengalesi, Africani e quant'altro, meglio due economici incapaci piuttosto che un esoso professionista...
Tolto quel centinaio di "inevitabili" professionisti necessari perché tutto funzioni, volete che al migliaio di "sguatteri" rimanenti dell'equipaggio, venga fatto un qualunque corso sulla sicurezza o sulle normative da eseguire in caso di incidente?
Non se ne parla, troppi soldi "inutili"...
Soldi.
Sempre meno soldi per fare sempre più cose.
Allargando il discorso a qualcosa di meno sensazionalistico, questo nostro modo di fare ha ben altre conseguenze.
Questa nostra brama di "avere", l'incapacità di riconoscere i limiti, sono di fatto le cause che hanno fatto diventare la Cina proprietaria del mondo...
Ma questa, è un'altra storia...
Saluti.
P.S. Se qualcuno non ha capito cos'è il Domino, clicca QUI.

lunedì 16 gennaio 2012

Sarà anche "sommaria" pero...

L'uomo è un animale assurdo, 
e perciò chi vorrà governarlo con
la ragione, lo governerà malissimo.
                       Abate Ferdinando Galiani


Potere della giustizia.

In un mondo normale, i crimini e i criminali non dovrebbero esistere.
Utopico?
Senza ombra di dubbio.
Ma come ben sapete, le utopie mi piacciono.
Oggi però, la realtà, la dura realtà ha dato prova di se...
Prima però, un passettino indietro.
Qualche giorno fa, siamo tutti rimasti ammutoliti e scioccati leggendo la notizia di quella rapina andata male, quella dove un giovane cinese e la figlia neonata venivano brutalmente assassinati, per alcuni giorni i quotidiani si sono profusi in notizie e aggiornamenti, la confusione regnava sovrana, la nazionalità dei rapinatori è rimasta incerta a lungo, all'inizio sembrava fossero altri cinesi o italiani, poi slavi di un qualche genere, infine africani o chissà che, la cifra trafugata poi, i primi dispacci parlavano di un duplice omicidio per pochi euro, che via via si sono "moltiplicati" passando da poche centinaia a qualche migliaio, per aumentare ad una decina di migliaia e terminando l'asta al rialzo, sulla cifra di quasi ventimila euro...
Quasi si dovesse dare un prezzo alle vite perse...
L'indignazione e lo sgomento accomunavano il sentimento generale, tutti d'accordo nel chiedere giustizia velocemente, confidando nella "bontà" delle nostre istituzioni...
Io ci credevo poco, la mia unica preoccupazione era rivolta ad altro...
Scriverò ora ciò che esternai ad alcuni amici, quello che pensavo il giorno dopo la rapina: l'unica speranza di salvezza che i due rapinatori hanno, è quella di costituirsi spontaneamente e di farlo al più presto, magari non scongiurerà le guerra tra "bande" che potrebbe scaturirne, ma in galera almeno rimangono vivi, perché se rimangono fuori, le loro aspettative di vita sono pari a zero...
Ovviamente la mafia cinese non esiste...
Altrettanto ovviamente, non esistono "bande" rivali...
Per non dire che, un vecchio proverbio recita così: A pensar male si fa peccato, ma raramente si sbaglia...
Torniamo a oggi, in mezzo al bailamme dovuto alla sciagura della costa crociere, quasi in sordina, una notiziola è passata pressoché inosservata, quella che è stato "trovato" uno dei due rapinatori assassini.
Bene, potremmo dire: Un trionfo della giustizia italiana...
Potremmo, se non fosse che l'uomo è stato trovato morto...
Morto, molto molto morto...
Impiccato.
Un suicidio...
Dicono...
Prima però, per "sicurezza" si è mangiato una scatola di veleno per topi...
Gli inquirenti dicono: Non sopportava il peso di ciò che aveva fatto...
Ci credo subito subito...
Io passerò per antipatico, però nulla mi farà cambiare idea, per me quello è "stato" suicidato, l'inesistente mafia cinese ha funzionato meglio (e ci vuol poco) della giustizia ordinaria...
Giustizia ordinaria, che in questo caso, forse, è stata "invitata" a non trovare nulla...
Forse...
Saluti.

domenica 15 gennaio 2012

Vi ho già detto che mi piace cucinare?

Il raffreddore è una malattia che, 
se curata, dura sette giorni, 
altrimenti dura una settimana.
                              Anonimo 


Non ne posso più, sono tre giorni che non vivo...
Occhi pesti e lacrimanti, naso arrossato e gocciolante, mal di testa, alle ossa e in ogni dove...
Ovunque pacchetti di fazzoletti aperti e la pattumiera trabocca di fazzoletti usati...
Ho perso il conto di quante migliaia di sternuti o fatto...
Quindi dopo una corsa al supermercato per la spesa settimanale, ci siamo tutti intabarrati in casa.
E cosa fa un uomo in casa con il campionato di calcio che offre un ventaglio di proposte quasi infinito?
Cucina!!
Per mezzogiorno una cosina facile facile, piadina con prosciutto cotto e una crema ottenuta emulsionando: ricotta, pomodori, radicchio rosso con un po di olio extra vergine d'oliva e un pizzico di sale e pepe, oggi la piadina l'ho lasciata distesa, perché al pupo piace così, quindi ci ho disposto sopra le fette di prosciutto e ricoprendo il tutto con un bello strato di crema formaggiosa, poi dopo un passaggio di qualche minuto nel forno, sono pronte da mangiare, visto che al bimbo piace un sacco, dopo averle sfornate ci ho messo sopra una generosa manciata di mais dolce...
Nel pomeriggio, visto che proprio non volevo annoiarmi, ho fatto anche la torta, con i dolci sono un po una schiappa, devo ammetterlo, ma con la perseveranza si superano le mancanze...
Vi do comunque la ricetta, perché il risultato, oggi, ha superato ogni mia più rosea aspettativa...
Dosi per una bella torta, in quanti la mangeranno dipenderà da voi...
180 grammi di farina bianca 00
180 grammi di farina di riso
200 grammi di zucchero semolato
120 grammi di fecola di patate
40 grammi di cioccolato fondente grattuggiato
4 uova un pizzico di sale, cannella e zenzero
Una bustina di lievito per dolci
Latte, quanto basta per l'impasto
Mettete tutte le farine, lo zucchero e la fecola in una capiente citolona, aggiungeteci i vari "pizzichi" e il lievito avendo cura che si miscelino bene, poi fate il classico "cratere" nel quale metterete i rossi delle uova (i bianchi riponeteli in un'altra ciotola nel frigorifero) e un po di latte, con una frusta cominciate a mischiare gli ingredienti aggiungendo un po di latte quando serve, con un po di pazienza e di energia dovete far diventare "l'impasto" una spessa crema, poi incorporate il cioccolato, ungete la vostra teglia da torta e prendete i bianchi delle uova che avevamo riposto in frigo, montateli a neve poi un cucchiaio alla volta aggiungeteli all'impasto che diventerà ancora più bello e soffice, versate nello stampo e infornate, io il forno lo tengo a 60 gradi per alzarlo a 160/170 gradi appena infilo lo stampo, 40/45 minuti dopo, raggiunto un bel colore dorato, la torta è pronta.
Niente di speciale, ma semplicemente buona...
Per cena ho fatto delle semplici scaloppe, utilizzando delle belle fette di lonza suina, la carne va marinata leggermente con olio sale e limone, poi mettetele in una padella ben calda, fatele "scottare" da entrambi i lati poi, abbassate la fiamma e continuate la cottura per qualche altro minuto, nel frattempo preparate il contorno, che è semplicissimo, prendete dei bei ceppi di radicchio rosso lungo, togliete le foglie esterne poi tagliateli in quarti per il lungo, e poneteli in una larga padella con un filo d'olio e brasateli dolcemente sui tre lati e servite condendoli con un pizzico di sale e un filino d'olio extra vergine d'oliva...
Saluti.
P.S. vi lascio questo linketto, così se vi fate strani scrupoli... 
Clicca.

sabato 14 gennaio 2012

Attimi.

Quando si ama, non si ha 
alcun bisogno di capire 
che cosa accade all'esterno, 
perché tutto comincia ad 
accadere dentro di noi.

                                Paulo Coelho


Aspettavo questo giorno da una settimana, cioè da quando il pupo dorme nel suo lettino nuovo...

La sveglia più dolce.

Rumorini che arrivano dalla stanzetta, curiosi fruscii di lenzuola, poi il suono più bello del mondo, piedini scalpiccianti, "qualcuno" mi tocca i piedi, apro gli occhi...
Nella penombra della camera la scena è questa: Una frezza di scapigliati capelli biondi, sotto quella esplosione tricotica, in un perfetto pigiamino azzurro e accompagnato dal fidatissimo orsacchiotto Honey, Il mio pupacchiotto mi guarda con occhioni tutti da stropicciare...
Dice: Papà tieni, passandomi l'orsacchiotto, poi si arrampica sul lettone mi abbraccia come solo i bimbi sanno fare e mi stampa un bacione in faccia, recupera Honey e si va ad accoccolare tra me e Odette, si gira sul fianco guardandomi, sorride dicendo: nanna papà, gli rimbocco le coperte, si riaddormenta ancora sorridente...
Il cuore martella tanto che mi si potrebbe strappare dal petto, sono un omone di oltre cento chili, ma potrei morire secco qua, schiantato dalla felicità, mentre guardo mio figlio dormire, chiudo gli occhi e sento una lacrima scivolare fino al cuscino...
Saluti.

venerdì 13 gennaio 2012

Stasera scrivo poco.

Spesso noi cerchiamo di rischiarare 
le tinte fosche del presente, 
speculando su possibilità favorevoli, 
e inventiamo speranze chimeriche 
di ogni genere, ciascuna delle 
quali è gravida di una delusione, 
che non tarda a presentarsi quando 
tale speranza naufragherà contro la dura realtà.
                                             Arthur Schopenhauer


Un'amica, qualche tempo fa, scriveva di quanto ritenesse importante l'abbraccio.
Un gesto semplice, se vogliamo, un gesto che si sta perdendo, perché non gli si da la giusta importanza, non lo si valuta per quello che è, e cioè, il primo vero gesto d'amore verso qualcuno...
Cos'altro potrebbe essere? Fateci caso, cos'è un abbraccio? Due persone che si stringono, quindi vuol dire che tra queste persone si è abbattuto l'invisibile muro che le divideva, il contatto fisico necessario in un abbraccio sancisce l'unione di quelle due persone...
Sia chiaro, sto parlando di abbracci, quelli veri, quelli che ci fanno sentire il calore e l'odore dell'altra persona, quelli stretti e morbidi, quelli che sono lunghi e fermi, insomma, quelli dai quali non vorremmo scioglierci mai.
Fino a ieri, tutto questo per me aveva un senso...
Fino a ieri...
Poi i nostri politicantacci, votano sul caso Cosentino...
Sappiamo tutti com'è andata, l'ennesimo schifo, l'ennesima morte causata dalla "casta", la Democrazia finisce tre metri sotto terra...
Cosentino, come c'era da scommetterci, se la cava e appena finita le "liberatoria" lettura del voto, tutta l'ala amica scoppia in un applauso, l'apoteosi del falso, del meschino, del corrotto e del viscido, così tutti gli ipocritoni si "consumano" in calorosi abbracci...
Ed ecco che il mio amore per gli abbracci muore, miseramente affogato da quel mare di merda che vedo in televisione...
Sono veramente amareggiato e deluso...
Saluti.